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il cinema di caino
"Klon" (1994)

di Lino del Fra

di Gordiano Lupi

Klon (1994)
di Lino del Fra

Lino del Fra (Roma, 1929 - 1997), professore universitario di filosofia, critico cinematografico, dal 1960 apprezzato regista di documentari (Fata Morgana, All’armi siam fascisti!, Stalin). Collabora quasi sempre con la moglie, Cecilia Mangini, in veste di sceneggiatrice e aiuto regista. Ricordiamo il televisivo Comizi d’amore ‘80 (1982), un film inchiesta che si propone di attualizzare un vecchio lavoro di Pasolini. Pochi i film a soggetto, il più noto La torta in cielo (1974), interpretato da Paolo Villaggio, ma non vanno dimenticati Antonio Gramsci - I giorni del carcere (1977, Pardo d’oro) e Klon (1994). Regista impegnato, tematiche che vanno dalla critica a ogni tipo di fascismo, fino a lucide analisi sulle contraddizioni di capitalismo e società dei consumi. Interessante, per capire la sua opera, il documentario: All’armi siam registi! Cecilia Mangini racconta Lino del Fra (2015) di Matteo Delai, Anna Facin, Giulia Miotto e Valentina Orlando, realizzato dal Laboratorio di videoscrittura DAMS Università di Padova.

Klon è un film avventuroso - fantastico per ragazzi, che vede quattro bambini protagonisti, alcuni cattivi da fumetto e il classico scienziato megalomane che vuol conquistare il mondo. A minacciare la Terra, in combutta con il potere economico, è il professor Zigote (Paolo Bonacelli), inventore di un assurdo macchinario per clonare esseri umani. Paolo (Micchello), Simone (Manacorda), Sibilla (Rocchietta) e Toni (Ciulla), indagano sui loschi traffici dello scienziato, entrano nel quartier generale e mandano a monte il piano. Il potere economico riesce a salvare il professor Zigote, portandolo via in elicottero, anche se prima aveva pagato tre buffi killer per eliminarlo dopo aver rubato la formula della clonazione. Ci sarebbe lo spazio per un sequel o per una serie televisiva, ma tutto si limita a questo lavoro. Soggetto e sceneggiatura ai minimi termini, non si va oltre la storia per ragazzi, ambientata a Sutri, nelle campagne vicino a un lago e a un fiume, lo spessore psicologico dei personaggi è fumettistico. Curioso il gergo giovanilistico, ormai desueto, molto anni Ottanta, segno del tempo che passa: Che sei fumata?, Schiodati! e via di questo passo. Effetti speciali risibili, con il classico raggio laser dei film fantastici prima del digitale, ottenuto impressionando la pellicola, disegnandocelo sopra. Pure l’effetto clonazione è modesto, si vede una sola volta e il regista si guarda bene dal realizzare riprese ravvicinate che scoprirebbero il trucco. Gli uomini clonati conservati in enormi sacchetti di plastica appesi al soffitto sono un’altra trovata grottesca. Divertenti i due robot, il massimo della cibernetica dei primi anni Novanta, uno piccolo (Stravinsky) e l’altro di misure umane (Leonardo), gelosi tra loro e succubi del professore. I due robot mettono in scena buone sequenze comiche, in compagnia dei bambini, soprattutto del più dotato da un punto di vista informatico. Stile di regia buono, fotografia ottima, montaggio serrato, zoom utilizzato senza sosta, come usava al tempo. Colonna sonora da cartone animato, ma visto il tipo di pellicola pare adeguata. Interessante il messaggio anticapitalistico, contro la società dei consumi che aggredisce a colpi di spot, e la denuncia di un uomo ormai spersonalizzato. I cloni altro non sono che consumatori perfetti, addomesticati da un servo del potere, istruiti a comportarsi secondo i bisogni di una società fondata sullo smercio dei prodotti. Il professor Zigote si dice un democratico, ma in realtà vuol creare un uomo dedito al progresso, al sacrifico, al lavoro, innamorato del nucleare e dell’inquinamento. Gli uomini sono bugiardi, non studiano, non lavorano... per questo il suo obiettivo è realizzare un uomo mansueto e obbediente. Il tono del film è leggero, da commedia grottesca, con il personaggio del cattivo interpretato magistralmente da Paolo Bonacelli. La ragazzina bionda dai lungi capelli ricci è Isabella Rocchietta, bambina prodigio degli anni Novanta, interprete di alcuni film (Le prime foglie d’autunno, 1988 di Dal Balzo), diversi spot pubblicitari, modella e valletta di Pippo Baudo a Sanremo. Molla tutto per fare il chirurgo dentale, preferendo studio e lavoro al mondo dorato dello spettacolo. “Non mi trovavo bene. Non era il mio mondo. Ed ero stanca di essere considerata una bambina prodigio, un fenomeno da baraccone”. Klon è consigliato per chi cerca un film avventuroso per famiglie. Un prodotto dignitoso, girato con cura, interpretato da attori ben calati nelle rispettive parti. I bambini sono molto bravi e vengono guidati con mano ferma dal regista. Peccato che non esista una versione home video dal master originale dell’Istituto Luce.

Regia: Lino Del Fra. Soggetto e Sceneggiatura: Cecilia Mangini, Lino Del Fra. Aiuto Regista: Cecilia Mangini. Fotografia: Eugenio Bentivoglio. Montaggio: Giuseppe Giacobino. Scenografia: Luciano Puccini. Costumi: Susanna Soro. Musiche: Giovanni Luisi. Edizioni Musicali: Nuova Fonit Cetra. Operatore alla Macchina: Sergio Melaranci. Fonico: Vincenzo Nardi. Assistente alla Regia: Simone Bonacelli. Fotografo di Scena: Maria Rosa Messori. Produttore Esecutivo: Studio Immagine srl. Direttore di Produzione: Caterina Stegani Casorati. Case di Produzione: Istituto Luce, Italnoleggio Cinematografico, Studio Immagine. Teatri di Posa: Cinecittà. Pellicola: Kodak. Esterni: Sutri. Interpreti: Paolo Bonacelli (prof. Zigote), Francesco Draghetti, Roberto Ciufoli, Nico Davenia (I Clavel), Raffaello Manacorda (Simone), Marco Micchello (Paolo), Riccardo Ciulla (Toni), Isabella Rocchietta (Sibilla), Geoffrey Copleston, Marina Viro, Richard Ervin Sammel, Achille Brunini, Lorenzo Piani, Rick Boyd, Gianni Franco.
www.infol.it/lupi

articolo pubblicato il: 17/11/2015

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