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mentalità da travet
di Vittorio Sordini

Il Governo è a caccia di risorse da destinare alla riduzione delle tasse e alla soluzione di diverse problematiche di bilancio.

Una ghiotta occasione per rimpinguare le casse dello Stato è rappresentata dalla Voluntary Disclosure, per la quale è previsto un interessante gettito ed inoltre l’arrivo di linfa vitale con il rientro dei capitali da quelli che un tempo erano paradisi fiscali. Sembrerebbe che gli ex furbetti abbiano metabolizzato che questa è l’ultima occasione per mettersi in regola e pertanto le adesioni fioccano.

Tuttavia sia lo Stato, che ha interesse ad incassare, sia i contribuenti che vogliono mettersi in regola nel più breve tempo possibile non hanno fatto i conti con gli ingranaggi della burocrazia.

In un primo momento diverse perplessità circa la chiarezza delle norme hanno costretto l’Agenzia delle Entrate ad emanare diverse circolari esplicative. Come sempre in Italia si è stati costretti ad un rinvio del termine ultimo per la presentazione delle “auto denunce”.

Quando tutto sembrava risolto si è dovuto fare i conti con alcuni personaggi che, in grisaglia, si stanno mettendo di traverso impedendo di fatto la immissione nel circuito finanziario dei contanti rimpatriati e/o emersi.

Alcuni funzionari di banca si rifiutano di dare corso alla operazione di versamento che il contribuente ravvedutosi deve necessariamente eseguire pena la decadenza dallo stato di contribuente ravveduto.

Un comportamento sicuramente contrario alla legge: una delle funzioni della Banca è proprio quella monetaria, oltre al fatto che la legge sul rientro dei capitali prevede ed impone il versamento in banca. Colossi Bancari vengono di fatto messi fuori giuoco in questa operazione epocale dal comportamento miserrimo di alcuni funzionari che, per evitare qualsiasi fatica che ecceda il quotidiano e per evitare qualsiasi ipotesi di maggior responsabilità, non fanno altro che addurre scuse che offendono l’intelligenza di chi ascolta: un esempio tra i più sconcertanti è il rifiuto connesso al fatto che una somma rilevante (100.000/150.000) rappresentava un pericolo perché l’agenzia era in ristrutturazione.

Si sarebbe potuto sperare che i filmati proposti in occasione degli accadimenti post fallimento Lehman, con funzionari che rincasavano per sempre portandosi dietro gli effetti personali ordinatamente disposti in uno scatolone che era sconsolatamente tenuto tra le braccia, avessero potuto insegnare qualcosa ai “nostrani” che continuano imperterriti a fare vita da “ministeriali” incuranti del costo sociale che grava su quei pochi che ormai in Italia hanno la forza e la capacità di produrre PIL; purtroppo, tale speranza è stata disattesa: la burocrazia e l’ignavia ancora vincono. Forse qualcuno sarà costretto a fare un esame di coscienza e comincerà a riflettere visto che in queste ultime ore un importantissimo Istituto di Credito ha annunciato un piano di ristrutturazione ed ha comunicato che ci sono dodicimila esuberi.
www.sorvittor blogspot.com /a>

articolo pubblicato il: 30/10/2015 ultima modifica: 10/11/2015

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