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teatro
"Storiafinta"

a Teatri di Vita di Bologna


La passione d’amore raccontata da Lelio Lecis in una “Storiafinta”
Akròama a Teatri di Vita, Bologna, 22-23 maggio 2015

La spiaggia, la memoria, la passione travolgente di un uomo di mezza età per una ragazza in fuga dal mondo. E’ la “Storiafinta” che Lelio Lecis, autore e regista, racconta in uno spettacolo di intime suggestioni, prodotto dal centro teatrale sardo Akròama in programma a Teatri di Vita (via Emilia Ponente 485; info 051.566330, www.teatridivita.it), venerdì 22 e sabato 23 maggio (ore 21). In scena sono Simeone Latini e la giovane attrice francese Marion Constantin.

Sospeso fra immedesimazione e distacco, fra passione e straniamento, un uomo (agente di commercio) solo, guarda il mare e narra a se stesso una storia d’amore: forse la inventa o più probabilmente la ricorda. L’agente di commercio che ricorda è Simeone Latini in una spiaggia desolata, la ragazza (frutto di passione) è Marion Constantin, che impersona una giovanissima in fuga da una famiglia carrieristica americana e approdata in una setta religiosa: I Bambini di Dio. Lei distribuisce volantini sulla fine del mondo imminente ai semafori, ed è qui che lui la incontra e se ne innamora perdutamente. Insieme fanno un viaggio, percorrono una Sardegna che scorre monotona nella cornice del finestrino dell’auto. L’amore negli squallidi alberghetti fuori stagione, fobie sessuali, l’angoscia e poi, infine la noia. Lei in scena si muove come una bambola Lenci, gambe aperte e pupille fisse sotto improbabili cappellini. Uno spettacolo che Lelio Lecis (l’autore) definisce di poesia. Scritto agli inizi degli anni Ottanta come sceneggiatura cinematografica e destinata in origine a un’opera video, “Storiafinta” può esser considerato un esempio italiano di quella tendenza che ebbe successo soprattutto attraverso i romanzi americani “Meno di zero” e “Luci di New York”. Nell’edizione teatrale il testo mantiene una struttura di sceneggiatura dove vengono recitati sia i dialoghi che le didascalie.

A portare in scena questo spettacolo è Akròama, il teatro d’innovazione della Sardegna che il pubblico di Teatri di Vita ha già avuto occasione di conoscere, apprezzare e applaudire in passato, in molti spettacoli. Akròama nasce nel 1977 fondato da un gruppo di giovanissimi artisti, tra cui Lelio Lecis, Elisabetta Podda e Rosalba Piras. Nel 1981 è presentato al Festival di Santarcangelo Mariedda, che sarà in seguito invitato, tra l’altro, ai festival di Edimburgo, Vienna, Londra. Il successivo L’ultimo sogno di Balloi Caria (presentato anche a Teatri di Vita nella sua ripresa anni dopo) è invitato al Festival dei Due Mondi di Spoleto e poi a Potsdam dove Lecis vince il premio di drammaturgia contemporanea: con quest’opera Akròama termina la sua trilogia di ricerca sul dramma popolare e sul confronto tra cultura sarda tradizionale e contemporanea. Tra i tanti spettacoli prodotti in quel periodo da Akròama, spiccano Romeo e Giulietta, che partecipa al Festival di Cracovia, La casa della madre, invitato al Festival di Santarcangelo 1989, e molti altri presentati in molti paesi stranieri. Dal 1996 al 1998 Akròama lavora a un progetto di ricerca e sperimentazione teatrale che vede la partecipazione di attori e musicisti dell’Opera di Pechino e attori occidentali, esperienza unica nel teatro occidentale che partorirà Sguardo occidentale, invitato al Centro Grotowski di Wroclaw. Negli ultimi anni, Akroòama (che a Cagliari gestisce il Teatro delle Saline), è impegnato in una ricerca sulla drammaturgia contemporanea.

articolo pubblicato il: 18/05/2015

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