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libri
I giocattoli di Dio

di Pino Medile


ChiPiùNeArt presenta il nuovo romanzo edito dall'omonima casa editrice

“I giocattoli di Dio” Autobiografia dal carcere di Rebibbia di Pino Medile

29 novembre 2014 Enoteca Letteraria Archeologica e Barocca di Via delle IV Fontane 130 • Roma ore 17,30

Con il romanzo autobiografico “I giocattoli di Dio” di Giuseppe Medile prosegue la collana di narrativa “I rubini” della casa editrice ChiPiùNeArt dedicata alla realtà contemporanea, la quale si propone di pubblicare storie che raccontino, dai più svariati punti di vista e nelle sue molteplici sfaccettature, la complessità del mondo attuale. Il romanzo costituisce un coinvolgente viaggio "dall'interno" nella mentalità e nel sistema di valori di un uomo che ha sempre considerato, almeno fino ad un certo punto del suo percorso, la vita al di fuori della legalità come l'unica possibile. Una mentalità sempre in bilico tra presa di coscienza e di distanza e fatalismo, e un sistema di valori contraddittorio eppure costantemente rivendicato e ribadito. Già il titolo spiega il senso di come il protagonista si senta “agito” da una superiore volontà che gioca con il suo desiderio di libertà e lo conduce in un vortice incontrollabile di eventi che hanno come sfondo una Rio bellissima e violenta, affascinante ed orrida, sempre infida dove i sogni di una vita onesta sembrano crollare. In questa chiave di lettura fatalistica, continuamente rimarcata nei commenti della voce narrante, appare evidente la percezione di una sorta di predestinazione in cui le scelte, i liberi arbitri, assumono le sembianze di atti indotti e inevitabili.

La scelta di inserire questo “romanzo criminale” nella nostra produzione editoriale non obbedisce ad una logica commerciale facente leva sulla triade sempre vincente “sesso, droga e violenza”, qui potenziata dal valore aggiunto delle vicende realmente accadute, ma alla volontà di proporre un viaggio - dall'interno - nella mentalità e nel sistema di valori di un uomo che ha sempre considerato la vita al di fuori della legalità come l’unica possibile. (Prefazione dell’editore –Adele Costanzo).

Pino Medile giunge in Brasile nel settembre del 1982, è in fuga dalla giustizia italiana e porta con sé un passaporto falso, una discreta quantità di denaro e di gioielli e, soprattutto, una grandissima voglia di ricominciare. Vi rimarrà per circa otto anni, durante i quali imparerà a conoscere tutte le lusinghe e gli orrori che quel Paese così affascinante e contraddittorio ha nel suo repertorio. Conclusasi la sua latitanza ed estradato in Italia, sente il bisogno di raccontare l'avventura che lo ha irrimediabilmente segnato, così, nel carcere di Rebibbia dove sconta una lunga pena, scrive un romanzo autobiografico in cui ripercorre e reinterpreta le sue vicende in terra brasiliana.

Giuseppe Medile è nato a Roma il 20 giugno 1949. La sua vita è stata finora caratterizzata da un susseguirsi di detenzioni - tutte per rapina - e latitanze dovute a mancato rientro da permessi ottenuti per buona condotta o per motivi familiari. Sposato due volte, ha avuto tre figli, due dalla prima moglie ed uno, Adriano, dalla seconda. Nel 2012 muore il figlio Inigo, appena trentanovenne e l'anno successivo termina la sua latitanza in seguito all'arresto avvenuto al Policlinico di Roma, dove è in visita alla figlia Monica ricoverata per un intervento chirurgico. Nel carcere di Rebibbia, in cui è tuttora recluso, scopre il valore dell'istruzione, frequenta la sezione carceraria dell'Istituto Von Neumann, conseguendo nel 2014 il diploma di perito commerciale, e si iscrive alla facoltà di Giurisprudenza.

articolo pubblicato il: 23/11/2014

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