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arte e mostre
un mito che non muore

Nuvolari a Mantova

di Michele De Luca

Tazio Nuvolari, il più grande pilota di vetture della prima metà del secolo scorso, è da sempre entrato nell’immaginario popolare, per quelle doti di coraggio, audacia e spregiudicatezza che tutti gli hanno riconosciuto e spesso “invidiato”. Negli anni Trenta, la popolarità di Tazio era straripante, conteso dai grandi dell’epoca: nel 1932, undici giorni dopo il trionfo di Montecarlo, il Vate della letteratura italiana Gabriele D’Annunzio lo riceveva al Vittoriale e lo omaggiava di una piccola tartaruga d’oro, gioiello che Tazio avrebbe poi assunto come proprio simbolo e amuleto. La tartaruga sarebbe stata da lui usata anche nella carta da lettera, dipinta sulla fiancata del suo aereo privato, appuntata sulle sue maglie di colore giallo. Qualche anno dopo, Secondo Casadei, fondatore dell’omonima orchestra, gli dedicava una canzone; Enzo Ferrari, più tardi, diceva di lui: “Ha un coraggio quasi disumano”. Ed anche nei nostri giorni il compianto Lucio Dalla gli ha dedicato una canzone che tutti abbiamo amato e anche cantato: “Gli uccelli nell'aria perdono l’ali quando passa Nuvolari! / Quando corre Nuvolari mette paura … / perché il motore è feroce mentre taglia ruggendo la pianura”.

Al “pilota che sfidava anche gli aeroplani” e che – come cantava ancora Dalla – aveva “un talismano contro i mali”, viene dedicata una bella mostra negli spazi della Casa Museo Sartori a Castel d’Ario (Mantova), sua città natale, che vuol essere un omaggio dell’arte ad un impareggiabile e inarrivabile “artista” del volante. Si tratta della terza edizione (e si può quindi già parlare di una “tradizione”) della rassegna collettiva dal titolo “Artisti per Nuvolari”, curata da Arianna Sartori, la quale ha selezionato per l’occasione le opere di cinquantotto artisti nelle quali ciascuno, con la propria fantasia e personalità, fa rivivere il suo mito, in cui si impersonava la sua irripetibile stagione sportiva, ricca di tanti primati e successi, in quel lontano e ora inimmaginabile mondo di aspre competizioni sportive in cui però (come lui stesso ci ha dato testimonianza anche con le sue immagini da sensibile e raffinato fotoamatore) c’era tanta “poesia”. Ci dice la Sartori: “Lo abbiamo sentito come un personaggio ideale, capace di ispirare molti artisti perché non anonimo, perché eroe positivo, perché simbolo di un’Italia in crescita, personaggio molto conosciuto, famoso, celebrato e spesso ricordato, da analizzare con attenzione, celebrato sì ma non con l’enfasi che forse meriterebbe”.

