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spettacolo
"In search of Simurgh"

a Teatri di Vita di Bologna


Un concerto-spettacolo di Radiodervish e Teatro Kismet OperA sulle orme della poesia mistica persiana

“In search of Simurgh”

a Teatri di Vita (27 febbraio 2015)

Una suite orientale tra musica e poesia, ispirata a uno dei classici della letteratura sufi: è il concerto-spettacolo di Teatro Kismet OperA e Radiodervish “In search of Simurgh”, in programma a Teatri di Vita (via Emilia Ponente 485; info 051.566330, www.teatridivita.it), venerdì 27 febbraio (ore 21). E’ un antico racconto del dodicesimo secolo, in cui di un gruppo di uccelli che, in cerca del loro re, deve attraversare le valli dell’Amore, della Conoscenza e di altri concetti che derivano dalla tradizione mistica persiana. Un grande evento che vede il gruppo musicale italo-palestinese composto da Nabil Salameh, Michele Lobaccaro e Alessandro Pipino, in un emozionante viaggio sonoro, insieme a Teresa Ludovico, autrice e voce recitante.

Radiodervish e Teatro Kismet OperA in una suite orientale tra musica e poesia, ispirata a uno dei classici della letteratura sufi “Mantiq at-Tayr” (Il Verbo degli uccelli) scritto nel XII secolo dal mistico persiano Farid ad din Attar. Contemporaneo di Dante Alighieri e del famoso poeta e mistico sufi Jallaudin Rumi, Farid ad din Attar racconta nel “Verbo degli uccelli” il viaggio di un gruppo di uccelli che partono alla ricerca del loro re: il Simurgh. Il lungo volo si snoda attraverso 7 valli chiamate dell’Amore, della Conoscenza, del Distacco, dell’Unificazione, dello Stupore, della Privazione e dell’Annientamento per arrivare al Simurgh, il loro re, il quale si rivelerà un immagine riflessa dei trenta uccelli superstiti del cammino mistico. La descrizione del percorso e dei dialoghi tra gli uccelli è costellata da numerosi aneddoti, racconti mistici, favole erotiche, in una ricca e raffinata esposizione di delicata poesia e di profonda sapienza mistica e filosofica paragonabile solo alla Divina Commedia di Dante. Ne consegue un affresco meraviglioso di una umanità composita e popolata da re, principesse, bellissimi giovani dal petto d’argento, fanciulle dal volto di luna, arcangeli che parlano con gli uomini e sufi poverissimi e pazzi d’amore, personaggi appartenenti ai miti biblici e del Corano. Il mondo che scaturisce dalla geniale penna di Attar e il viaggio simbolico degli uccelli ha ispirato la composizione musicale dei Radiodervish alla ricerca di un’espressione che affianca alla forma canzone una musica che si sofferma sul registro più descrittivo e si espande sul filo delle impressioni suscitate dalla lettura delle pagine del Mantiq at-Tayr. I personaggi e le vicende narrate offrono una materia ideale per le preziose atmosfere orientali e fiabesche richiamate dalle melodie e dal canto dei Radiodervish in uno spettacolo costruito sull’incontro tra le musiche contenute nell’ album “In search of Simurgh”, e “Ali di Polvere”, testo teatrale scritto da Teresa Ludovico.

Il gruppo italo-palestinese formato da Nabil Salameh e Michele Lobaccaro, che suoneranno in trio con il polistrumentista Alessandro Pipino, è la formazione di punta della world music e della contaminazione made in Italy, ma è anche fortemente impegnato sui temi della pace. La pluralità delle lingue del canto che spazia dall’italiano all’arabo passando per l’inglese e il francese, costituisce la cifra dei Radiodervish (che tornano a Teatri di Vita a due anni dalla loro partecipazione al festival “Cuore di Palestina”) e, insieme all’originale stile melodico e ritmico, proietta la loro opera nell’ambito della musica d’autore del mediterraneo. Quindici anni di attività, testi declinati in lingue diverse, tante collaborazioni, come quelle con Franco Battiato (che ha prodotto il loro disco, “L’immagine di te”), Noa e Jovanotti, la partecipazione a grandi festival in ogni parte del mondo, da Gerusalemme all’esibizione all’Olympia di Parigi.

Teresa Ludovico, autrice, regista, attrice, ha collaborato con il Teatro Koreja di Lecce, è stata assistente alla regia di Marco Martinelli e attrice in alcuni suoi spettacoli. Si è avvicinata al teatro musicale scrivendo e interpretando, “Reputi di Medea” del compositore Giovanni Tamborrino. Dal 1993 fa parte del Teatro Kismet OperA di Bari e dal 1998 è regista stabile per cui scrive e dirige spettacoli presentati in festival e teatri in Europa ed Asia. Per la Fondazione Lirico Sinfonica Petruzzelli, Teatro Kismet e Conservatorio N. Piccinni cura la regia dell’Opera lirica “Il principe porcaro” di Nino Rota, che riallestisce, per Birmingham Repertory Company e City of Birmingham Symphony Orchestra. Tra l’altro, ha diretto e interpretato “Cara Medea e Piccola Antigone” di Antonio Tarantino, presentato a Teatri di Vita nella scorsa stagione.

articolo pubblicato il: 22/02/2015

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