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sebben che siamo donne
di Carla Santini

Alcune notizie apparse pressoché in simultanea fanno riflettere sul ruolo delle donne, pur nella loro diversità.

La prima è che nel libro “Le donne di potere”, di Maria Latella, appena stampato da Feltrinelli, vi è una dura accusa di Roberta Pinotti, Ministro della Difesa, ai gruppi femminili dei partiti, che “Sono il più grande freno all’avanzata delle donne”. Il Ministro ricorda di quando a Genova la responsabile del gruppo femminile, spalleggiata da quaranta donne, si oppose alla candidatura di Roberta Pinotti dicendo: “Lei è incinta. Se si candida dimostra di non avere il senso del limite”. Erano le donne DS nella Genova degli anni Novanta, non le DC della Novara di Scalfaro degli anni Cinquanta.

La seconda è che Laura Boldrini, Presidente della Camera dei Deputati, peraltro anche lei presente nel libro di Maria Latella, ha attaccato duramente Renzi, sparando da Ancona: “L’idea di avere un uomo solo al potere, contro tutti e in barba a tutto a me non piace, non mi piace”, riferendosi al fatto che in sede di approvazione dei decreti delegati della riforma del lavoro non fossero stati tenuti in conto i pareri negativi delle commissioni parlamentari. Tralasciando la considerazione che i pareri erano solo consultivi e figuriamoci se Renzi si preoccupa di un parere consultivo, il fatto è che Laura Boldrini si preoccupa del futuro, di cosa può fare quando finirà il suo mandato, e per questo ha abbandonato la terziarietà che il ruolo le impone per gettarsi nella mischia.

Laura Boldrini è stata portavoce, vale a dire addetta stampa, dell’Alto Commissariato ONU per i rifugiati; parlava come la Sibilla Cumana e in Italia pensavano che parlasse l’ONU. Se fosse successo in Francia Monsieur le Président avrebbe alzato il telefono e parlato con New York, così che la portavoce si sarebbe dovuta trovare un altro lavoro. Ma in Italia il governo di destra si faceva bacchettare sui respingimenti un giorno sì e l’altro pure.

La Presidente della Camera Irene Pivetti, trovandosi disoccupata, sia pur con tutti i benefit del caso, passò dalla Croce di Vandea alle borchie di una foto da dark lady, per poi finire a tenere una rubrica su di un settimanale femminile in cui l’armamentario del politicamnte corretto, accoglienza indiscriminata, cambi di sesso, matrimoni ed adozioni gay sono verità indiscutibili. Laura Boldrini, considerando che SEL difficilmente avrà in futuro una rappresentanza parlamentare, tenta di diventare il leader di coloro che spera fuoriescano dal PD. Per l’intanto ha scritto un libro di memorie sui suoi due primi anni di Presidenza Auguri.

La terza notizia è che una donna italiana, Milena Canonero, ha vinto l’Oscar nella categoria “migliori costumi” per il film di Wes Anderson “Grand Budapest Hotel”. Si tratta del quarto Oscar per una donna che ha iniziato a vincere quando non si parlava di quote rosa e di spazio alle donne. Ho pianto senza ritegno.

articolo pubblicato il: 24/02/2015 ultima modifica: 09/03/2015

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