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cronache
Agorà dalla piazza al teatro

nel Lazio


AGORA’ dalla piazza al teatro 14 marzo | 14 giugno 2015 (ingresso libero)

Al via da sabato 14 marzo 2015 il progetto teatrale AGORA’ – dalla piazza al teatro, ideata dall'Associazione Culturale Il Naufragaremèdolce e realizzata con il sostegno di Città Metropolitana di Roma Capitale. AGORA’ - dalla piazza al teatro è stato pensato come spazio culturale aperto, in cui gli artisti e i cittadini si sono incontrati, confrontati e insieme hanno dato inizio ad una nuova storia. Uno spazio dove l’evento artistico si fonde con le esigenze del territorio e le racconta. Un racconto di territori, è un canto che vuole resistere al dramma comune dell’esistenza. È un bisogno primario di cultura, bene comune che si oppone alla disgregazione del tessuto sociale. E’ un modo diverso di fruire e fare arte.

La rassegna con il concerto del gruppo Taiko Trio, dalle ore 17.30 i cittadini di Manziana all'interno della Sala Titina De Filippo assisteranno al concerto-spettacolo di percussioni del primo gruppo italiano di tamburi giapponesi composto da Rita Superbi, Catia Castagna e Marilena Bisceglia utilizzando i tamburi giapponesi artigianalmente composti da Vincenzo Ridolfi sulla base dei modelli e delle dimensioni dei tamburi giapponesi. A seguire lo spettacolo Canta-Storie spettacolo di canti e racconti a partire dalla tradizione orale, in cui alle favole raccolte da Calvino si intrecciano canzoni della tradizione popolare del centro-sud. Lo spettacolo nasce come ricerca sulla memoria e la possibilità di tramandare storie. Le storie sono legate ed evocano un mondo sonoro e canoro che partendo dagli antichi stornellatori, arriva ai giorni nostri rielaborato da autori della levatura di Domenico Modugno o di Pier Paolo Pasolini. AGORA’ - dalla piazza al teatro prosegue il suo tour nei comuni di Arsoli, Subiaco, Formello. La manifestazione si concluderà il mese di giugno nella cittadina di Formello con il progetto fotografico curato da Tania Cipolla e Federica Principi Mettiamoci la faccia: la cultura è il pane dell’anima con proiezione finale. PROGRAMMA

