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teatro
"Yerma"

al Teatro dell'Aquila di Fermo


È un piccolo gioiello di teatro, l'allestimento di Yerma, uno dei più intensi drammi di Lorca, firmato da Carmelo Rifici e proposto dalla Compagnia ATIR lunedì 9 marzo al Teatro dell’Aquila di Fermo come ultimo appuntamento di Classico contemporaneo, rassegna promossa dal Comune di Fermo e dall’AMAT in collaborazione con la Regione Marche e il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e dedicata alle esperienze più giovani della scena che da anni affianca con successo la stagione di prosa.

Con Classico Contemporaneo prosegue anche Scuola di platea, progetto di introduzione al teatro per gli studenti degli istituti superiori di Fermo promosso dall’AMAT e dal Comune di Fermo in collaborazione con il corso di Storia del Teatro dell’Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo”. Il progetto è finalizzato a formare i ragazzi alla cultura teatrale grazie all’ospitalità offerta alle compagnie nell’ambito della rassegna Classico Contemporaneo. La partecipazione allo spettacolo è solo il momento centrale di un programma che prevede incontri propedeutici e confronti con la compagnia. I seminari preliminari vogliono tracciare alcune linee di lettura dell’opera teatrale attraverso l’ausilio di materiali critici. Le scuole che partecipano al progetto sono il Liceo Classico “Annibal Caro”, il Liceo Scientifico “T. C. Onesti”, l’Istituto Tecnico Industriale “G. M. Montani”, l’Istituto Tecnico per Geometri “Carducci Galilei”. L’incontro tra studenti e compagnia avrà luogo a teatro al termine dello spettacolo.

Rifici con colta eleganza e semplicità espressiva, coadiuvato da tre straordinari interpreti danno vita a una rappresentazione viva e coinvolgente. In scena Maria Pilar Pérez Aspa è Yerma - moglie del pastore Juan che soffre per l'assenza di figli - di sconvolgente verità espressiva, dalla potenza interpretativa profonda, in lei voce e corpo si fondono in una personalità attoriale di rara comunicativa. Completano il cast due compagni di scena di generosa duttilità, la spumeggiante ed istrionica Mariangela Granelli e il bravo Francesco Villano, a loro il compito di far rivivere tutti gli altri personaggi del dramma. “Yerma è il nome che Federico García Lorca scelse per la protagonista femminile del suo secondo dramma popolare – scrive il regista nelle note allo spettacolo - e come titolo dello stesso testo. Il poeta alla domanda perché scegliesse soprattutto donne come protagoniste dei suoi testi rispondeva “perché le donne sono più passione, più umane, più vegetali”. Tutto il teatro di Lorca ruota attorno a donne che diventano simboli. E quindi yerma un aggettivo che nello spagnolo corrente si usa solo per definire la terra con questo testo diventa simbolo dell’incapacità di creare. Yerma e quindi arida, secca, inutile. Yerma è il dramma della sterilità, ma soprattutto il dramma della scelta. Ed è nella scelta che risiede la bruciante contemporaneità di questo testo e ciò che ha spinto ATIR con urgenza a voler metterlo in scena. Questa tragedia della scelta quotidiana, questa incapacità di creare portando avanti la propria morale, la propria sessualità o la propria professione, fa sprofondare l’essere umano in una solitudine infinita. Al centro Yerma, interpretata da Pilar, che, come Pilar, vive nel nostro tempo e fa un lavoro del nostro tempo, accanto a lei un uomo e una donna, che irromperanno sulla scena per riportala nel mondo di Lorca, come se fosse un sogno, o un’analisi del sogno.” Le musiche dello spettacolo – prodotto dalla Compagnia ATIR in collaborazione con La Corte Ospitale e E45 Napoli Fringe Festival - sono di Daniele D'Angelo, le scene e i costumi di Margherita Baldoni e le luci di Alessandro Verazzi.

Per informazioni e biglietti (da 5 a 10 euro): biglietteria del Teatro dell'Aquila 0734 284295. Inizio ore 21.

articolo pubblicato il: 06/03/2015

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