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Pyros e l'euro-burocrate
di Riccardo Ruggeri

da ITALIA OGGI

Caro Pyros,
in questi giorni voi, orsi, siete di moda. Un pezzo d'Italia, politicamente corretta, radical chic, ecologista, animalista, vegana, ortoressica, lacto-ovo vegetariana, cavalca il caso di certa orsa Daniza (aveva un curriculum da assassina, non di animali della foresta, ma di umanoidi: i piccoli di asine, pecore, capre, ma tant'è). Tornando a cose serie, sappi che io sto con te, caro Pyros, contro l'orso europeista Balou, che da 7 anni cerca, invano, di sostituirti. Per fortuna, tu sei un orso pirenaico, libero, antieuropeista, la tua storia (sembra finta, ma è vera) mi ha affascinato, e la racconto, se permetti, ai lettori di Italia Oggi.

In una zona in cui l'Alta Garonna (Francia) confina con la Val d'Aran (Catalogna), Pirenei orientali (luoghi meravigliosi), vive, da sempre, una comunità di orsi: campavano e si riproducevano seguendo le regole della natura.

Un maschio alfa, superando un percorso rigorosamente meritocratico, assumeva la leadership e la manteneva fino a quando le forze glielo permettevano, per poi venir sostituito da un giovane Telemaco, e così all'infinito: una dittatura illuminata. Nel 1996, uno splendido esemplare di 8 anni (chiamato Pyros) assume la leadership, bello come un Sean Connery peloso, dichiara subito l'indipendenza dai branchi di orsi dei Pirenei occidentali (fra la Navarra e Béarn), e si tiene tutte le femmine del suo territorio. In anticipo a Israele e Palestina, si arriva a “due Stati, due popoli”: Oriente e Occidente dei Pirenei. A capo del branco dei Pirenei orientali rimane lui (con gli anni, rassomiglia sempre più a Putin), mentre a capo del branco dei Pirenei occidentali, due maschi alfa, frutto di chissà quale compromesso storico contro natura, si dividono la leadership (sono adiposi come Cameron-Hollande), e relative femmine. Da quel momento, l'attività sessuale di Pyros si fa frenetica, nulla lo distrae, nessuna femmina sfugge alle sue brame, le dimensioni del branco aumentano, sempre più giovani orse (figlie, nipoti, pronipoti) vengono possedute e ingravidate, sempre più orsacchiotti nascono.

Anni fa due intellettuali perdigiorno (francesi, e chi se non), Fanny Ardant e Gerard Dépardieu, si mettono in testa che nei Pirenei orientali bisogna spezzare il vincolo della consanguineità creata dal losco Pyros, vanno a Bruxelles, trovano un euro-burocrate idiota che, anziché lavorare alla soluzione del problema dell'immigrazione e dei rifugiati, emette il Programma Life. Un orso della Slovenia, chiamato Balou, viene assoldato dall'Europa, addestrato, e nottetempo portato nel territorio di Pyros, con l'ordine di sostituirlo. Passano otto anni, per Balou anni di tentativi andati a male, appena lui si avvicinava alle femmine in calore, il geloso Pyros, finto vecchio, ma sempre agile e forte, lo riempiva di botte. Nelle settimane scorse, Pyros si è stufato dell'orso guardone e fighetto, ha preso l'europeista Balou per la collottola e, stile Putin, lo ha scaraventato nel burrone.

Orso ucciso da orso: imbarazzante, però pare non essere reato, dicono che segua le leggi di natura.

Lacrime e alti lai degli ecologisti, degli attori perdigiorno, degli eurocrati. Poiché l'omicidio è avvenuto in Francia, gli attori euro-ecologisti, convinti che era meglio lasciar fuori dalla partita Hollande (e se avesse sposato la causa di Pyros?) si sono rivolti al ministro dell'ambiente, la sua ex Ségolène Royal, chiedendo l'immediata sostituzione di Balou con altro esemplare (se possibile sloveno). Pressioni a Bruxelles, ora pare che l'eurocrate di turno per dare il via libera pretenda la castrazione di Pyros, riconoscendogli attributi thatcheriani. Una tipica volgarità da euro-burocrate, che vorrebbe trattare un nobile orso come noi umani (detto sottovoce è ciò che Junker e Draghi, e la loro losca troika, vorrebbero fare con noi italiani: castrarci).

Mentre l'Europa e la Francia fanno i “guardoni dirigisti” degli orsi, il Mediterraneo è invaso da un esercito di disperati, gli scafisti si fanno pagare da costoro il prezzo pieno per la traversata, ma appena fuori dalle acque territoriali libiche telefonano col satellitare alla Farnesina, in nome di Mare Nostrum arrivano sollecite le navi militari, che lo fanno a nostre spese (oltre 100 milioni /anno). Piuttosto che sottostare a questo osceno giochino non sarebbe meglio mandare direttamente a Tripoli i traghetti della Tirrenia, tagliando così fuori gli scafisti? Se non è possibile, almeno lasciare in pace gli orsi?

Degli europeisti, ecologisti, animalisti, radical chic, condivido un solo principio: “su questo pianeta non siamo soli”. Giusto, e siamo pure male accompagnati.
www.grantorinolibri.it
editore@grantorinolibri.it

articolo pubblicato il: 29/09/2014 ultima modifica: 06/10/2014

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