MARZO MANZIANA sabato 14 ore 17,30 (MANZIANA, Sala Titina De Filippo) TAIKO TRIO Si dice che l'O-DAIKO, il grande tamburo, riproduca il suono del battito del cuore ampliandolo e interpretandone accelerazioni, sussulti, rallentamenti: una vibrazione profonda che risuona già nell'aria, anticipata dal gesto preparatorio, quasi una danza, del musicista che si accinge a percuotere il tamburo. Questi concerti-spettacoli vogliono essere un punto d'incontro tra piu' culture: i ritmi ed i movimenti che i maestri giapponesi hanno trasmesso a Rita Superbi, vengono arricchiti da musiche e danze che si ispirano alle nostre e ad altre tradizioni, in un percorso non solo uditivo che, attraverso momenti di particolare impatto visivo, coinvolgerà il pubblico in modo del tutto inaspettato. I tamburi utilizzati dal gruppo sono stati realizzati artigianalmente da Vincenzo Ridolfi (direttore della rivista "Percussioni"), sulla base dei modelli e delle dimensioni dei tamburi giapponesi. L’energia del tamburo giapponese (Taiko) viene trasmessa a chi l’ascolta dalle tre percussioniste: Rita Superbi, fondatrice del Gruppo Taiko, primo gruppo italiano di tamburi giapponesi, Catia Castagna, attrice e percussionista, e Marilena Bisceglia, percussionista e aikidoka. Taiko No Koe (la voce del tamburo) Rita Superbi Catia Castagna Marilena BiscegliaEleganza e potenza dei movimenti, precisione nell'esecuzione con spazi dedicati a piccole e “giocose” improvvisazioni, ma senza la pretesa di “essere giapponesi”, usando quindi la tecnica del taiko che viene però qui “contaminata” dalle precedenti esperienze artistiche delle tre percussioniste. Canta-Storie Spettacolo di canti e racconti a partire dalla tradizione orale, in cui alle favole raccolte da Calvino si intrecciano canzoni della tradizione popolare del centro-sud. Lo spettacolo nasce come ricerca sulla memoria e la possibilità di tramandare storie. Le storie sono legate ed evocano un mondo sonoro e canoro che partendo dagli antichi stornellatori, arriva ai giorni nostri rielaborato da autori della levatura di Domenico Modugno o di Pier Paolo Pasolini. sabato 21 ore 17,30 (MANZIANA, Sala Titina De Filippo) Drum Circle Il Drum Circle è una modalità rinnovata di fare musica, si tratta di un insieme di individui che suonando insieme si fondono in un unico organismo pulsativo: una orchestra. Un orchestra estemporanea che, guidata da facilitatori, renderà possibile la partecipazione a chiunque. Questa orchestra riuscirà a creare la propria musica. Senza spartito, senza imposizioni, nella stessa libertà di un pennello sulla tela. La pulsazione, quindi la vibrazione della frequenza primordiale sarà l'unico aspetto normativo. Stabilirà per tutti in egual misura il tempo da seguire o meglio da mantenere. Tutti quindi hanno egual importanza e dignità nella musica, indipendentemente da cosa suonano. Ecco la musica democratica, la musica di e per tutti, la musica che ci insegna a stare insieme senza conflitti, in armonia, la musica che rende lo stare insieme una vera e propria forma d'arte. Ecco perché il drum circle è adatto a chiunque, di qualsiasi età ed estrazione sociale, e si può fare in qualsiasi posto: una piazza, uno stadio, all'aperto o al chiuso. domenica 22 ore 18 (MANZIANA, Sala Titina De Filippo) Zit! Il progetto Zit! nasce come studio sulla comunicazione e sull’impossibilità di comunicare, in bilico tra realtà e surrealtà, tra piccoli momenti di quotidiana follia ed esistenziali speculazioni sul linguaggio e sulle relazioni. Partendo da una molecola dialogica che contiene in sé un ossimoro – l’invito alla comunicazione e la chiusura della comunicazione stessa (dici!...zitta!) – abbiamo cominciato un percorso di improvvisazione che ha dato vita a due personaggi impantanati in un’atmosfera beckettiana, tesi a cercare un dialogo che non riesce a svilupparsi verbalmente. Questa impossibilità di dire genera invece un ricchissimo dialogo di suoni, gesti, automatismi, ecolalie, ritmi, parole-suono che esprime la relazione, i ruoli, le condizioni psichiche, i fraintendimenti, le delusioni, le conflittualità, le complicità. Mettiamoci la faccia (Mostra fotografica) In ogni Comune coinvolto nel progetto “Agorà: dalla piazza al teatro” due fotografe – nella fase di preparazione della rassegna – prenderanno contatto con i singoli cittadini incontrati per strada, gli alunni delle scuole (elementari, medie e superiori), gli anziani dei centri anziani, i frequentatori delle biblioteche, dei luoghi di aggregazione, delle piazze... tutti i luoghi in cui poter coinvolgere gli abitanti interessati a partecipare attivamente alla manifestazione creando una performance fotografica che chiuderà la rassegna, mettendoci appunto la faccia.

