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teatro
"La dodicesima notte"

al Teatro delle Muse di Ancona


La dodicesima notte di William Shakespeare con e regia di Carlo Cecchi parte in tournée da Ancona. Lo spettacolo prodotto da Marche Teatro che ha debuttato con grande successo la scorsa estate al Teatro Romano di Verona toccherà 17 città italiane. Lo spettacolo parte dal Teatro delle Muse di Ancona, dopo alcuni giorni di riallestimento, dove è in scena dal 19 al 22 febbraio. Nelle Marche La dodicesima notte sarà anche in scena al Teatro Pergolesi di Jesi il 24 e il 25 (fuori abbonamento) e il 21 e 22 aprile al Teatro dell’Aquila di Fermo.

Carlo Cecchi torna a Shakespeare per misurarsi con La dodicesima notte, una commedia corale fondata sugli equivoci, sugli scambi di identità e di genere. Il testo shakespeariano, esaltato dalla traduzione della poetessa Patrizia Cavalli, dalle musiche di Nicola Piovani, dalla scena di Sergio Tramonti, dai sontuosi costumi di Nanà Cecchi e dalle luci di Paolo Manti, permetterà ancora una volta al regista, anche interprete nelle vesti di Malvolio, di orchestrare un gioco attoriale straordinario, attraverso quella maestria che ha fatto di lui il più moderno tra i grandi registi-interpreti del teatro italiano.

In scena con Carlo Cecchi vedremo un’eccellente compagnia di undici attori che interpretano: Orsino, Duca d’Illiria Remo Stella, Valentino, Gentiluomo al servizio del Duca Giuliano Scarpinato, Ufficiale al servizio del Duca Rino Marino, Viola, poi travestita da Cesario Eugenia Costantini, Sebastiano, suo fratello gemello Davide Giordano, Capitano della nave naufragata Rino Marino, Antonio, altro capitano di mare, amico di Sebastiano Federico Brugnone, Olivia, Contessa Barbara Ronchi, Maria, sua cameriera personale Daniela Piperno, Sir Toby, zio di Olivia Vincenzo Ferrera, Sir Andrew, protetto di Sir Toby Loris Fabiani, Malvolio, maggiordomo di Olivia Carlo Cecchi, Fabian, al servizio di Olivia Giuliano Scarpinato, Feste, buffone di Olivia Dario Iubatti e i musicisti: Luigi Lombardi d’Aquino / Sergio Colicchio tastiere e direzione musicale, Alessandro Pirchio / Alessio Mancini flauti e chitarra, Daniele D’Ubaldo strumenti a percussione.

Lo spettacolo prodotto da MARCHE TEATRO in collaborazione con Estate Teatrale Veronese sarà in scena: 19/22 febbraio | Ancona, Teatro delle Muse; 24-25 febbraio | Jesi, Teatro Pergolesi; 27-28 febbraio, 1 marzo | Pistoia, Teatro Canzoni; 3-4 marzo | Piacenza, Teatro Comunale; 5/’8 marzo | Cesena, Teatro Bonci; 10 marzo | Ortona (PE), Teatro Comunale; 16 marzo | Lecco, Teatro Comunale; 17-18 marzo | Cremona, Teatro Ponchielli; 19/ 22 marzo | Ravenna, Teatro Alighieri; 24-25 marzo | Parma, Teatro Due; 26/ 29 marzo | Prato, Teatro Metastasio; 31 marzo, 1-2 aprile | Massa, Teatro Guglielmi; 8/12 aprile | Padova, Teatro Verdi; 14 /19 aprile | Bergamo, Teatro Donizetti; 21-22 aprile | Fermo, Teatro dell’Aquila; 16-17 maggio | Novara, Teatro Coccia; 19/31 maggio | Torino, Teatro Carignano.

Biglietteria Teatro delle muse 071 52525 biglietteria@teatrodellemuse.org www.marcheteatro.it

Note di regia
Illiria. Il Duca e la Contessa hanno due tenaci fissazioni: il Duca si è fissato sulla Contessa perché lei non ne vuole sapere; la Contessa si è fissata sul fratello morto, al quale vuole restare fedele per sette anni. Con questi due begli esemplari di nevrosi narcisistica, tutto resterebbe nell’immobilità e addio commedia. Ma il Destino – e Shakespeare – fanno scoppiare una tempesta: una nave fa naufragio, dal quale si salva una ragazzetta di nome Viola. Nel naufragio ha perduto un fratello. La ragazzetta si trova sperduta in Illiria; ma è piena di risorse (vecchiotte, a dir la verità: Plauto, gli Italiani, già Shakespeare in commedie precedenti) e decide di travestirsi da ragazzo e di diventare il paggio del Duca.

Il Duca lo prende in grande simpatia (il paggio-ragazza si innamora tambur battente di lui) e decide di farlo diventare il suo messaggero d’amore con la Contessa. La Contessa si innamora subito del paggio e le cose si metterebbero male perché il paggio è una femmina e al tempo di Shakespeare i matrimoni gay, o almeno i pacs, non erano previsti. Ma il Destino e Shakespeare hanno risparmiato il fratello del paggio-ragazza, il quale, essendo suo gemello, è tale e quale alla sorella-fratello. Così questo fratello scampato al naufragio e inseguito anche lui da un innamorato, si sistema volentieri con la Contessa, che lo prende per il paggio-ragazza di cui si era invaghita.

Si sposano presto presto. Il Duca esplode di gelosia, ma poi chiarito l’equivoco si calma e si prende il paggio-ragazza come futura sposa. Questo è il plot principale. Ma ce n’è un altro, forse più importante. È un plot comico e si svolge alla corte della Contessa: lo zio ubriacone e l’astuta dama di compagnia; un maggiordomo e un cretino di campagna che spasimano ambedue per la Contessa e, non poteva mancare, il fool. Malgrado la sua funzione comica, questo plot ha uno svolgimento più amaro: la follia che percorre la commedia, come in un carnevale dove tutti sono trascinati in un ballo volteggiante, trova il suo capro espiatorio nel più folle dei personaggi: il maggiordomo, un attore comico che aspirava a recitare una parte nobile, quella del Conte Consorte. L’amore è il tema della commedia; la musica, che come dice il Duca nei primi versi “è il cibo dell’amore” ha una funzione determinante. Non come commento ma come azione. La scena reinventerà un espace de jeu che permetta, senza nessuna pretesa realistica o illustrativa, il susseguirsi rapido e leggero di questa strana malinconica commedia, perfetta fino al punto di permettersi a volte di rasentare la farsa.
Carlo Cecchi

articolo pubblicato il: 18/02/2015

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