L’immaginario collettivo nel quale contemporaneamente alle gesta del pilota, ma anche nei decenni successivi, si sono sedimentate le emozioni di generazioni e generazioni di appassionati di automobilismo ma anche di gente comune affascinata dalla sua leggendaria figura di “eroe”, magari immortalata nelle copertine della “Domenica del Corriere” o della “Tribuna illustrata”, viene ora ad arricchirsi delle nuove e inedite immagini create dagli artisti in mostra, che sono: Riccardo Accarini, Paolo Baratella, Simon Benetton, Luciana Bertorelli, Emanuele Biagioni, Alberto Bongini, Marco Borgianni, Roberto Borra, Fabrizio Breschi, Tindaro Calia, Mario Cancelliere, Sabina Capraro, Giovanni Cerri, Franco Cimardi, Pasquale Cipolletta, Simone Rossano Cortellazzi, Nicola Costanzo, Diego D’Ambrosi, Marcello Della Valle, Gioxe De Micheli, Alessandro Docci, Gian Paolo Dulbecco, Marina Falco, Giancarlo Ferraris, Rodolfo Fonsati, Maurizio Frisinghelli, Renato Galbusera, Maurizio Galimberti, Aurelio Gravina, Alessandro Frisinghelli, Renato Galbusera, Maurizio Galimberti, Aurelio Gravina, Alessandro Liotta, Giovanni Lo Presti, Luca (Vernizzi), Iacopo Luchini, Riccardo Luchinoi, Andrej Maksimjuk, Raffaello Margheri, Guido Mariani, Patrizia Masserini, Antonio Miano, Mauro Molinari, Alessandro Nastasio, Aldo Parmigiani, Vincenzo Perna, Beniamino Piantoni, Antonio Pilato, Oscar Piovosi, Carlo Previtali, Massimo Romani, Giuseppe Rovesti, Leonardo Santoli, Giorgio Scano, Fabio Sironi, Carla Tolomeo, Franco Torcianti, Giuliano Trombini, Alberto Venditti, Mario Vitale, Carlo Zoli.

La curatrice ha voluto affidare agli artisti un compito non poco “arduo” da affrontare, come non può non essere quello di confrontarsi e di esprimere in momento di originale creatività riguardo a un “mito” consolidato e che la testimonianza diretta o la memoria filtrata dalla cultura (anche dell’immagine) ha via via continuato ad alimentare; come se si trattasse di misurarsi ancora con Venezia, o con Marilyn Monroe … Come ben sottolineò due anni fa’– all’inizio di questa sempre nuova avventura - Maria Gabriella Savoia, presentando il catalogo edito – anche quest’anno - da Archivio Sartori, si trattava di porsi davanti a Nuvolari come ad un “nuovo” mito da studiare, da “inventare”, o almeno reinventare: “In effetti – scriveva - gli artisti, di generazioni diverse, provenienti dalle svariate regioni italiane, hanno aderito con entusiasmo, perché coinvolti e stuzzicati, provocati da ‘tanto’ personaggio che bene si prestava alle diverse interpretazioni delle singole personalità. Alcuni artisti avevano vissuto in gioventù il mito di Nuvolari, altri oggi, lo rivivono nel ricordo; ne è nata una raccolta di opere intrigante e curiosa, che solo nel soggetto trova davvero un senso logico, ma più affascinante ancora è rilevare quale sia l’aspetto del personaggio che abbia colpito la fantasia e la creatività dei nostri artisti”; i quali hanno prodotto lavori molto interessanti, che in questa bella mostra-omaggio si susseguono come in una fantasmagorica “passerella” di stili, linguaggi, segni e colori.

Tazio è stato in assoluto, un futurista nel senso completo della parola, l’uomo che è vissuto per vincere; il suo modello di vita ha accompagnato lo sviluppo e la crescita dell’Italia contadina verso il mondo della tecnologia e della meccanizzazione. La gente lo amava. In un articolo di Emilio De Martino, sul “Corriere della Sera” del 12 settembre 1938, leggiamo il commento alla vittoria della gara: “Quando arriva Nuvolari è un’apoteosi. A stento si riesce a trattenere la folla entro gli sbarramenti. Ma non appena vengono fermate le altre macchine, il popolo straripa sulla pista: è una fiumana che avanza irresistibile verso il suo campione … Poi l’ondata della folla ci sommerge. La folla non vede che l’uomo. Ed è l’uomo che ha vinto: un uomo nostro che ha già i capelli rigati d’argento, ma il cuore vibrante di giovinezza”.

Titolo mostra: ARTISTI PER NUVOLARI. Terza rassegna 2015
Sede: Casa Museo Sartori
Luogo: Castel d’Ario (Mn), via XX Settembre, 11/13/15
Durata: fino al 25 Ottobre 2015
Ingresso: libero.
Info: tel. 0376.324260

articolo pubblicato il: 25/09/2015

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