APRILE ARSOLI sabato 18 ore 16,30 (ARSOLI, Piazza Valeria) TAIKO TRIO Si dice che l'O-DAIKO, il grande tamburo, riproduca il suono del battito del cuore ampliandolo e interpretandone accelerazioni, sussulti, rallentamenti: una vibrazione profonda che risuona già nell'aria, anticipata dal gesto preparatorio, quasi una danza, del musicista che si accinge a percuotere il tamburo. Questi concerti-spettacoli vogliono essere un punto d'incontro tra piu' culture: i ritmi ed i movimenti che i maestri giapponesi hanno trasmesso a Rita Superbi, vengono arricchiti da musiche e danze che si ispirano alle nostre e ad altre tradizioni, in un percorso non solo uditivo che, attraverso momenti di particolare impatto visivo, coinvolgerà il pubblico in modo del tutto inaspettato. I tamburi utilizzati dal gruppo sono stati realizzati artigianalmente da Vincenzo Ridolfi (direttore della rivista "Percussioni"), sulla base dei modelli e delle dimensioni dei tamburi giapponesi. L’energia del tamburo giapponese (Taiko) viene trasmessa a chi l’ascolta dalle tre percussioniste: Rita Superbi, fondatrice del Gruppo Taiko, primo gruppo italiano di tamburi giapponesi, Catia Castagna, attrice e percussionista, e Marilena Bisceglia, percussionista e aikidoka. Taiko No Koe (la voce del tamburo) Rita Superbi Catia Castagna Marilena BiscegliaEleganza e potenza dei movimenti, precisione nell’esecuzione con spazi dedicati a piccole e “giocose” improvvisazioni, ma senza la pretesa di “essere giapponesi”, usando quindi la tecnica del taiko che viene però qui “contaminata” dalle precedenti esperienze artistiche delle tre percussioniste. Canta-Storie Il Drum Circle è una modalità rinnovata di fare musica, si tratta di un insieme di individui che suonando insieme si fondono in un unico organismo pulsativo: una orchestra. Un orchestra estemporanea che, guidata da facilitatori, renderà possibile la partecipazione a chiunque. Questa orchestra riuscirà a creare la propria musica. Senza spartito, senza imposizioni, nella stessa libertà di un pennello sulla tela. La pulsazione, quindi la vibrazione della frequenza primordiale sarà l'unico aspetto normativo. Stabilirà per tutti in egual misura il tempo da seguire o meglio da mantenere. Tutti quindi hanno egual importanza e dignità nella musica, indipendentemente da cosa suonano. Ecco la musica democratica, la musica di e per tutti, la musica che ci insegna a stare insieme senza conflitti, in armonia, la musica che rende lo stare insieme una vera e propria forma d'arte. Ecco perché il drum circle è adatto a chiunque, di qualsiasi età ed estrazione sociale, e si può fare in qualsiasi posto: una piazza, uno stadio, all'aperto o al chiuso. domenica 19 ore 16,30 (ARSOLI, Piazza Valeria) Drum Circle! Il Drum Circle è una modalità rinnovata di fare musica, si tratta di un insieme di individui che suonando insieme si fondono in un unico organismo pulsativo: una orchestra. Un orchestra estemporanea che, guidata da facilitatori, renderà possibile la partecipazione a chiunque. Questa orchestra riuscirà a creare la propria musica. Senza spartito, senza imposizioni, nella stessa libertà di un pennello sulla tela. La pulsazione, quindi la vibrazione della frequenza primordiale sarà l'unico aspetto normativo. Stabilirà per tutti in egual misura il tempo da seguire o meglio da mantenere. Tutti quindi hanno egual importanza e dignità nella musica, indipendentemente da cosa suonano. Ecco la musica democratica, la musica di e per tutti, la musica che ci insegna a stare insieme senza conflitti, in armonia, la musica che rende lo stare insieme una vera e propria forma d'arte. Ecco perché il drum circle è adatto a chiunque, di qualsiasi età ed estrazione sociale, e si può fare in qualsiasi posto: una piazza, uno stadio, all'aperto o al chiuso. sabato 25 ore 21 (ARSOLI, Teatro La Fenice) Zit! Il progetto Zit! nasce come studio sulla comunicazione e sull'impossibilità di comunicare, in bilico tra realtà e surrealtà, tra piccoli momenti di quotidiana follia ed esistenziali speculazioni sul linguaggio e sulle relazioni. Partendo da una molecola dialogica che contiene in sé un ossimoro – l’invito alla comunicazione e la chiusura della comunicazione stessa (dici!...zitta!) – abbiamo cominciato un percorso di improvvisazione che ha dato vita a due personaggi impantanati in un’atmosfera beckettiana, tesi a cercare un dialogo che non riesce a svilupparsi verbalmente. Questa impossibilità di dire genera invece un ricchissimo dialogo di suoni, gesti, automatismi, ecolalie, ritmi, parole-suono che esprime la relazione, i ruoli, le condizioni psichiche, i fraintendimenti, le delusioni, le conflittualità, le complicità. Mettiamoci la faccia In ogni Comune coinvolto nel progetto “Agorà: dalla piazza al teatro” due fotografe – nella fase di preparazione della rassegna – prenderanno contatto con i singoli cittadini incontrati per strada, gli alunni delle scuole (elementari, medie e superiori), gli anziani dei centri anziani, i frequentatori delle biblioteche, dei luoghi di aggregazione, delle piazze... tutti i luoghi in cui poter coinvolgere gli abitanti interessati a partecipare attivamente alla manifestazione creando una performance fotografica che chiuderà la rassegna, mettendoci appunto la faccia.

