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il caos e l'ordine
di Vittorio Sordini

Rakesh Jhunjhwala che è considerato il Warren Buffet indiano afferma: ”La crescita viene dal caos e non dall’ordine”.

In queste ultime settimane di caos sui mercati se ne è registrato parecchio e la volatilità ne è stata testimone.

Diversi argomenti hanno agitato i sonni degli investitori. Argomenti che hanno interessato come in una giostra tutti i continenti. Forse ognuno di noi dovrebbe ricordarsi, appena apre gli occhi al mattino, che viviamo in un mondo globalizzato e il famoso esempio delle possibili conseguenze di un: “battito di ali di farfalla” oggi rappresenta la realtà.

Analizzando accuratamente ogni singolo argomento con il quale gli addetti ai lavori si sono dovuti confrontare si riesce a tracciare un quadro della situazione che non somiglia neanche lontanamente all’effigie del mostro che ha spaventato così tanto da far registrare pesanti perdite in quasi tutti i listini mondiali.

Si è partiti dal rallentamento dell’economia cinese che dal 10% potrebbe essere scesa al 7%, con la conseguenza delle contromisure in campo valutario che hanno portato ad una svalutazione della moneta. Certo, se un giornale che si occupa di finanza, trasportato dal vento su un’isola deserta, capitasse tra le mani di un naufrago da qualche anno senza notizie dal mondo civile, l’uomo avrebbe una certa reazione nello scoprire che la Cina ha rallentato e che è stata costretta ad una svalutazione della moneta per recuperare competitività sul mercato. La reazione dovrebbe essere ben diversa per coloro che sanno o dovrebbero sapere che questa svalutazione viene a calmierare una rivalutazione che da metà del 2007 è stata di circa il 45%.

La notizia relativa all’andamento del prezzo del petrolio, letta dal naufrago, dovrebbe avere lo stesso effetto sul resto del mondo. Al naufrago poco importa che il prezzo del petrolio sia notevolmente diminuito vista la sua condizione di “naufrago”; il resto del mondo dovrebbe sapere che ci troviamo difronte ad operazione neutra da un punto di vista economico, perché se da un lato riduce i costi sia per le imprese sia per le famiglie, dall’altro riduce la capacità di spesa dei Paesi produttori.

La ciliegina sulla torta che è stata preparata negli ultimi mesi e sfornata in questo caldo mese di agosto è venuta dall’America, quando nella tarda serata del 21 agosto si sono cominciati a diffondere gli orientamenti della FED, che per voce di funzionari ci fa sapere che sarebbe opportuno alzare il tasso di riferimento da zero a o,25%. Ci possiamo prendere solo il disturbo di verificare l’andamento di ogni singolo listino americano per verificare che dopo le ore 19 GMT ha registrato una pesante flessione. Oggi gli investitori sono abituati a prendere i soldi a prestito quasi gratuitamente: si svegliano e prendono atto che qualcosa debbono pagare, e con questo ci troviamo difronte alla reazione di un ragazzino moccioso al quale hanno negato l’ennesimo giocattolo o se preferite l’ultima chicca high-tech.

E’ facile capire che in un mondo globalizzato tutto è interconnesso; dovrebbe essere altrettanto facile capire quali sono le circostanze in cui un “battito d’ala di una farfalla in Cina genera una tempesta nell’altra capo del mondo”. E’ sicuramente demenziale spaventarsi per il solo: “battito di ali” o per aver letto che: “vola una farfalla”.
www.sorvittor blogspot.com /a>

articolo pubblicato il: 22/08/2015 ultima modifica: 02/09/2015

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