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gli emuli di Onofrio
di Vittorio Sordini

Molti italiani, specialmente quelli nati dal 1948, sono cresciuti a “pane ed Europa”. Gli orrori delle due guerre mondiali, consumatesi in meno di mezzo secolo, alimentavano la speranza, nelle nuove generazioni, che quelle indiscriminate carneficine non si potessero più ripetere. L’UE rappresentava la speranza in un futuro pacifico ed improntato alla crescita economica, per il raggiungimento della felicità di cui hanno diritto i popoli.

Lentamente, ma inesorabilmente il sogno di una UE solidale improntata allo sviluppo ha ceduto il passo al “regno dei tecnocrati” dall’algoritmo sotto il braccio: da utilizzare per indirizzare, controllare e se necessario punire ogni azione si svolga sul suolo UE.

Ormai è assodato che questi tecnocrati non rispondono ai bisogni collettivi dei popoli consociati sotto un'unica bandiera che, per colui che la ha ispirata, doveva rappresentare il blu del mantello della Madonna contornato dalle stelle rappresentati i Paesi dell’Unione Europea. Lentamente, ma inesorabilmente, i tecnocrati hanno tessuto una tela che ha imbrigliato ogni possibile azione solidale ed ispirata allo sviluppo, e che consente attraverso le politiche intraprese di far pagare ai popoli le “mancanze” degli speculatori internazionali. In altre e semplici parole il popolo deve pagare i debiti contratti dalle banche a causa degli errori commessi nella gestione, causati da questa o quella crisi.

L’Europa a trazione tecnocratica e non solidale ha evidenziato gli squilibri tra le economie dei Paesi Forti e di quelli Periferici. Nel tempo si sono creati meccanismi (vedi MES) che hanno dato maggior potere ai Paesi più forti dell’eurozona e la mancanza del principio della solidarietà ha permesso loro di “mettere in ginocchio” gli anelli più deboli della catena: cioè quei Paesi che, pur non avendo alcuna responsabilità o un peso marginale nelle responsabilità degli errori che hanno portato all’ultima crisi (quella che ormai tutti chiamano dei “sub-prime) sono quelli che di fatto sono costretti al pagare il prezzo più alto. Purtroppo anche i Media consentono questo lavorio continuo, teso ad espropriare alla volontà popolare il diritto di scegliersi il proprio destino e a consentire alla speculazione internazionale di cadere sempre in piedi privatizzando gli utili e socializzando le perdite.

Affrontano i vari argomenti in modo artatamente semplicistico e coniano nuovi luoghi comuni, che plasmano una verità artificiale semplice da capire e metabolizzare, nascondendo i veri risvolti di una dinamica che ci sta portando come il “Cassandra Crossing” dritto dentro la spirale della recessione. Negli anni 80 in occasione della crisi petrolifera fu coniato un nuovo termine “stag-azione” per indicare un periodo di forte inflazione non supportato da crescita economica: si era trovato un nemico da eliminare, l’inflazione e per abbatterlo furono eliminati tutti i meccanismi di adeguamento dei salari all’inflazione. Ancora oggi ci sono sedicenti economisti che sostengono che l’inflazione sia un mostro da abbattere raccontando varie favolette. Quella che ispira più tenerezza è quella della “Repubblica di Weimar” con i tedeschi che andavano a comprare il pane con una valigia di biglietti di banca.

Oggi, che l’inflazione è sotto controllo e la crescita è diventata recessione si è trovato un nuovo mostro da abbattere per ripristinare i sani equilibri che consentono al mercato di autoregolarsi. Il nemico è la sostenibilità del costo per il mantenimento del “WELFARE”. Viene predicato che i “mercati”, lasciati liberi di agire e mossi dal massimo principio egoistico, il raggiungimento del profitto, per diretta conseguenza porteranno la crescita ed il benessere alla collettività. Fermo restando che per il momento il bollettino di guerra dei dati statistici in merito alla crescita economica ed occupazionale ci presentano uno scenario da “canna del gas”, ci sarebbe da domandarsi per quale motivo, potendolo fare, i mercati non tentino di far pagare ad altri le proprie responsabilità.

Gli strombettatori che partecipano alle trasmissioni televisive e che imbrattano tonnellate di carta riesumando e travisando le conclusioni di illustri economisti del passato e addossando loro colpe che non hanno, perché a suo tempo non furono capiti ed oggi sono artatamente male interpretati (John Maynard Keynes viene raccontato come un pericoloso comunista), hanno il solo scopo di porre in atto una “distrazione di massa” per permettere che venga portato a compimento quello che i nostri figli percepiranno ( se nulla cambia) come un crimine, come lo sono stati gli ultimi due conflitti mondiali. Oggi la vera sfida si giuoca e si può vincere soltanto conoscendo ed approfondendo, avendo i mezzi per lo studio ai più alti livelli.

Una volta Onofrio del Grillo (interpretato da Alberto Sordi) per spiegare che pur essendo finiti tutti in galera per la stessa rissa, lui solo se la cavava con una notte in cella e tante scuse, disse ai poveracci che rimanevano dietro le sbarre: “lo sai perché io esco e voi rimanete in gabbia? Perché io so' io e voi non siete un c…”. La situazione di oggi non è cambiata solo che il moderno Marchese del Grillo si esprimerebbe così: Perché io “so” (nel senso “io conosco”, ho studiato nelle migliori università ho avuto modo di emanciparmi completamente) e voi non “sapete” (nel senso che devi le tue conoscenze alle trasmissioni televisive ed ai giornali compresi quelli che hanno come scopo quello di indottrinare) un c…”.
www.sorvittor.blogspot.com

articolo pubblicato il: 02/08/2015 ultima modifica: 18/08/2015

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