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cronache
congresso nazionale

società nazionale di aggiornamento per i medici di medicina generale


Da venerdì 24 a domenica 26 ottobre Snamid, società nazionale di aggiornamento per i medici di medicina generale, dà appuntamento ai propri iscritti presso l’NH hotel di Assago per il 27° congresso nazionale, per un ampio e approfondito confronto sui network di cura del paziente.

Il miglioramento della qualità nell’assistenza dei pazienti passa necessariamente attraverso i sistemi di rete, che coinvolgono la pluralità dei professionisti sanitari. Da alcuni anni la medicina generale si sta riorganizzando all’interno del sistema sanitario con criteri che, di fatto, impongono ai tradizionali medici di famiglia di gestire tutto ciò che gli ospedali non sono in grado o non possono più permettersi di affrontare, come nel caso dei malati cronici.

Ecco quindi che una delle problematiche affrontate dal congresso di Snamid sarà l’evoluzione del dialogo tra ospedali e territorio, grazie alla partecipazione di numerosi e prestigiosi rappresentanti delle diverse specialità. Cruciale al proposito le alleanze con FADOI (Federazione delle Associazioni dei Dirigenti Ospedalieri Internisti) e AME (Associazione Medici Endocrinologi) sulla gestione delle tireopatie che han permesso la redazione congiunta di un paper di consenso sul tema. All’interno del consesso milanese si dibatterà in particolare del nuovo possibile ruolo del medico di medicina generale, figura che si sta muovendo verso un ambito sempre più gestionale, coordinando processi e definendo regole di sistema.

Verranno presentati i dati di diverse survey realizzate con i MMG in Italia, orientate a capire e migliorare i “nodi” della rete nei vari processi: assistenziali (ADI) e prescrittivi (aderenza, integrazione alimentare). Snamid avanzerà proposte concrete per migliorare le reti di cura (ROL follow up, rete di terapia del dolore), permettendo in questo modo al sistema sanitario di continuare a offrire un servizio eccellente, specie se rapportato ad altri casi esteri, malgrado l’incubo della riduzione delle risorse pubbliche.

All’interno di questo quadro risulta particolarmente delicata la gestione dei pazienti complessi, quelli cioè che soffrono di varie patologie, costretti quindi a rivolgersi a più specialisti, assumendo al contempo più farmaci o semplici integratori. Il focus di Enzo Pirrotta e Maurizio Mancuso, per esempio, analizzerà il caso dei farmaci anticoagulanti, la maggioranza dei quali – quelli di ultima generazione - prescrivibili solo da specialisti ospedalieri, ma che, unitamente a specifiche patologie di cui può soffrire il paziente, possono far nascere complicazioni.

Serve quindi un attento monitoraggio da parte del medico di medicina generale che, se accompagnato dalla tecnologia e in special modo da software ad hoc, potrebbe limitare enormemente i rischi che incombono sulla salute di quei cittadini che si sottopongono a più cure.

articolo pubblicato il: 22/10/2014

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