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un mese dopo
di Riccardo Fontana

A meno di un mese dal feroce eccidio a Parigi, nella sede di “ Charlie Hebdo”, da parte dei terroristi franco-algerini, lo stesso famoso settimanale satirico francese, dopo essere uscito con milioni di copie e con forti sostegni politici, culturali e finanziari, mette un freno sulle sue edizioni e, per ora, sembra tacere. Neanche la rivista a fumetti “Topolino” che presentava i personaggi di Walt Disney con una matita in mano, é uscita nelle edicole.

Il messaggio è chiaro, sia da parte del terrosrimo musulmano nelle sue perverse e crudeli sfaccetture, sia da parte della rivista gallica. Le minacce di continuare atti di brutalità sono state compiute dallo SI con le esecuzioni orrende dei due giornalisti giapponesi e del pilota giordano e l’incubo di nuovi attacchi terroristici resta una spada di Damocle.

Da parte francese ed europea, in generale, si é tardivamente capito (dopo compatte manifestazioni comunitarie di solidarietá democratica e fiammate nazionaliste) che c’è una grande differenza tra libertà e libertinismo, tra religione e laicismo e che il diritto di esprimersi e criticare si ferma di fronte al diritto di pensare e credere diversamente. In tal caso, emerge la semplice saggezza del motto popolare “scherza coi fanti, ma lascia stare i santi”. Anche il Papa ha fatto capire che quando la satira passa all’offesa o alla blasfemia ci sarà una reazione e che oggi, di fatto, col dilagare del terrorismo e del jahadismo, è in atto una terza guerra mondiale in capitoli.

L’Europa, purtroppo, ha mostrato tutte le sue incongruenze e debolezze interne e internazionali: inefficenza dei servizi d’informazione; incapacitá di affrontare movimenti terroristici-religiosi da anni allegramente infiltrati nel suo tessuto sociale e sparsi a macchia di leopardo in tutto il suo territorio; incapacitá di sostenere una fede comune contro la pressione di una religione mussulmana sempre piú organizzata, impositiva e aggressiva.

Ora corre ai ripari per superare le sue carenze legislative interne e la sua fragilità sul piano esterno contando con la solidarietà politica e militare americana.

Intanto, ogni obiettivo è a rischio: i cittadini europei in Europa, come puri quelli europei, americani e giapponesi sparsi ovunque; i centri giudaici-israeliti in occidente e anche, per reazione, i centri islamici istallati nei paesi di tradizione cristiana. Pessimo risultato per avere dato troppo spazio ad una rivista satirica che ha ritenuto di poter deridire tutto e tutti. Ora, la lotta al terrorismo di ogni matrice, pur condannato dagli stessi paesi arabi e che vede nelle sue file anche fanatici occidentali, è un obbligo politico-morale-religioso.

articolo pubblicato il: 05/02/2015 ultima modifica: 16/02/2015

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