MAGGIO SUBIACO sabato 16 Canta-Storie Spettacolo di canti e racconti a partire dalla tradizione orale, in cui alle favole raccolte da Calvino si intrecciano canzoni della tradizione popolare del centro-sud. Lo spettacolo nasce come ricerca sulla memoria e la possibilità di tramandare storie. Le storie sono legate ed evocano un mondo sonoro e canoro che partendo dagli antichi stornellatori, arriva ai giorni nostri rielaborato da autori della levatura di Domenico Modugno o di Pier Paolo Pasolini. domenica 17 Drum Circle! Il Drum Circle è una modalità rinnovata di fare musica, si tratta di un insieme di individui che suonando insieme si fondono in un unico organismo pulsativo: una orchestra. Un orchestra estemporanea che, guidata da facilitatori, renderà possibile la partecipazione a chiunque. Questa orchestra riuscirà a creare la propria musica. Senza spartito, senza imposizioni, nella stessa libertà di un pennello sulla tela. La pulsazione, quindi la vibrazione della frequenza primordiale sarà l'unico aspetto normativo. Stabilirà per tutti in egual misura il tempo da seguire o meglio da mantenere. Tutti quindi hanno egual importanza e dignità nella musica, indipendentemente da cosa suonano. Ecco la musica democratica, la musica di e per tutti, la musica che ci insegna a stare insieme senza conflitti, in armonia, la musica che rende lo stare insieme una vera e propria forma d'arte. Ecco perché il drum circle è adatto a chiunque, di qualsiasi età ed estrazione sociale, e si può fare in qualsiasi posto: una piazza, uno stadio, all'aperto o al chiuso. sabato 23 Zit! Il progetto Zit! nasce come studio sulla comunicazione e sull’impossibilità di comunicare, in bilico tra realtà e surrealtà, tra piccoli momenti di quotidiana follia ed esistenziali speculazioni sul linguaggio e sulle relazioni. Partendo da una molecola dialogica che contiene in sé un ossimoro – l’invito alla comunicazione e la chiusura della comunicazione stessa (dici!...zitta!) – abbiamo cominciato un percorso di improvvisazione che ha dato vita a due personaggi impantanati in un’atmosfera beckettiana, tesi a cercare un dialogo che non riesce a svilupparsi verbalmente. Questa impossibilità di dire genera invece un ricchissimo dialogo di suoni, gesti, automatismi, ecolalie, ritmi, parole-suono che esprime la relazione, i ruoli, le condizioni psichiche, i fraintendimenti, le delusioni, le conflittualità, le complicità. Mettiamoci la faccia In ogni Comune coinvolto nel progetto “Agorà: dalla piazza al teatro” due fotografe – nella fase di preparazione della rassegna – prenderanno contatto con i singoli cittadini incontrati per strada, gli alunni delle scuole (elementari, medie e superiori), gli anziani dei centri anziani, i frequentatori delle biblioteche, dei luoghi di aggregazione, delle piazze... tutti i luoghi in cui poter coinvolgere gli abitanti interessati a partecipare attivamente alla manifestazione creando una performance fotografica che chiuderà la rassegna, mettendoci appunto la faccia.

