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teatro
"Mozart e Salieri"

al Teatro Belli di Roma


Teatro Belli Piazza Sant’Apollonia, 11/a - Roma dal 20 maggio al 31 maggio

Mozart e Salieri

drammaturgia Alberto Oliva e Mino Manni da Aleksandr Puskin regia Alberto Oliva con Mino Manni e Davide Lorenzo Palla musiche originali Ivan Bert scene Francesca Barattini costumi Marco Ferrara disegno Luci Alessandro Tinelli assistenti alla regia Angelo Colombo e Serena Lietti

Spettacolo prodotto in collaborazione con il Teatro Out Off di Milano e sostenuto nell’ambito del Progetto NEXT 2014 di Regione Lombardia e da Rosana Rosatti

Debutta a Roma dal 20 al 31 maggio dopo il successo riscosso a Milano presso il teatro Out Off, al Teatro Belli in Piazza Sant’ Apollonia lo spettacolo MOZART E SALIERI curato da Alberto Oliva e Mino Manni liberamente tratto da Aleksandr Puskin.

Salieri contro Mozart nella prima “cena con delitto” della Storia. Un duello a colpi di musica, mentre il fuoco della passione brucia insieme al fuoco dell’invidia. L’inevitabile conseguenza di un dialogo fatto di “non detti”, parole schivate e sguardi incrociati, è il delitto, consumato subdolamente, senza il coraggio del gesto plateale, al punto che la morte di Mozart resterà per sempre avvolta nel mistero. A partire dal breve, ma potentissimo testo di Aleksandr Puskin, da cui Peter Shaffer e Milos Forman hanno tratto un grande film, lo spettacolo propone una discesa negli inferi della mediocrità, dell’ambizione artistica tarpata dal senso di inferiorità. Sposando la tesi puskiniana dell’avvelenamento da parte di Antonio Salieri, il testo incontra suggestioni originali e altre fonti letterarie, fra cui Il Soccombente di Thomas Bernhard, le lettere di Mozart e i libretti delle sue opere, in particolare Il Flauto Magico con tutti i misteri che gravitano attorno alle sue influenze massoniche, ma soprattutto Dostoevskij con il suo Grande Inquisitore.

Antonio Salieri è una figura straordinaria, musicista di fama mondiale in vita, avrebbe potuto godersi gli onori e la fama che certo non mancavano al compositore ufficiale di corte. Capita, però, che negli stessi anni della sua maturità, compaia nel mondo l’astro nascente di Wolfgang Amadeus Mozart, il più grande di tutti i tempi. Il dramma di Salieri è quello di avere avuto abbastanza talento per riconoscere la genialità assoluta e inarrivabile di Mozart, ma non abbastanza talento per saperla superare. Il suo non è il destino degli “stupidi di successo”, che si godono la notorietà che riescono a ottenere. Purtroppo per lui, Salieri sapeva di non essere Mozart. Purtroppo per Mozart, non è riuscito a resistere alla tentazione di eliminarlo, almeno secondo la versione che della storia ci propone Puskin.

È il mito della creazione al negativo, raggiungere la fama non per aver creato una grande opera d’arte, ma per avere distrutto un’opera d’arte vivente, il più grande genio della storia della musica. Il terrorismo, gli attentati, le picconate alle statue di Michelangelo… la nostra epoca è piena di artisti falliti che non accettano la loro mediocrità e sfogano la frustrazione contro la vita e la creazione di chi, con leggerezza e talento, ha creato qualcosa di immortale. Ma la sfida di Salieri è addirittura con Dio, colpevole, a suo dire, di aver donato un talento incredibile a un essere volgare e incapace di rendersene conto.

Dichiara il regista che “lavorare su un personaggio tanto complesso e amato come Mozart, consacrato dal cinema in una versione ormai mitica, ci ha richiesto di fare una scelta audace, tirando e seguendo uno dei tanti fili della sua straordinaria personalità. Così, durante le prove, ci siamo lasciati trasportare dalla sua eccentricità, decidendo di percorrere quel sentiero che da sempre unisce genialità e follia per creare un Mozart completamente immerso nell'estasi creativa, al punto da renderlo goffo e impacciato nel rapporto con la realtà.”

Lo spettacolo si inserisce nel percorso che I Demoni stanno portando avanti sui grandi autori russi dell’Ottocento. Dopo il percorso dedicato a Dostoevskij (Notti Bianche, La confessione, Ivan e il diavolo e Il giocatore), quest’anno hanno scelto di rivolgersi a Puskin, suo contemporaneo, considerato il più grande poeta russo, che condivide con Dostoevskij gli stessi temi d’indagine: il cuore dell’uomo e le contraddizioni che lo fanno pulsare. Anche Puskin e Dostoevskij, due giganti della letteratura mondiale, proprio come Mozart e Salieri nella musica, sono stati costretti a dividersi lo stesso palcoscenico, in un confronto continuo che li ha spinti a superarsi costantemente, tenendo altissimo il livello della loro arte.

WhAM for Symbolic Orchestra Lo spettacolo si avvale della collaborazione del compositore Ivan Bert che, per rappresentare in musica la non celata matrice Massonica della commissione del Flauto Magico, ha scelto di esplorare i suoni nascosti negli strumenti della Carpenteria indagando sulle sonorità esoteriche di quegli oggetti di lavoro per estrarne un archivio di suoni “concreti” prodotti da scalpelli, mazze, livelle, tegole, massi, mattoni, martelli, cunei di metallo, squadre, tenaglie antiche. I suoni concreti della “Carpenteria” compongono il corpus sonoro utilizzato per l'elaborazione e la sintesi di alcuni “caratteri” del Flauto Magico di W.A.Mozart.

La scenografia è affidata alla giovane Francesca Barattini, i costumi a Marco Ferrara, già collaboratore de I Demoni, come Alessandro Tinelli, light designer.

Teatro Belli Piazza Sant’Apollonia, 11/A Biglietti: 18 euro – 13 euro Orario spettacoli: dal martedì al sabato ore 21.00, domenica ore 17.30 Per info: http://www.teatrobelli.it/

articolo pubblicato il: 18/05/2015

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