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arte e mostre
la "Madonna della Cintola"

torna in mostra a Montefalco


«… è irresistibile la suggestione delle sue opere giovanili; dipinte, si direbbe, da un Fra Angelico che avesse dimenticato il cielo e si fosse innamorato della primavera e del mondo» (B. Berenson)

Dopo 167 anni la preziosa Pala della “Madonna della Cintola” torna a Montefalco per ricongiungersi al prezioso ciclo degli affreschi che il Maestro Benozzo Gozzoli realizzò nella Chiesa di San Francesco. Fino al 30 dicembre 2015 il Complesso museale di San Francesco ospita la mostra “Benozzo Gozzoli. La Madonna della Cintola”. La Madonna della Cintola, dipinta intorno al 1450 da Benozzo Gozzoli, allievo prediletto del Beato Angelico, può essere ammirata nel suo splendore originale grazie al restauro sostenuto tramite un protocollo d’intesa sottoscritto dal Comune di Montefalco, dal Consorzio Tutela Vini Montefalco, da Sistema Museo e dal Club dei Lions di Foligno. L’intervento di restauro, che ha richiesto quattro mesi di lavoro intenso, è stato eseguito presso i laboratori dei Musei Vaticani. La realizzazione della mostra è stata possibile grazie al sostegno della Regione Umbria, della Fondazione Cassa di Risparmio di Foligno, della Camera di Commercio di Perugia e dell’Accademia di Montefalco, con il contributo di Fabiana Filippi e Casse di Risparmio dell’Umbria. La produzione è affidata a Sistema Museo, mentre il catalogo, edito da Silvana Editoriale, è a cura di Adele Breda.

Nel 1450, per l’altare maggiore della Chiesa di San Fortunato riformata dagli Osservanti, il giovane Benozzo dipinse a tempera e oro su tavola la splendida Pala raffigurante la Vergine Assunta al cielo nell’atto di donare la cintola a San Tommaso, come prova della sua assunzione al cielo. Benozzo, per la prima volta artista autonomo, dimostrò a Montefalco le sue capacità di decoratore sia nella Pala della Madonna della Cintola, sia nella decorazione ad affresco della chiesa di San Fortunato, quest’ultima in gran parte perduta, di cui sono conservate all’ingresso la lunetta con la Madonna tra i Santi Francesco d’Assisi e Bernardino da Siena e sulla parete nord due opere frammentarie, una ieratica figura di San Fortunato e una Madonna col Bambino e un angelo di incredibile bellezza. Benozzo dipinse la pala della Madonna della Cintola per l’altare maggiore della chiesa secondo i più aggiornati dettami del gusto rinascimentale fiorentino, non più divisa in pannelli e ornata da pinnacoli, ma costituita da un’unica tavola quadrata tra due pilastri corinzi, conclusa da una cornice, e completata in basso da una predella continua, dove le Storie della Vergine sono separate da pilastrini dipinti. La Pala, custodita nella Pinacoteca Vaticana, fu donata a Pio IX dalla comunità di Montefalco nel 1848, in occasione della concessione al borgo umbro del titolo di città. Oggi torna a Montefalco dopo 167 anni. Per l’esposizione nella Chiesa di San Francesco è collocata su un basamento per simularne l’originaria collocazione sull’altare; è, inoltre, possibile osservarla nella sua interezza, così come è stata fruita ed utilizzata per secoli, riuscendo ad apprezzare ogni particolare anche dell’originale struttura lignea.

Antonio Paolucci, Direttore dei Musei Vaticani: “Benozzo Gozzoli torna a Montefalco presentando la più bella, la più prestigiosa fra le sue opere di pittura su tavola, mentre la Pinacoteca Vaticana si arricchisce di un restauro esemplare. Tutto questo grazie a un sindaco che ha dimostrato di amare la patria”.

Donatella Tesei, Sindaco di Montefalco: “Oggi quello stesso amore per la patria e la comunità montefalchese mi hanno spinto con determinazione ed entusiasmo a ricercare la strada per riportare a Montefalco, con una mostra straordinaria, quella preziosa Pala di Benozzo Gozzoli che la città, riconoscente per il prestigioso titolo, donò a Papa Pio IX. Il risultato raggiunto è per me e per tutta la comunità montefalchese, che ho l’onore di amministrare, motivo di gioia immensa”. Bellezza, armonia spirituale e mistica poesia regnano sovrane nelle opere di Benozzo Gozzoli a Montefalco, dal linguaggio chiaro e immediato. La straordinaria esposizione sarà un incontro emozionante tra la Pala dipinta per gli Osservanti della chiesa di San Fortunato e gli affreschi commissionati dai Conventuali per la chiesa di San Francesco. Permetterà di apprezzare la visione paradisiaca della Madonna della Cintola di San Fortunato e lo splendore del Cielo, accanto alle leggiadre storie di San Francesco e la bellezza del Creato, generate dalla comune ispirazione francescana nell’incantevole cornice di Montefalco.

