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splendido Paolo Rossi

al Teatro Lirico Sperimentale

di Gabriele V. R. Martinelli

Fare una regia del “Gianni Schicchi” che colpisca lo spettatore dopo quasi cento anni nei quali l’atto unico di Giacomo Puccini è stato continuamente rappresentato in tutto il mondo rappresentava una sfida che solo un grande attore come Paolo Rossi poteva accettare, soprattutto in una città in cui pochissimi anni fa l’opera è stata messa in scena da Woody Allen, al Festival dei Due Mondi.

Questo gioiello pucciniano in questa 68° Stagione del Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto non era associato agli altri due atti unici (Il Tabarro e Suor Angelica) così come fu ideato il Trittico e come è stato proposto in altri tempi anche allo Sperimentale, ma ad “Alfred, Alfred”, opera di Franco Donatoni, compositore che fino alla sua scomparsa nel 2005 si è dedicato quasi esclusivamente alla composizione strumentale.

Paolo Rossi ha vinto la sfida alla grande, con una messa in scena indubbiamente modernissima ma del tutto priva di quegli artifizi che registi con molta prosopopea e poche idee mettono in opera per cercare di apparire diversi. La regia di Paolo Rossi è invece essenziale nella sua genialità e l’ambientazione moderna di una commedia medievale appare del tutto plausibile.

Lo stesso regista è impareggiabile nella parte del defunto Buoso Donati, come è fantastico come protagonista muto di “Alfred, Alfred”; nell’opera di Donatoni, infatti, il personaggio principale non è un tenore, come di solito avviene, e nemmeno un baritono come Schicchi, cosa più rara, ma un mimo, Paolo Rossi, che interpreta la parte che Donatoni, autore anche del libretto, aveva ideato vedendosi disteso in un letto d’ospedale.

Un merito in più, un valore aggiunto è stato l’aver fuso i due lavori dal punto di vista registico quasi si trattassero dei due tempi di una sola opera, facendo rientrare i mimi di “Alfred, Alfred” come figuranti nel “Gianni Schicchi”, così come l’aver vestito e truccato allo stesso modo il medico dell’ospedale ed il medico medievale.

Non è iperbolico definire superba l’interpretazione di Rossi e perfetti sono stati tutti gli altri, cantanti e mimi, per non parlare della direzione musicale di Marco Angius e dell’esecuzione degli orchestrali dello Sperimentale.

Uno spettacolo d’alta scuola, come d’altronde ci si aspettava da Paolo Rossi nel contesto del Teatro Lirico Sperimentale, presieduto con mano sicura da Maria Chiara Rossi Profili in questa prima stagione dopo la scomparsa dell’avvocato Belli.

articolo pubblicato il: 29/09/2014 ultima modifica: 06/10/2014

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