torna a "LaFolla.it" torna alla home page dell'archivio contattaci
cerca nell'archivio




ricerca avanzata


Google



contattaci

ingrandisci o rimpicciolisci il carattere del testo

opinioni e commenti
lo Zar nel Mediterraneo
di Vittorio Sordini

Un importante giornale riporta un articolo e ripercorre la saga greca: narra che inizia nell'autunno 2009, quando l'allora premier George Papandreou, in carica da due mesi, rivela che il deficit greco è nettamente superiore a quello stimato dal governo precedente. I mercati reagiscono male, anzi malissimo. I titoli di Stato ellenici iniziano a impennarsi fino al punto in cui diventa evidente che il Governo greco non è più in grado di far fronte ai suoi impegni.

Dopo molti tentennamenti, Ue e Fondo Monetario Internazionale approvano un piano di salvataggio (bailout appunto) da 110 miliardi di euro, il primo per un paese dell'Eurozona. In cambio Atene si impegna con Bruxelles ad approvare riforme molto severe per rimettere i conti pubblici in ordine. Una stretta che inizia a strozzare la debole economia greca. E non è finita: Atene si avvita in una spirale di austerity e recessione che rende necessario, nel 2012, un secondo bailout da 130 miliardi. Nel pacchetto finisce anche un drastico taglio di 100 miliardi al debito greco in mano a investitori privati, che subiscono perdite superiori al 70% del capitale.

L’importante quotidiano dimentica che in giro per il mondo ci sono strumenti finanziari “derivati” per un “valore nozionale” pari a circa dieci volte il PIL mondiale. Dimentica che la crisi finanziaria è iniziata nel 2007 con le insolvenze dei mutui concessi a clienti con scarso merito di credito, “sub prime”, dalle banche che poi hanno trasferito prima il rischio ed in fine le perdite in capo ad ignari risparmiatori, distruggendo la Fiducia e di conseguenza il Mercato.

Oggi la Grecia ha un Governo di estrema sinistra, diretta conseguenza della cura da cavallo imposta dalle Autorità Monetarie in cambio dei prestiti. Sembra un film di fantascienza, con la differenza che al posto degli invasori provenienti da altri mondi, qui i danni li procurano gli stessi terrestri.

Ipotizziamo che con l’acqua alla gola, pressati dai debiti e con sotto gli occhi una popolazione piegata dalla povertà i Governanti Greci decidano di accettare le profferte di aiuto avanzate dalla Russia di Putin. Provate ad immaginare le conseguenze. Probabilmente i giornalisti dovranno impegnarsi un po’ per trovare un nuovo modo per definire il “quadro” rispetto a quello di guerra a bassa intensità coniato in occasione delle scaramucce in Ucraina.

articolo pubblicato il: 11/02/2015 ultima modifica: 19/02/2015

Commenta Manda quest'articolo ad un amico Versione
stampabile
Torna a LaFolla.it