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arte e mostre
"L'indifferenza & I Morti Vivi

a Cagliari


Palazzo Marini - Via Ada Negri 28 Cagliari Direzione artistica Italo Medda

L’indifferenza & I Morti Vivi

Mostra fotografica di Maurizio Cau Dal 20 al 30 settembre 2014 - ore 18 - 20,30 LUNEDI' CHIUSO

Inaugurazione sabato 20 settembre ore 18,30 con performance coreografica a cura di Roberto Magnabosco e Arabesque di Benedetta Bucceri

L’essenza di ciò che siamo. E’ questa la ricerca assolutista di questo excursus fotografico. In un moderno giardino allegorico l’artista dapprima stupisce, provoca rappresentando bambole martoriate non tanto nella forma, come potrebbe sembrare ad un primo sguardo, ma soprattutto nella sostanza, poi in maniera certamente consapevole ma ugualmente inaspettata diventa un Am-akhu digitale divorando la nostra ombra per arrivare al punto focale della sua ricerca: chi siamo? Come un moderno Don Chisciotte l’artista sguaina la macchina fotografica contro i mulini dell’indifferenza.

Ci chiede di guardare, pretende di capire, distrugge, affligge, esagera e in questo surreale bianco & nero eccolo cogliere un nostro sussulto e subito lo racchiude, lo conserva. L’artista conosce i meccanismi della nostra natura e li scinde consapevole con un uso sapiente della tecnica metalettica. Le bambole trasfigurate nel loro significante diventano il veicolo per arrivare a scardinare i muri di questa palese e rassegnata indifferenza. E’ questo momento il sussulto, l’angoscia, il disappunto che l’artista ruba, ed è questa la geniale intuizione. Nella seconda parte della mostra il fotografo si inventa conducente di un treno dove viaggiano le emozioni, quelle provocate, quelle rubate in un viaggio senza fermate verso un mondo inesistente fatto di luoghi e persone che si fondono senza più alcuna distinzione. Il treno viaggia veloce e nello spazio di un secondo infinito arriviamo a destinazione. La stazione è un livello nascosto della nostra mente e qui non c’è più differenza tra oggetto e persona, tra staticità e movimento, tra vita e morte, tra tristezza e allegria, tra realtà e finzione, tra fotografia e spettatore. Eccoci siamo proprio li dove il fotografo voleva portarci con le sue foto maledette , non più nel mondo esteriore , non più nei nostri sicuri e caldi pensieri. Siamo qui dentro noi stessi ma liberi dai preconcetti , dalle vere torture del nostro tempo, liberi dai pensieri pensati da altri. Siamo qui come in questa foto con occhi neri. Siamo nel buco nero. Siamo soli infreddoliti senza poterci aggrappare a quelle forme di vita riconoscibili, facili, sicure, imposte e quindi giuste. Siamo pieni di paure e non certo per gli orrori rappresentati, non certo per le bambole martoriate, non certo per i morti vivi. Ormai rabbrividiamo per quello che siamo, per quello che rappresentiamo e l’artista ci lascia con degli interrogativi: siamo luci o ombre? Siamo reali o digitali? Chi sono i morti vivi? I personaggi senza nome delle foto o noi stessi?
Mauro Cocco

articolo pubblicato il: 16/09/2014

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