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politica estera
un gomitolo di filo spinato
di Riccardo Ruggeri

da ITALIA OGGI

La confusione regna sovrana in Europa, causa un gomitolo di filo spinato del quale è impossibile trovare il capo. Le leadership sono come impazzite, qualche decine di migliaia di borghesi siriani e afgani in viaggio a piedi attraverso la rotta balcanica, una sconsiderata dichiarazione buonista della Cancelliera (diventata di colpo Statista e due giorni dopo ritornata una povera donna) e la ricca, colta Europa è in ginocchio.

Ecco riemergere un'idea vecchia come il mondo: «Fare la guerra per resettare problemi e passato».

Come? I paesi del Sud si accontenterebbero di bucare i gommoni degli scafisti, quelli del Nord, più democratici, eliminare gli uomini neri del Califfato.

Certo, se ci fosse un referendum «Volete fare guerra contro i tagliagole dell'Isis?», risponderei «sì», ma alla successiva «Siamo in grado di fare la guerra al Califfato?», risponderei «no».

1 Il Territorio conquistato dall'Isis (lasciando da parte l'enclave in Libia) comprende un pezzo di Siria e un pezzo di Irak (a spanne, grande come Uk). In pratica, la Siria non esiste più, è una carcassa che diversi avvoltoi cercano di strapparsi.

Al centro, due zone che Turchia e Arabia Saudita vorrebbero spartirsi, come fu fra nazisti e comunisti per la Polonia. Entrambi sostengono Jaish al Fatah, una holding di svariate organizzazioni jihadiste, compresa Al Nusra (leggi Al Quaeda) che usa gli stessi metodi Isis, però tacendo.

Sono supportati appunto da Turchia e Arabia Saudita, i quali, dopo aver foraggiato l'Isis, ora, attraverso costoro, lo combattono, al contempo, vogliono pure la caduta di Assad, protetto dal loro nemico mortale, l'Iran. Chi fa i chiodi del gomitolo di filo spinato? I «califfi»? I turchi? I sauditi?

2. La Siria di Assad è oggi ridotta a due enclave costiere. Una intorno a Damasco, affidata all'Iran, prima data in outsourcing ai tagliagole di Hezbollah, ultimamente occupata dai suoi pasdaran. L'altra, a Latakia, affidata alla Russia, che qui ha l'unica sua base navale del Mediterraneo. Latakia è per Putin ciò che Guantanamo è stata per gli Usa, la sua polizza assicurativa. Chi fa i chiodi del gomitolo di filo spinato? Gli alawiti? Gli iraniani? I russi?

Così in Irak, dove curdi irakeni, curdi turchi (che la Turchia, membro Nato, vuole sterminare, mentre l'Occidente li ama), milizie sciite entrate nel paese (sic!) combattono l'Isis. Un caos osceno, mezza dozzina di eserciti di tagliagole si combattono con logiche tribali, figli dell'odio atavico sunniti-sciiti, e in parte risultato della folle dottrina americana «esportiamo la democrazia». Chi fa i chiodi del gomitolo di fino spinato? I curdi? I turchi? Le milizie sciite? I generali americani?

3. La posizione dell'Onu: no guerra, sì diplomazia. Ban Ki-moon sa che l'obiettivo di Usa, Uk, Francia è deporre Assad, mentre Cina e Russia mettono il veto, per cui meglio fingere di credere a (rieccolo!) Staffan de Mistura «a soluzione è a portata di mano, purché si mettano d'accordo Usa, Russia, Turchia, Arabia Saudita». Un genio! Che mondo sarebbe il nostro se non ci fossero il pacifista Staffan de Mistura e il guerrafondaio Bernard-Henri Lèvi?

Questi, con tanto di troupe tv e set di camicie candide a collo alto al seguito, gira per l'Irak, ora si è innamorato dei generali peshmerga (sic!), vuole, pretende che l'Occidente faccia guerra all'Isis. È un curioso filosofo che da trent'anni non scrive più di filosofia, ogni lustro si inventa un conflitto chic, campa da corrispondente di guerra, però solo prima che esploda, quando sparano si barrica nel Café de Flore, e non lo schiodi. Un genio!

4. Passando dalle chiacchiere all'execution, la Siria è un gomitolo di filo spinato. È ragionevole bombardare un gomitolo di fino spinato?. L'unica sarebbe mandare truppe di terra, ma dove? Non a Damasco, vorrebbe dire scontrarsi con l'Iran (Obama ha appena fatto un accordo, con brindisi), non a Latakia, lì ci sono i russi, resta la parte centrale della Siria, ma significherebbe allearsi con i tagliagole di Al Qaeda, e accettare che Turchia e Arabia Saudita si dividano poi la parte centrale della Siria, che ad Assad restino le altre due zone, in una prigioniero di Kamenei, nell'altra di Putin. Così a occhio non parrebbe un gran risultato. Comunque, tranquilli, salvo qualche bombetta di rispetto, Francia, Uk, Usa, non sono tecnicamente in grado di fare l'unica guerra seria, quella di terra (e poi come dire alle mamme-elettrìci che in guerra i soldati muoiono?).

5. In casi come questo, la strategia residuale è non fare nulla, sperando che il Califfato col tempo si spenga (io ci credo). Immagino sia la strategia di Israele, unico paese occidentale serio (non teme i tagliagole dell'Isis ma i silenti nazi-teocrati iraniani), conosce-domina i problemi, lascia l'isteria guerrafondaia agli intellò, ha un accordo di ferro, anche militare, con Putin, al quale ha appena venduto una flotta di droni. Teniamocela stretta, è l'unica videocamera di sorveglianza di un Occidente ormai eunuco, cieco, eppure velleitario, in una zona strategica come il Medio Oriente. La confusione regna sovrana nelle menti delle nostre leadership, inidonee alla bisogna, ora sappiamo che anche Merkel lo è. Almeno questo l'abbiamo messo in berta. Siamo soli.
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editore@grantorinolibri.it

articolo pubblicato il: 29/09/2015 ultima modifica: 10/10/2015

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