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teatro
"Inverno"

a Teatri di Vita di Bologna


Due donne, l’amore e il dramma: è l’inverno che avanza. “Inverno” è il titolo dell’opera di Jon Fosse, il maggior drammaturgo scandinavo vivente, che il Florian Metateatro presenta con la regia di Vincenzo Manna a Teatri di Vita (via Emilia Ponente 485, Bologna; info: 051.566330 – www.teatridivita.it) da venerdì 27 a domenica 29 novembre (ore 21; domenica ore 17). In scena sono Anna Paola Vellaccio e Flaminia Cuzzoli. Si tratta di una appendice al festival “Cuore di Ghiaccio”, che in estate ha portato a Bologna il meglio della scena contemporanea scandinava. Domenica, al termine dello spettacolo, si terrà un incontro con la compagnia.

Un parco, una ragazza e una donna. Da questo incontro casuale l’inizio di una tenera e dolorosa storia d’amore che si snoda fra zone d’ombra metropolitane, dove la donna e la ragazza riescono a essere loro stesse, tragiche figure femminili in fuga disperata da una vita alienante e inautentica. “Inverno” (Vinter) è uno dei testi più noti del drammaturgo norvegese Jon Fosse, vincitore del Premio Ubu 2003 come miglior testo straniero. In questo progetto di Vincenzo Manna e Anna Paola Vellaccio, viene ritradotto e riadattato per due interpreti femminili e riportato sulla scena dopo dieci anni dalla sua prima rappresentazione.

L’alternanza tra parola e azione, l’attento lavoro sulla componente sonora e visiva, la partitura dei gesti e delle posture restituisce un testo che ha la sua forza e la sua bellezza nel non detto e nell’indicibile, nell’afasia di un linguaggio parlato e quotidiano che diventa, come tutte le esistenze tragiche, di alto valore poetico: “quello che ritengo l’evento dell’estate teatrale: un evento che riguarda tanto Fosse, la sua ricezione, quanto l’indice di spostamento della lancetta che indica il più attuale teatro di sperimentazione […] Vincenzo Manna scommette in un pazzo futuro. L’uomo e la donna sono diventati due donne (e ciò conferisce a “Inverno” una credibilità perfino maggiore con quelle due attrici, Anna Paola Vellaccio e Flaminia Cuzzoli, di colpo mutate l’una nell’altra in una impressionante, astratta scena di sesso) […] il dramma si presenta stravolto nella forma, che definirei rock: per la velocità, per la qualità di sfumature e sottigliezze nel gesto, laddove il dramma di Fosse resta quello di un doloroso retaggio della condizione umana, che meno si solleva da terra quanto più aspira a librarsi in volo” (Franco Cordelli, Corriere della Sera, 5 agosto 2014).

Vincenzo Manna ha vinto tra l’altro il Premio SIAE come miglior nuovo autore italiano al Festival di Spoleto nel 2010 e ha ricevuto importanti riconoscimenti come drammaturgo. (Roma, 15 aprile 1977) è un drammaturgo, regista teatrale e sceneggiatore italiano. Nel 2010 vince il Premio Scenario Infanzia 2010 con “Hansel e Gretel”, mentre la sua compagnia Cassepipe vince nel 2012 il Premio Otello Sarzi alla miglior compagnia indipendente.

articolo pubblicato il: 20/11/2015

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