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teatro
"Il processo di Shamgorod"

alla Casa delle Culture di Roma


Dal 17 febbraio al 1 marzo 2015

Il processo di Shamgorod le ragioni di una scelta

di Elie Wiesel regia: Mario Palmieri con Pierfrancesco Ceccanei, Patrizio Cigliano, Simone Faucci, Mario Palmieri, Giorgia Palmucci, Rita Pasqualoni, Romano Talevi Scene: Eugenio Piscopello Costumi e Maschere Chiara Buggiani Disegno luci Roberto De Leon Ufficio stampa Carla Romana Antolini

Un gruppo di attori, una notte entrarono nella taverna di un umile oste Berish, unico sopravvissuto insieme alla figlia Hanna ad uno dei tanti progrom di cui la comunità ebraica era vittima in quel periodo in Polonia; come ci racconta la Storia ed il testo teatrale di Elie Wiesel “Il processo di Shamgorod”. Eliezer Wiesel è uno scrittore americano di cultura ebraica e di lingua francese, nato in Romania e sopravvissuto all'Olocausto. La sua volontà di divenire attraverso la scrittura messaggero di umanità contro la violenza, le repressioni e il razzismo gli valse il Premio Nobel per la pace nel 1986.

Chi legge un testo di Elie Wiesel non può non divenire a sua volta un testimone. Tanto più se chi legge è uomo di cultura e fa della scelta artistica la ragione della sua esistenza, proprio come coloro che presentano questo progetto. Questo vuole essere il senso dello spettacolo: una testimonianza; attraverso la quale affermare il valore assoluto della memoria a distanza di pochissimo tempo dalla ricorrenza dei 70 anni dalla liberazione del campo di sterminio ad Auschwitz, 27 gennaio 1945.

La scelta del testo è una scelta umana, prima che artistica. La chiave è nella vita e nell’esperienza del suo autore, Elie Wiesel che l’orrore del campo di Auschwitz l’ha vissuto in prima persona e che da quell’orrore è sopravvissuto perdendovi parte della sua famiglia. Elie Wiesel ha dedicato tutta la sua vita di scrittore e drammaturgo a raccontare la sua esperienza, perché essa si imprimesse nella memoria collettiva degli uomini e divenisse incancellabile al trascorrere del tempo. Il testo teatrale “Il processo di Shamgorod” insieme al romanzo “La notte” sono le sue più alte testimonianze che ci accompagnano in quell’abisso in cui la sfida dell’uomo è quella di rimanere Uomo e dentro cui risuona la domanda estrema, drammatica che tutti coloro che morirono o sopravvissero ai campi di sterminio si sono posti: “- Dov’è dunque Dio? Ed io sentivo in me una voce che gli rispondeva: - Dov’è? Eccolo, è appeso lì, a quella forca…” (Elie Wiesel “La notte”).

Rappresentare questo testo vuol dire portare in scena questa domanda. Gli attori che realizzeranno il progetto non sono né di religione, né di cultura ebraica ma sentono profondamente il valore universale raccontato dalla scrittura di Elie Wiesel che diviene patrimonio di ogni uomo. “Oggi ci si potrebbe chiedere: perché la memoria, perché ricordare, perché infliggere un dolore tale? In fondo per i morti è tardi ma per i vivi no. Se non si può annullare il tormento, si può invece sperare, riflettere, prendere coscienza.” E.W.

Dal 17 febbraio al 1 marzo 2015 - dal martedì al sabato 21.30- domenica 18 informazioni e prenotazioni: nei giorni di spettacolo dalle 19.30 - la domenica dalle 16.00 tel 06.58157182 ingresso: intero € 15; ridotto 12 €; studenti 8 € ingresso riservato esclusivamente ai soci della casa delle culture - tessera annuale € 1

Casa delle Culture di Roma via San Crisogono 45 0658333253 0658157182 www.casadelleculture.net info@casadelleculture.net

articolo pubblicato il: 08/02/2015

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