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cronache
la Leopolda del Chianti Classico

presentazione a Firenze


Si è svolta durante la Chianti Classico Collection 2015, presso la stazione Leopolda di Firenze, la conferenza stampa alla quale hanno preso parte alcuni dei produttori del Consorzio Vino Chianti Classico. Ognuno con le proprie peculiarità, ma tutti accomunati dal forte sentimento di appartenenza alla grande "famiglia" del Gallo Nero.

Ha aperto il dibattito il presidente del Consorzio Vino Chianti Classico Sergio Zingarelli, che ha evidenziato come nel 2014 le vendite complessive del Gallo Nero siano salite del 5%, merito di un'ulteriore crescita nelle esportazioni che nello stesso anno hanno toccato quota 82%, la più alta di sempre. In consistente aumento anche il prezzo del Chianti Classico sfuso: circa il 30% in più rispetto al 2013. Mentre Giuseppe Liberatore, direttore generale del Consorzio Vino Chianti Classico, ha voluto sottolineare la grande soddisfazione per l’andamento del mercato. Un risultato che almeno in parte è stato determinato dall'effetto traino generato dalla Gran Selezione, la nuova tipologia di Chianti Classico presentata agli operatori esattamente un anno fa.

Moderatore della conferenza il giornalista Nicola Porro, che ha coinvolto i produttori in un vivace racconto sul mondo del vino, sulla loro particolare scelta di vita e sull'importanza di rimanere uniti per poter affrontare al meglio le sfide di un mercato sempre più competitivo. Cinque i soci del Consorzio intervenuti al dibattito, cinque persone estremamente diverse sia per storia personale sia per percorso professionale, ma unite dall'inconfondibile dna che il territorio del Gallo e del suo Sangiovese restituiscono ai vini di questa storica DOCG.

Laura Bianchi, anima della cantina Castello di Monsanto di Barberino Val d'Elsa (FI). Assieme al padre Fabrizio si occupa di tutte le tematiche aziendali, dalla produzione alla commercializzazione. Produrre vino per lei è una forma d'arte e viaggia in tutto il mondo per promuovere il Chianti classico.

Patrice Taravella, presidente del consiglio di amministrazione Vignamaggio di Greve in Chianti (FI). Nato in Francia da genitori italiani, è convinto che il patrimonio culturale italiano sia il più bello del mondo e che l'agricoltura rappresenti il futuro. "Il vino è alla base della nostra civilizzazione - ama affermare - dove c'è vino c'è armonia, sia nell'ambiente sia nelle persone".

Sebastiano Capponi, titolare di Villa Calcinaia di Greve in Chianti (FI), fa parte del consiglio di amministrazione del Consorzio Vino Chianti Classico. Imprenditore dall'età di 21 anni, è portavoce della tradizione di famiglia, quei Conti Capponi che dal 1524 tramandano le nobili origini del vino.

Paula Cook, proprietaria e winemaker di Le Miccine di Gaiole in Chianti (SI), nata a Montreal da padre scozzese e madre di origine italiana. In vacanza in Toscana all'età di 15 anni, si innamora dei luoghi, dei profumi e dei sapori della Regione. Dopo gli studi in scienze agricole e ambientali, in viticoltura ed enologia e dopo una prima esperienza lavorativa francese, si trasferisce definitivamente in Toscana, da dove esporta il 30% della sua produzione in Canada.

Paolo Cianferoni, vigneron di professione e blogger per passione, conduce l'azienda Caparsa a Radda in Chianti (SI), acquistata dal padre quando lui aveva solo 7 anni. Appassionato di tecnologia e computer, ha tuttavia sempre lavorato in vigna utilizzando il metodo manuale. Si occupa di tutto: dalla vigna alla cantina, dalla vendita alla promozione dei prodotti.

Ed ecco quindi come ogni partecipante al talk show ha rappresentato una tipologia di produttore che compone il variegato profilo del Gallo Nero, dalla nobile e storica famiglia del Chianti alla piccola azienda, dal produttore blogger all'azienda dal tocco femminile.

“Questa è la terza volta che partecipo alla Chianti Classico Collection non solo in veste di produttore ma come Presidente del Consorzio Vino Chianti Classico – afferma Sergio Zingarelli – e sono sempre più consapevole dell’importanza di questo evento che ogni anno cresce, portando a Firenze giornalisti e operatori da tutto il mondo. I vini che assaggerete in questi giorni nascono da un territorio che il prossimo anno festeggerà il trecentesimo anniversario dall’editto granducale del 1716 di Cosimo III de’ Medici, con il quale vennero stabiliti per la prima volta i confini del nostro territorio di produzione. In tutto questo tempo si sono avvicendati Granduchi, produttori, disciplinari, mercati e mercanti, consumatori, vendemmie, appuntamenti storici e normali momenti di vita rurale, ma il nostro terroir, la nostra uva e la nostra passione sono sempre gli stessi.”

articolo pubblicato il: 18/02/2015

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