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poteri forti fatti da uomini deboli
di Riccardo Ruggeri

da ITALIA OGGI

Cari Accademici della Crusca,
non me lo auguro di certo, comunque, dati i tempi, prima che anche voi siate rottamati (girano voci in proposito) vorrei sottoporvi un quesito. La lingua italiana praticata dai politici e dalla élite la trovo insopportabile, il linguaggio usato è povero di contenuti, ricco di slogan, pieno di ambiguità. La faccio breve, prendiamo ad esempio la locuzione «Poteri Forti». Assume un'infinità di significati a seconda di chi lo dice, come lo dice, dove lo dice.

Il Premier usa la locuzione spesso, mai in sette mesi che gli sia sfuggito un nome. Vent'anni fa, certo Tatarella, inventore della locuzione, aveva indicato a chi si riferiva, Renzi no. Alcuni mesi fa mi convinsi di averne individuato uno (l'azienda era già nel protocollo Tatarella), un supermanager che aveva paragonato Firenze ad una anonima cittadina del cuneese, invece scopro che ora sono amiconi, si scambiano parole dolci. Uno dice: «Dio lo benedica», l'altro risponde: «Vorrei che l'Italia fosse come la tua azienda». Penso che Tatarella abbia usato il termine in luogo di Caste e Corporazioni, aggiornando il mussoliniano potere demo-pluto-giudaico-massonico, non certo nell'accezione autentica, che è solo anglosassone.

Che non esistano «Poteri Forti» di matrice anglosassone in Italia è una delle poche certezze che ho. Lo stesso Enrico Cuccia, il prototipo per eccellenza del potere nell'immaginario delle élite, l'ho sempre considerato una caricatura del Potere stesso, una semplice cuscuta dallo stelo filiforme, seppur munita di pericolose brattee avvolgenti, economicamente mortali per chi gli stava vicino, ma nulla più. Uomo personalmente austero, praticava una curiosa attività, impoveriva certi imprenditori a favore di altri imprenditori, lo faceva con i quattrini di Banche possedute dallo Stato, che usava a suo piacimento, senza mai spiccicare una parola.

Appena ricevette un avviso di garanzia, eravamo nel '94, il suo infinito ego si sgonfiò di colpo: la sua evaporazione fu rapida. Uno del suo salotto bollò l'avviso come «inciampo fastidioso», per pentirsi presto della sua battuta, e abbandonare poco dopo ogni incarico societario nella sua azienda, terrorizzato che arrivassero a lui. Personaggi di tal fatta non possono definirsi «Poteri Forti». I «Poteri Forti» sono ben altro. E lo sono, solo in assenza di una seria Magistratura, libera di indagare su tutto e su tutti: unica garanzia di democrazia. Questa la definizione di «Poteri Forti» che ho elaborato negli anni, e sottopongo, cari Accademici, al vostro esame: «Individui singoli o in gruppo che compiono reati contro il patrimonio e/o contro il sistema fiscale, che mai vengono né inquisiti, né processati, né condannati. Le aziende nelle quali costoro operano, se del caso, vengono condannate a multe, le quali però sono a carico degli azionisti, nessuna azione di responsabilità viene fatta a loro carico».

Due i territori ove questi reati vengono perpetrati e protetti: New York e Silicon Valley. Delle Banche d'Affari anglosassoni inutile parlarne ancora, ormai i loro crimini sono stati legalizzati e continuano tranquilli, protetti dalla locuzione: «Troppo grandi sia per fallire, sia per andare in galera». Le seconde hanno trovato un'altra formula, anch'essa criminale, ma che loro sono riusciti a far diventare legale: saltare una riga del conto economico, quella delle imposte. In questo modo, non pagando le tasse, o pagandole in misura ridicola in sperduti paesi, finanziando, con quattro soldi, politici miserabili che diventano anche Presidenti, sono mostruosamente ricchi e condizionanti per il mondo intero.

Durante la settimana sono concentrati a fare business con queste modalità, nel week end si cambiano la felpa, e si dedicano alla difesa dei «diritti», tutti quelli disponibili, dall'ambiente ai vegani, dalle donne afgane ai LGBT, distribuiscono miliardi di condom in Africa, e si lamentano di pagare poche tasse personali. In assenza ormai di diritti «umani» disponibili di cui farsi belli, si dedicheranno presto a quelli degli animali.

Il caso Usa (vincente) e il caso Cuccia (perdente) ha insegnato a noi cittadini comuni che i Poteri Forti sono fatti da uomini deboli, terrorizzati dall'idea di essere inquisiti e disposti a tutto pur di non andare in galera. Una buona notizia, che fa crescere la mia simpatia per la Magistratura (malgrado l'eccesso di ferie e di personaggi come De Magistris).
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editore@grantorinolibri.it

articolo pubblicato il: 06/10/2014 ultima modifica: 16/10/2014

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