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editoriale
una storia d'amore

l'avventura in FIAT di Riccardo Ruggeri nel suo nuovo libro

di Gabriele V. R. Martinelli

Il libro “Fiat, una storia d’amore (finita) ricorda certe gallerie di ritratti come se ne trovano in certi palazzi nobiliari, in cui ogni personaggio rappresenta un’epoca storica della casata.

L’autore, Riccardo Ruggeri, delinea con tratto leggero e potenza descrittiva personaggi che, nel bene o nel male, in misura maggiore o minore, hanno fatto la storia della Fiat e, per quello che l’azienda torinese ha rappresentato per decenni, anche la storia d’Italia.

Su qualche personaggio il giudizio è tranchant, venato anche di un sottile disprezzo, su altri più sfumato; di altri ancora, come Umberto Agnelli, si sente nella descrizione tanta ammirazione ed anche affetto sincero.

Il libro, che si legge in un baleno non solo per lo stile fresco e a volte divertito ma anche per l’interesse che gli accadimenti evocati suscitano nel lettore, dà una chiave di lettura diversa di quanto abbiamo vissuto attraverso giornali e telegiornali, non sempre e non tutti obiettivi, che per anni sono stati troppo acquiescenti nei confronti del gruppo torinese.

Il punto di vista di Ruggeri è quello di un uomo che è entrato giovanissimo in fabbrica come operaio, il cosiddetto “colletto blu”, ha studiato rubando ore segrete al riposo ed al suo tempo libero ed ha poi fatto carriera, passando alla giacca a tre bottoni dell’impiegato per poi, giovanissimo, indossare il doppiopetto gessato del dirigente.

Quando Ruggeri parla di qualcuno o di qualcosa lo fa con cognizione di causa e non certo per averne letto sui comunicati degli uffici stampa aziendali e ciò può far apparire le sue parole quasi una controstoria rispetto a certe ricostruzioni che hanno mitizzato persone come Enrico Cuccia ed hanno ampiamente sottovalutato quella mente acuta che fu Umberto Agnelli, per alcuni cronisti solo il “fratello minore”.

Ruggeri definisce la sua avventura con la Fiat una storia d’amore finita, ma le cose non stanno forse così. Come in ogni storia d’amore che si rispetti, si possono prendere altre strade, fare esperienze diverse, ma il ricordo di un grande amore non si perde mai. Da AD, o CEO, come si dice adesso, della New Holland, Ruggeri si è trasformato in editore librario (Grantorino Libri, così chiamata in onore della città in cui è nato e della fede calcistica torinista), giornalista freelance, soprattutto per “Italia oggi”, nonché scrittore prolifico di volumi di successo.

Mary Poppins, persona veramente speciale, riusciva a mettere ordine nelle situazioni più ingarbugliate ma fu pronta ad andarsene quando il vento cambiò. A Riccardo Ruggeri è capitato diverse volte di fare all’interno del gruppo Fiat la Mary Poppins della situazione, mettendo ordine in settori che sembravano in preda al caos organizzativo e risanandone altri che sembravano destinati al fallimento, ma come tutte le persone veramente speciali quando ha sentito che il vento era cambiato non ha avuto rimpianti ed ha guardato avanti. Ma non dica che la sua storia d’amore è finita, perché la Fiat resterà sempre nel suo cuore.

articolo pubblicato il: 24/10/2014 ultima modifica: 02/11/2014

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