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cinema
"Cieli rossi, Bassano in Guerra"

Cieli rossi, Bassano in Guerra è un film scritto e diretto da Giorgia Lorenzato e Manuel Zarpellon e prodotto da Blue Film e Sole e Luna Production con la collaborazione dell’Istituto Luce. Attraverso un’attenta ricostruzione, resa possibile attraverso la lettura di diari d’epoca e della testimonianza del Colonnello Bellò (ex comandante della Caserma Milano a Cima Grappa dove si trova anche l’Ossario dedicato ai caduti) e dello storico Marco Mondini, gli autori e registi hanno voluto restituire la tragedia della Grande Guerra attraverso un differente angolo visuale, facendo parlare non solo gli uomini, ma anche il paesaggio. Cieli rossi, Bassano in Guerra, infatti, narra la storia, da una parte, dei giovanissimi, per lo più classe 1899, che hanno votato la propria vita al servizio del proprio Paese, affrontando imprese a cui altri avrebbero probabilmente rinunciato; e quella di un territorio, il Bassanese, che ha vissuto nella propria carne un conflitto che ha segnato indelebilmente i propri lineamenti rimanendo impresso in un paesaggio che nessuna ricostruzione ha più saputo riportare a come era.

Fra i documenti utilizzati per la narrazione i toccanti diari di due protagonisti reali di questa vicenda: l’artigliere austriaco Georg Biedermann e l’ufficiale italiano Ermes Aurelio Rosa. Due personaggi opposti per appartenenza, ma accomunati dal medesimo desiderio che questa Guerra orrenda possa finire in fretta. Fondamentali nel racconto le testimonianze del Colonnello Bellò (ex comandante della Caserma Milano a Cima Grappa dove si trova anche l’Ossario dedicato ai caduti) e dello storico Marco Mondini, a cui gli autori e registi hanno affidato il racconto delle più importanti battaglie della Prima Guerra Mondiale con particolare attenzione al perché ed al come vennero affrontate da entrambi gli eserciti grazie anche all’aiuto di cartine geografiche dell’epoca e alle immagini dei luoghi tutt’ora esistenti.

Allo storico Marco Mondini è affidata la descrizione del cambiamento di Bassano Veneto da tranquilla cittadina di confine a paese militarizzato e quasi interamente raso al suolo a seguito delle incursioni aeree austriache. Vale la pena ricordare che il Massiccio del Grappa è tutt’ora considerato un museo a cielo aperto e ne è testimonianza il fatto che sta per concludersi la richiesta per farlo rientrare nel patrimonio UNESCO in quanto luogo sacro che racchiude fra le sue pietre un’enorme patrimonio storico culturale che interessa tutta l’Italia visto l’immenso numero di Caduti sepolti a Cima Grappa, provenienti da diverse parti del paese. Ancora oggi è possibile percorrere i tortuosi chilometri di gallerie scavate nella roccia, di trincee austriache ed italiane e di ferrate attraverso le quali gli Alpini trasportavano munizioni, cannoni e armamenti vari. Dall’Ossario, a quota 1.775 m, che domina il Massiccio, sono ancora ben visibili i punti dei principali scontri avvenuti durante il conflitto: i crateri lasciati dalle esplosioni delle bombe dei cannoni e delle granate, che hanno reso il Massiccio un paesaggio lunare, altamente suggestivo, a tratti spettrale.

Le riprese verranno effettuate tra Bassano del Grappa ed il Massiccio del Grappa e andranno ad aggiungersi alle testimonianze, alla documentazione comunale dell’epoca, al racconto di ciò che avveniva al fronte attraverso diari di guerra e lettere di soldati austriaci ed italiani, alle numerose foto-documento storiche ed ai filmati realizzati dai soldati. Fondamentale a tal proposito il contributo dei materiali d’archivio dell’Istituto Luce: immagini e fotografie di momenti, popolari e aristocratici, di vita vissuta rintracciate negli archivi pubblici e privati. Un insieme di immagini e di storie che permetteranno di comprendere meglio il conflitto e la vita delle persone che a vario titolo provarono sulla loro pelle la tragedia in atto.

Fondamentale anche il supporto del Museo Storico della Guerra di Rovereto che permetterà di utilizzare documenti storici, mezzi d’epoca e disporre del supporto tecnico-logistico sul territorio, aumentando così il livello artistico dell’opera. La colonna sonora è di Federico Mosconi.

Fra i principali patrocinanti, ricordiamo: l’Associazione Nazionale Alpini, la Regione Veneto, il Comitato Nazionale Centenario della Grande Guerra, il Museo Storico Italiano della Guerra Rovereto onlus, la Comunità Montana del Grappa, il Comitato Regionale Veneto Centenario Grande Guerra, la Provincia di Vicenza, la Provincia di Treviso, il Comune di Bassano del Grappa, il Comune di Asiago, la Comunità Montana dei Sette Comuni.

articolo pubblicato il: 03/09/2014

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