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spettacolo
"Solo Goldberg Improvisation"

a Teatri di Vita di Bologna


E’ il momento centrale di “Nelle pieghe del corpo_Bologna”, il lungo mese che Bologna sta dedicando a uno dei maestri della coreografia contemporanea: centrale non solo perché è a metà del percorso, ma anche perché è l’unico spettacolo che vede in scena, protagonista unico, proprio lui: Virgilio Sieni. Ecco dunque “Solo Goldberg Improvisation”, un ‘classico’ della sua storia di coreografo e danzatore, che ripropone ogni volta reinventandolo e ricreandolo, condotto sulle musiche di Bach “Variazioni Goldberg” eseguite dal vivo al pianoforte da Mari Fujino.

Appuntamento a Teatri di Vita (via Emilia Ponente 485; info 051.566330, www.teatridivita.it), mercoledì 25 marzo (ore 21).

Dopo lo spettacolo, si terrà un incontro con il pubblico condotto da Andrea Nanni. “Solo Goldberg Improvisation” è una produzione Compagnia Virgilio Sieni, in collaborazione con Fondazione A. Ponchielli Cremona e Festival Oriente Occidente. Lo spettacolo (del 2001) è riallestito in occasione di “Nelle pieghe del corpo_Bologna. Geografia di gesti e luoghi di Virgilio Sieni”, organizzato da Fondazione Ert – Arena del Sole, Teatro Comunale di Bologna e Comune di Bologna, in collaborazione con Teatri di Vita, Dipartimento Arti Visive e Performative dell’Università di Bologna e Dom La cupola del Pilastro.

“Solo Goldberg Improvisation” rappresenta il manifesto dell’arte coreografica di Virgilio Sieni, emblema delle sue ricerche sul corpo e sui linguaggi della danza e dell’arte, sempre protese a oltrepassare gli approdi formali e le codificazioni. In questo lavoro la musica di Bach definisce una metrica e un’architettura immateriale in cui il danzatore si iscrive attuando un continuo ripensamento del corpo e accennando a un articolato percorso di figure prostrate, tratte dall’arte italiana.

“Non vi è percorso nelle Variazioni Goldberg di Bach. Allo stesso tempo uso il termine improvisation per definire questo lavoro non fondato sull’improvvisazione ma sul riconoscimento e il rinnovamento. Certo, improvviso. Mi lascio cogliere da quella che non è mai una sorpresa ma un divenir impercettibile nell’atto dell’esserci. Spoglio il corpo, o almeno tento di spogliare il corpo di quelle pratiche che comunque appaiono nel segno della danza, e nel canone sacro della musica finalizzata alla costruzione di una città aurea, vero sogno, vera realtà. Sbrandello con rigore il corpo, fissandomi con fatica e dolore tutte le volte, così come con leggerezza e voglia di attraversamento (di essere attraversati da qualcos’altro) sul senso di sparizione: muoversi per sparire, far pesare il corpo per lasciare solo orme e tracce. Penso che le Variazioni Goldberg non siano un invito alla danza, ma un atto di riflessione e introspezione dove niente appare se non un corpo “spellato”. Ecco che questo lavoro mi appare come un manifesto, qualcosa di più di un vocabolario di percorso, un atto sulle debolezze, le imperfezioni, lo sforzo, le pieghe e le polveri, qualcosa che vuol trapassare il corpo per donarsi alla figura, qualcosa che rende il corpo pagliaccio tragicomico dell’oggi.”
(Virgilio Sieni)

“La potenza comunicativa della traccia evanescente, eppure visibile, lasciata nello spazio da un danzare in cui la scomposizione frastagliata del moto è zoomata dinamica sul dettaglio espressivo delle parti del corpo appartiene a Solo Goldberg Improvisation di Virgilio Sieni. Frequentate da Sieni fin dal 1987, le Variazioni Goldberg di bach ritornato negli anni a incitare, nell’artista che muta con il tempo, dialoghi altri, sensibili a ciò che i diversi luoghi, pubblico e situazioni provocano nella reazione tra partitura, movimento e persona. è una danza che canta nel farsi improvvisativi di un gesto in cui le mani, i piedi, i muscoli della schiena, gli scatti dello sterno, gli spostamenti del collo si insinuano nello spazio con brillantezza e sudore. Eseguite al piano da Diego Maccagnola, le variazione sono per Sieni materia vitale da cui trarre una danza che è rivelazione denudata dall’atto creativo, esposto nella complicità aperta all’humor di virtuosismo, stanchezza, impulso istantaneo.”
(Francesca Pedroni)

“Sieni, nel suo assolo, si presenta in pantaloni e casacca neri. Entra ed esce dalla performance ad ogni variazione, quasi fossero round di un match che il danzatore conduce con la musica. E il suo segno gestuale ti cattura, ti ipnotizza, ti trascina in un universo di movimenti angolari, acuti, giri rapidissimi, cadute, come se all’improvviso il corpo si disarticolasse. Ha uno sguardo luciferino, canticchia la musica, come se volesse restare distante dal coinvolgimento esecutivo. Finita ogni variazione prende fiato, si guarda intorno, si prepara alla successiva e dà il via al pianista. Poi cambia e cambia registro, nella danza entrano piccoli elementi di realismo. Che aumentano ancor più per portarci quasi sul terreno del teatrodanza nel terzo pannello ( qui la camicia è rossa) quando addirittura chiama due ragazzi dalla sala e improvvisa scenette danzate con loro”

articolo pubblicato il: 17/03/2015

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