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Libràrsi

di Adriana Argalia


A due anni di distanza dall’uscita e dal grande successo del volume fotografico “TRAC!”, l’artista jesina Adriana Argalia torna ad evocare la magia del palcoscenico e dei suoi protagonisti in un nuovo e poetico racconto per immagini. “Libràrsi” è il titolo del libro realizzato con il contributo di UBI >< Banca Popolare di Ancona, in collaborazione con la Fondazione Pergolesi Spontini e il Comune di Jesi/Jesi Cultura-Assessorato alla Cultura; la stampa è a cura di ERREBI Grafiche Ripesi di Falconara.

Il volume raccoglie in 156 pagine una selezione in bianco e nero di immagini di spettacoli scattate dal 2005 ad oggi al Teatro Pergolesi di Jesi, negli spazi teatrali della Vallesina e in altre suggestive cornici che hanno ospitato gli spettacoli programmati nelle stagioni artistiche della Fondazione Pergolesi Spontini, le Grotte di Frasassi fra esse. Una documentazione impareggiabile di quanto accaduto in palcoscenico che Adriana Argalia ha saputo catturare attraverso il filtro di una straordinaria sensibilità artistica e dalla prospettiva sghemba di una barcaccia. Grazie al sodalizio artistico instaurato con la Fondazione Pergolesi Spontini, l’artista ha fotografato in questi anni ogni genere di spettacolo, di danza, prosa, lirica, musica leggera, cabaret; oggi, l’iniziativa della Banca Popolare di Ancona consente di continuare a dare veste organica ad un progetto artistico nato dall’amore dell’autrice per il Teatro. Tanti gli artisti che Adriana Argalìa ha immortalato sul palcoscenico – alcuni dei quali sarà facile riconoscere – fissandoli però in quell’attimo che solo il suo “terzo occhio” è riuscito a cogliere e a renderli sorprendenti protagonisti di raffinata “arte nell’arte”.

Spiega Corrado Mariotti, Presidente Banca Popolare di Ancona: “Abbiamo deciso di patrocinare anche il secondo volume fotografico di Adriana Argalia sul teatro, in seguito ai riscontri positivi relativi al primo catalogo. Anche questo prosegue il racconto di ciò che è accaduto e accade nei vari palcoscenici della Fondazione, attraverso il punto di vista di Adriana Argalia, con la sua macchina fotografica, testimone e narratrice. L’intento della Banca è quello di valorizzare il territorio, fisico e teatrale nelle varie sfaccettature, contenitore e contenuto, particolari di luoghi e sentimenti, per dare alla città una piccola finestra attraverso cui conoscere apprezzare e amare le stagioni e gli eventi del teatro. Compito della Banca infatti è quello di contribuire a promuovere insieme con le istituzioni l’attività culturale del territorio”.

“Il sodalizio tra la “Barcaccia” e la presenza costante e discreta dell’obbiettivo fotografico di Adriana ha prodotto un nuovo, prezioso gioiello - aggiunge William Graziosi, Amministratore delegato Fondazione Pergolesi Spontini - In ciascuno di questi scatti colpisce la poesia e la forza di un frammento della vita del Teatro, sempre in bilico tra realtà e finzione. Quello che Adriana sa fare come nessun’altra, è saper raccontare gli attimi fuggevoli di uno spettacolo che nasce e muore ogni sera. Un tempo sospeso eppure sfuggente, che l’artista restituisce oltre l’effimera bellezza della semplice “foto di scena”, portando alla luce le emozioni ed i sentimenti che palpitano in palcoscenico.”

“Ho scelto come titolo la parola Libràrsi perché prima di tutto è un Suono, un bel suono – svela Adriana Argalia - poi perché si estende gradualmente e poi si eleva. Un suono musicale lento graduale in ascesa. E poi, dentro, Libro, Arsi, Arte, Liebe , anche Libbra, perché la leggerezza si distilla dalla pesantezza. Una folla di parole e di significati tutti insieme. Una folla pesante dentro un suono leggero”.

“Adriana ha compiuto una scelta radicale affidandosi esclusivamente alla tecnica del B/N , solo parzialmente utilizzata nel catalogo precedente – si legge nella prefazione a cura di Ada Donati - Assenza di colore, tuttavia, non significa assenza di luce. Al contrario, i fotogrammi risplendono come di luce propria, emanano un’incandescenza ‘al calor bianco’, una luminescenza talvolta surreale dagli effetti stranianti. Le varie inquadrature cristallizzano attimi di forte pathos, sembrano essere la sintesi di tutta una vita precedente e l’antefatto di future vicende. Possiedono, in altri termini, una profonda valenza simbolica”.

Adriana ARGALIA è nata a Jesi (AN) ed è laureata in Lettere. Scoperta la fotografia attraverso gli altri alla fine degli anni ‘70, il bianco e nero diventa il suo segno caratteristico. Nel 2000 passa alla fotografia digitale che le permette indifferentemente di usare colore o bianco e nero. Partecipa a varie mostre, collettive e personali, a livello nazionale; sue fotografie sono conservate nella Biblioteca Nazionale di Parigi e a Venezia, al Centro internazionale di fotografia, Tre Oci. Tra i cataloghi realizzati, “Jesi”, “Fluisce alla terra il cielo”, “Ritratti: orizzonti femminili”, “Una m@il dalla luna” “Castelbellino”, “Trac!”. Nel 2005 l’inizio della collaborazione con la Fondazione Pergolesi Spontini di Jesi e quindi l’incontro entusiasmante con il Teatro ed i suoi Artisti. Suoi i manifesti delle Stagioni teatrali di prosa della Fondazione dal 2006 al 2014.

Info: Fondazione Pergolesi Spontini: Tel. 0731.202944, www.fondazionepergolesispontini.com

articolo pubblicato il: 09/12/2014

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