La Pala dell’Assunta che dona la cintola a San Tommaso Nella tavola centrale della Pala di Montefalco, la Madonna, ispirata alle incantevoli Vergini dell’Angelico, appare seduta su un trono di nubi, mentre sale al cielo in una mandorla di luce dorata costituita – a ben guardare – da serafini delicatamente tratteggiati e incisi sull’oro del fondo con tocchi leggeri, delicate lumeggiature in oro e velature di colore rosso. Nella nube che funge da seggio per Maria occhieggiano due testine rosse che potrebbero essere interpretate sia come cherubini che come troni, dal momento che ogni artista era abbastanza libero nell’interpretazione dell’invisibile. Una schiera di giovani angeli biondi, gli spiriti custodi, dalle vesti eleganti e multicolori e dalle acconciature raffinate, attornia la Vergine: due intenti a suonare il tamburello e il liuto, gli altri uniti nel coro celestiale che inneggia alla gloria di Maria. Sulle loro vesti, tra arabeschi e lettere cufiche ornamentali, si leggono gli epiteti con cui è invocata la Madonna negli inni e nelle Sacre Scritture. Sull’orlo dorato del mantello della Vergine sono incise le invocazioni: [AV]E REGINA MADRE SANTA e AVE REGINA C[I]ELO. Nella veste dell’angelo abbigliato di azzurro a sinistra della Madonna si leggono sulla spalla le parole REG[I]NA [COELI] e sul fianco [S]A[N]CTA V[I]R[GO]. L’angelo abbigliato in verde chiaro, posto in alto dietro alla Madonna, reca su una spalla la scritta in oro: AVE MARIA con cui ha inizio la preghiera mariana per eccellenza, la salutazione angelica.

L’evento dell’Assunzione di Maria al cielo è strettamente connesso nelle fonti al momento che lo precede, ovvero alla morte della Madonna. Nella nostra tavola la Madonna mentre sale al cielo si volge dolcemente verso l’apostolo Tommaso per offrirgli la sua cintura. Tommaso, che già aveva dubitato della resurrezione di Cristo, riceve il dono a testimonianza dell’evento miracoloso dell’assunzione al cielo di Maria in anima e corpo. Il giovane Santo è raffigurato di profilo, con i capelli biondi e ricciuti alla moda, inginocchiato accanto al sarcofago e abbigliato con un ricco mantello rosa foderato di verde che si solleva per l’impeto e l’emozione dell’incontro con Maria dopo la sua morte e risurrezione. Sul bordo del mantello corre un’iscrizione in caratteri cufici ornamentali non leggibile. La cintura è verde e intessuta d’oro: si tratta di una reliquia che Benozzo e i devoti hanno probabilmente visto esposta nel Duomo di Prato durante alcune cerimonie solenni e in occasioni particolari in cui si invocava la fine di un’epidemia o di una guerra o del maltempo. In posizione simmetrica rispetto alla figura di San Tommaso, è raffigurato un rigoglioso albero che si riconosce come un leccio. Negli scritti agiografici su San Fortunato si narra come alla sua morte i devoti raccolsero il suo bastone che miracolosamente prese vita germogliando e mettendo le radici. Intorno al convento di San Fortunato tuttora si estende uno splendido bosco di lecci. L’albero, quindi, raffigura l’attributo del Santo e richiama il bosco locale. La rappresentazione della Madonna che porge la cintola a San Tommaso è molto diffusa in Toscana dove questo particolare culto mariano è vivo fin dal Medioevo e dove si conserva a Prato la reliquia di quella che è ritenuta la sacra cintura di Maria, costituita da una striscia di tessuto di colore verde intessuta d’oro. A testimonianza della grande venerazione attribuita a tale reliquia anche in ambito francescano, lo stesso San Francesco nel 1212 vi si recò in pellegrinaggio e così pure San Bernardino da Siena nel 1424, mentre nel 1439 volle omaggiarla il Pontefice Eugenio IV.

COORDINATE MOSTRA Luogo: Complesso museale di San Francesco, Montefalco (Pg) I Durata: Fino al 30 dicembre 2015 Promossa da: Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Regione Umbria, Comune di Montefalco, Musei Vaticani, Archidiocesi di Spoleto-Norcia, Consorzio Tutela Vini Montefalco, Sistema Museo, Fondazione Cassa Di Risparmio di Foligno, Camera di Commercio I.A.A. di Perugia, Lions Club di Foligno, Accademia di Montefalco. Ente sostenitore: Fondazione Cassa di Risparmio di Foligno Con il contributo di: Fabiana Filippi, Casse di Risparmio dell’Umbria. Organizzazione: Sistema Museo A cura di: Antonio Paolucci Orari di apertura: luglio e agosto: 10.30-19.00; settembre e ottobre: 10.30-18.00; novembre e dicembre (chiuso lunedì e martedì): 10.30-13.00/14.30-17.00 È possibile prenotare l’apertura straordinaria per visite riservate. Tariffe: intero 7,00 euro; ridotto 5,00 euro (da 18 a 25 anni; convenzionati TCI); omaggio fino a 17 anni, giornalisti accreditati, soci ICOM, residenti. Catalogo: Silvana Editoriale. A cura di Adele Breda. Per informazioni e prenotazioni: Sistema Museo 199 151 123 (dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 15.00 escluso i festivi) – callcenter@sistemamuseo.it / Museo di Montefalco tel. 0742 379598 - montefalco@sistemamuseo.it; www.museodimontefalco.it

articolo pubblicato il: 30/07/2015

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