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il cerino
di Riccardo Ruggeri

da ITALIA OGGI

Caro Roberto,
ho particolarmente gradito da te, amico, lettore di ItaliaOggi, piacentino doc (una città che amo) l'invito a tenere una conferenza in quel di Albenga (Savona). Dopo una cena di cucina povera ligure e un tuo aristocratico pigato, ho dormito all'ombra di una torre saracena (Torre Pernice), in una camera dal sapore antico (per tornare alla mia fanciullezza mancavano solo la bacinella e la brocca d'acqua, per lavarsi il viso): cosa pretendere di più dalla vita? Ho molto apprezzato il tema che mi avevi assegnato a margine della presentazione del libro: approfondire una locuzione-sintesi che ripeto spesso nei miei scritti. Cioè, la strategia seguita dall'Establishment occidentale per gestire la Grande Crisi: «Impoverire la classe media, sedare quella povera». Così come ho apprezzato il dibattito con le persone che hai invitato: sindaci, imprenditori, professionisti del Ponente ligure.

È curioso il momento storico che stiamo vivendo noi occidentali: all'apparenza abbiamo tutto, eppure siamo preoccupati, frustrati. Noi europei siamo appena il 7% della popolazione mondiale, produciamo il 25% della ricchezza (PIL) e consumiamo addirittura il 50% del welfare dell'intero globo. Salvo la saggia signora Merkel, che questi tre numeri se li porta sempre in borsetta, nessuno che li voglia conoscere, nessuno di noi che si chieda: come è possibile mantenere questi privilegi, vista anche la nostra innata generosità di accogliere, senza regole, tutti i disperati del mondo? Nel contempo vogliamo «crescere» (significa diventare più ricchi), vogliamo più diritti (siamo sempre più freddi sui doveri), non solo per noi, ma per tutti (per alcuni devono essere estesi anche ai nostri amici animali). Vogliamo creare, in questa terra europea, che per un paio di millenni è stata dominata da grandi furfanti, spesso criminali assoluti, una specie di Eden intellettuale ed economico. Che bello.

In fondo che serve per raggiungere questo obiettivo nobile? Ci hanno convinto che bastano cibi ogm, un iPhone, la sua mostruosa capacità di elaborazione, accoppiata a un set sterminato di app, ed è fatta. Con la capacità di calcolo disponibile oggi, nessun obiettivo ci è precluso, guardate i nostri leader: con due smanettate, governano organizzazioni complesse come gli Stati, tenendo i cittadini informati di ogni nuance della loro e della nostra vita. Un tweet e il Papa apre un Sinodo storico.

Quando quattro ragazzotti privilegiati «Occupy qualcosa» si impossessano di una piazza, usando arroganza e violenza, pretendendo che un Presidente eletto venga cacciato con i forconi, anziché chiamarlo col suo nome (golpe), ecco scattare in noi un'immediata solidarietà: ai nostri occhi ci appaiono tanti Mazzini e Garibaldi in sedicesimo. Siamo talmente evoluti, in termini di valori e tolleranza, che persino i ragazzi del Califfato, che abbiamo allevato nel più sano multiculturalismo, anche quando sgozzano li consideriamo dei «compagni che sbagliano». Alcuni di noi, i migliori, addirittura si chiedono: «dove abbiamo sbagliato?»

Per noi occidentali, gli unici «cattivi» del mondo ormai sono Putin e Xi, eredi di quei compagni russi e cinesi di cui le nostre élite sono state innamorate per oltre 70 anni, e che dalla caduta del muro vogliono rimuovere ad ogni costo. Lo stesso approccio è seguito per la Grande Crisi. Non era difficile comprenderne profondità ed evoluzione, se nel 2008, persino un comune cittadino come me capì (e scrisse) che sarebbe durata almeno vent'anni e che, per uscirne, dovevamo rottamare tutte le élite al potere: non era un problema di modello, ma di classe dirigente, frusta, inetta. Invece no, i colpevoli di questo scempio sono tutti lì, e i giovani sostituti sono esattamente come i vecchi: si odiano fra loro, fingono di rottamarsi a vicenda, ma si rassomigliano nell'inettitudine, d'altra parte sono «multipli» dello stesso stampo.

Le élite occidentali aveva creato un «buco» mostruoso nei nostri conti, anziché licenziarli tutti, mettendone una gran parte in galera, dopo sei anni ce li ritroviamo invece tutti al potere. Per anni, hanno applicato le loro formulette, la mitica «crescita» non si è però innescata, hanno solo aumentato i debiti a carico di figli e nipoti. Fra qualche tempo, cambieranno formulette, diventeranno tutti keynesiani (senza saper cosa significa, irritando persino il vecchio John Maynard, che da lassù li guarderà con disprezzo) e ricomincerà una nuova sarabanda, vendendo chiacchiere e fumo a noi cittadini-sudditi.

Essendo questo lo scenario, sappiamo che le élite occidentali per sopravvivere (loro) non hanno altra strategia che quella di «impoverire la classe media, sedare quella povera». A noi resta il cerino.
www.grantorinolibri.it
editore@grantorinolibri.it

articolo pubblicato il: 08/10/2014 ultima modifica: 16/10/2014

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