GIUGNO FORMELLO domenica 7 (FORMELLO, Cortile Palazzo Chigi) TAIKO TRIO Si dice che l'O-DAIKO, il grande tamburo, riproduca il suono del battito del cuore ampliandolo e interpretandone accelerazioni, sussulti, rallentamenti: una vibrazione profonda che risuona già nell'aria, anticipata dal gesto preparatorio, quasi una danza, del musicista che si accinge a percuotere il tamburo. Questi concerti-spettacoli vogliono essere un punto d'incontro tra piu' culture: i ritmi ed i movimenti che i maestri giapponesi hanno trasmesso a Rita Superbi, vengono arricchiti da musiche e danze che si ispirano alle nostre e ad altre tradizioni, in un percorso non solo uditivo che, attraverso momenti di particolare impatto visivo, coinvolgerà il pubblico in modo del tutto inaspettato. I tamburi utilizzati dal gruppo sono stati realizzati artigianalmente da Vincenzo Ridolfi (direttore della rivista "Percussioni"), sulla base dei modelli e delle dimensioni dei tamburi giapponesi. L’energia del tamburo giapponese (Taiko) viene trasmessa a chi l’ascolta dalle tre percussioniste: Rita Superbi, fondatrice del Gruppo Taiko, primo gruppo italiano di tamburi giapponesi, Catia Castagna, attrice e percussionista, e Marilena Bisceglia, percussionista e aikidoka. Taiko No Koe (la voce del tamburo) Rita Superbi Catia Castagna Marilena BiscegliaEleganza e potenza dei movimenti, precisione nell’esecuzione con spazi dedicati a piccole e “giocose” improvvisazioni, ma senza la pretesa di “essere giapponesi”, usando quindi la tecnica del taiko che viene però qui “contaminata” dalle precedenti esperienze artistiche delle tre percussioniste. Drum Circle! Il Drum Circle è una modalità rinnovata di fare musica, si tratta di un insieme di individui che suonando insieme si fondono in un unico organismo pulsativo: una orchestra. Un orchestra estemporanea che, guidata da facilitatori, renderà possibile la partecipazione a chiunque. Questa orchestra riuscirà a creare la propria musica. Senza spartito, senza imposizioni, nella stessa libertà di un pennello sulla tela. La pulsazione, quindi la vibrazione della frequenza primordiale sarà l'unico aspetto normativo. Stabilirà per tutti in egual misura il tempo da seguire o meglio da mantenere. Tutti quindi hanno egual importanza e dignità nella musica, indipendentemente da cosa suonano. Ecco la musica democratica, la musica di e per tutti, la musica che ci insegna a stare insieme senza conflitti, in armonia, la musica che rende lo stare insieme una vera e propria forma d'arte. Ecco perché il drum circle è adatto a chiunque, di qualsiasi età ed estrazione sociale, e si può fare in qualsiasi posto: una piazza, uno stadio, all'aperto o al chiuso. domenica 14 (FORMELLO, Palazzo Chigi) Canta-Storie Spettacolo di canti e racconti a partire dalla tradizione orale, in cui alle favole raccolte da Calvino si intrecciano canzoni della tradizione popolare del centro-sud. Lo spettacolo nasce come ricerca sulla memoria e la possibilità di tramandare storie. Le storie sono legate ed evocano un mondo sonoro e canoro che partendo dagli antichi stornellatori, arriva ai giorni nostri rielaborato da autori della levatura di Domenico Modugno o di Pier Paolo Pasolini. Zit! Il progetto Zit! nasce come studio sulla comunicazione e sull’impossibilità di comunicare, in bilico tra realtà e surrealtà, tra piccoli momenti di quotidiana follia ed esistenziali speculazioni sul linguaggio e sulle relazioni. Partendo da una molecola dialogica che contiene in sé un ossimoro – l’invito alla comunicazione e la chiusura della comunicazione stessa (dici!...zitta!) – abbiamo cominciato un percorso di improvvisazione che ha dato vita a due personaggi impantanati in un’atmosfera beckettiana, tesi a cercare un dialogo che non riesce a svilupparsi verbalmente. Questa impossibilità di dire genera invece un ricchissimo dialogo di suoni, gesti, automatismi, ecolalie, ritmi, parole-suono che esprime la relazione, i ruoli, le condizioni psichiche, i fraintendimenti, le delusioni, le conflittualità, le complicità. Mettiamoci la faccia In ogni Comune coinvolto nel progetto “Agorà: dalla piazza al teatro” due fotografe – nella fase di preparazione della rassegna – prenderanno contatto con i singoli cittadini incontrati per strada, gli alunni delle scuole (elementari, medie e superiori), gli anziani dei centri anziani, i frequentatori delle biblioteche, dei luoghi di aggregazione, delle piazze... tutti i luoghi in cui poter coinvolgere gli abitanti interessati a partecipare attivamente alla manifestazione creando una performance fotografica che chiuderà la rassegna, mettendoci appunto la faccia. INGRESSO LIBERO

articolo pubblicato il: 13/03/2015

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