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Eugenio Barba a Roma


Improvvisi urbani Dal 29 Settembre al 1° Ottobre 2014 a Villa Flora

Festival di particolare interesse per la vita culturale della città Improvvisi Urbani. 20° Festival Internazionale del Teatro Urbano, organizzato da Abraxa Teatro, è realizzato con il sostegno di Roma Capitale in collaborazione con Acea e Siae ed è inserito nel cartellone ESTATE ROMANA 2014.

“Improvvisi Urbani. Festival Internazionale del Teatro Urbano”, arrivato alla sua 20° edizione, è un evento romano e internazionale che, dopo il successo dei primi giorni di settembre al Giardino degli Aranci, prosegue dal 29 settembre al 1° ottobre a Villa Flora con un focus dedicato all’Odin Teatret con la presentazione degli spettacoli con prenotazione obbligatoria: Ave Maria. La morte si sente sola. Cerimonia per l’attrice Marìa Cànepa spettacolo teatrale a cura di Julia Varley (29 settembre, ore 21.00) e Memoria spettacolo teatrale a cura di Else Marie Laukvik (30 settembre e 1 ottobre, ore 21.00), nonché l’incontro con Eugenio Barba (29 settembre, ore 18.00).

Lunedì 29 Settembre Dalle ore 18:00 a Villa Flora:

Dopo i cinquanta: cos’altro?
Incontro pubblico con Eugenio Barba

Eugenio Barba , 1936, cresce a Gallipoli nel Salento. Dopo la licenza liceale, nel 1954, viaggia a lungo in autostop nei paesi del Nord. Si stabilisce a Oslo. Lavora come lattoniere e saldatore nell'officina di Eigil Winnje. Nel 1956 e nel 1957 è mozzo addetto alle macchine su un cargo e una petroliera norvegesi con scali in Africa, Asia, America Latina e America del Nord. Rientrato a Oslo si iscrive all'università che termina diplomandosi in Letteratura Francese e Norvegese e Storia delle Religioni. Riprende il proprio lavoro d'operaio e si lega agli ambienti della sinistra studentesca. Nel 1960 vive sei mesi in un kibbutz in Israele. Ottiene una borsa di studio per la Scuola Teatrale di Varsavia, corso di regia. La abbandona nel 1961 per lavorare con un piccolo teatro sperimentale nella cittadina di Opole, diretto dal giovane e sconosciuto regista Jerzy Grotowski e dal noto critico Ludwik Flaszen. Vi resta fino all'aprile del 1964, alternando il lavoro d'aiuto regista con viaggi in Europa - per diffondere le notizie sull'attività di Grotowski - e un soggiorno nel sud dell'India per studiare il Kathakali. Nell'ottobre del 1964 fonda a Oslo l'Odin Teatret. Due anni dopo, con il suo teatro emigra in Danimarca, nella piccola città di Holstebro. In cinquant'anni di attività, l'Odin Teatret ed Eugenio Barba sono divenuti una leggenda del teatro contemporaneo. Un pugno di persone che si sono guadagnate l'influenza di un'indipendente tradizione teatrale. Creano un proprio modo di trasmettere le esperienze sia in pratica (con un'intensa attività di seminari e stage), che pubblicando libri e documenti filmati. Contribuiscono in maniera innovativa alla crescita della "scienza del teatro": nel 1979, Eugenio Barba fonda l'ISTA, International School of Theatre Anthropology, e nel 2002 il Centre for Theatre Laboratory Studies.

Lunedì 29 Settembre Alle ore 21:00 – Teatro di Villa Flora

Ave Maria

La Morte si sente sola. Cerimonia per l’attrice María Cánepa Spettacolo teatrale a cura di Julia Varley dell’Odin Teatret attrice Julia Varley | regia Eugenio Barba | assistente alla regia Pierangelo Pompa | testo Odin Teatret e citazioni da Gonzalo Rojas e Pablo Neruda

Trecento scalini in pochi istanti. Pelle di pietra sopra la mia testa. I morti e le mosche trasparenti che sono? Ed io che conto? Forse la morte non porta via tutto. Questi versi del poeta italiano Antonio Verri riassumono lo spettacolo. L’attrice inglese Julia Varley evoca l’incontro e l’amicizia con l’attrice cilena María Cánepa. È la Morte a celebrare la fantasia creativa e la dedizione di María che seppe lasciare una traccia dopo la sua partenza.

30 Settembre e 1 Ottobre Alle ore 21:00 presso il Teatro di Villa Flora:

Memoria

Spettacolo teatrale a cura di Else Marie Laukvik e Frans Winther dell’Odin Teatret Attori: Else Marie Laukvik e Frans Winther Testo: Else Marie Laukvik, Eugenio Barba e Frans Winther Musica: Frans Winther e canzoni popolari jiddish Drammaturgia e regia: Eugenio Barba

Due storie a lieto fine dai campi di sterminio nel cuore dell'Europa. Il peso e l'obbligo della memoria, il ricordo di una terra a cui tornare e uno straniero che canta sotto un albero e piange. Uno "spettacolo da camera" con musica e canti. Memoria tratta del peso dei ricordi e della missione di non dimenticare. Lo spettacolo è dedicato a due scrittori che si sono suicidati: Primo Levi e Jean Amery. Le storie di moshe e Stella provengono dal libro di Yaffa Eliach: Hasidic Tales of the Holocaust.

Produzione: Teatro Tascabile di Bergamo e Nordisk Teaterlaboratorium Ingresso libero Prenotazione obbligatoria 0665744441 340 4954566 www.abraxa.it

articolo pubblicato il: 24/09/2014

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