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arte e mostre
prosegue la mostra

Papuli al Palazzo Ducale di Martina Franca


Nelle sale storiche del Palazzo Ducale di Martina Franca prosegue con successo la mostra "Metamorfosi. Sculture e installazioni di carta" dell'artista pugliese Daniele Papuli, curata da Marta Ragozzino con Lorenzo Madaro. Organizzata dalla Soprintendenza per i Beni storici, artistici ed etnoantropologici della Puglia, in collaborazione con il Comune di Martina Franca, con il patrocinio del ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo e promossa dalla Regione Puglia (assessorato al Mediterraneo, Cultura e Turismo) la mostra aperta sino al 7 settembre (dalle 10 alle 20, il sabato dalle 10 alle 22.30 - ingresso gratuito) rientra nell'articolato programma della quarantesima edizione del Festival della Valle d'Itria che (dal 18 luglio al 3 agosto) ha proposto un programma di grande rilievo internazionale.

Il percorso si sviluppa attraverso tredici installazioni che partono dalla scalinata d'ingresso del Palazzo Ducale con Stise (2014) e proseguono in altre sette sale affrescate da Domenico Carella nella quali sono raffigurate scene bibliche, mitologiche e di vita di corte. Le opere proposte da Papuli sono Cartoframma (2011), Aura Blu (2013), Panta Rei (2005) e Metrie (2010), ospitate nella piccola cappella, Aura (2014), Catroframma (2013/2014), Panta Rei (2005), Metrie e Niuru (2013), Le due Sapale (2005), Tursu (2008) e Tursi (2013/2014).

"Per festeggiare la quarantesima edizione del festival, abbiamo scelto la delicata ed elegante opera in carta di Daniele Papuli per rimanere legati alla leggerezza delle atmosfere musicali", sottolinea Marta Ragozzino. "Dopo molte edizioni caratterizzate da artisti provenienti da altre regioni abbiamo deciso di ospitare un artista pugliese soprattutto per il suo appassionato studio della carta che trasforma e intepretra con libertà e fantasia che ben si sposano con gli affreschi di Domenico Carella. Quanta vita ha la carta, come cresce, si apre, si trasforma e libera tra le mani sapienti e delicate di Daniele Papuli. Dal Salento a Milano, Papuli è scultore nel cuore e a Brera sperimenta le forme e i materiali della tradizione antica. Impara il mestiere, ché il talento è nato con lui, e va a Berlino per affinare il suo sguardo", continua la curatrice. "Lì incontra la carta, che diventa naturalmente il suo mondo. Un grande amico dell'arte, raffinato editore e grande esperto di carte, Vanni Scheiwiller, scopre questo segreto e subito gli affida la produzione straordinaria di fogli realizzati a mano per libri d'arte. E così comincia questa storia meravigliosa, che dalla gravità di pietra e legno approda alla leggerezza della carta, all'invenzione di sculture come composizioni astratte che si fanno esse stesse spazio, non più oggetti ma installazioni avvolgenti come quelle delle Metamorfosi di Martina Franca. Il solido diventa liquido, duttile, magico: e resta il fare dello scultore che tratta la risma di carta, il cartoncino lamellare (o la semplice reggetta) con la stessa perizia con lo stesso "mestiere", scavando, levando, facendo emergere la forma dal blocco, dal tutto la parte che nello spazio si moltiplica e sensualmente ri-compone. Grandi esperienze polisensoriali nelle sale affrescate di Palazzo Ducale che magnificamente si armonizzano con la musica del nostro Festival, anzi fioriscono trasformandosi e trasfigurandosi, con gioia inedita. Applicazioni sconvolgenti delle strisce di carta e cartoncino: piegate e tagliuzzate, bianche, patinate, rugose, inchiostrate, blu, che si fanno mare e cielo, semplici eppure credibili, flessuose e sensuali, biomorfiche, vive. Origami del Salento, un ponte verso la semplice complessità del Giappone: frammento d'Oriente, leggero si sente, la mente non mente. E tutto questo si deve al carattere dorato e all'esperienza d'artista di Daniele Papuli".

Classe 1971, nato a Maglie, in provincia di Lecce, dopo il diploma in Scultura all’Accademia di Belle Arti di Brera, Daniele Papuli si stabilisce e lavora a Milano. Al ’91 risale l’approccio alla scultura con i primi manufatti in pietra, legno, gesso. Nel ’93 a Berlino, in occasione di un workshop internazionale, apprende i metodi di fabbricazione del foglio della carta. E’ un’esperienza decisiva, che spiega come dal ’95 sia proprio la carta la materia che sente più adatta alla propria ricerca e al proprio linguaggio. Sperimenta la produzione di carte a mano e dal ’97 realizza le prime sculture con diverse tipologie di materiale cartaceo. Sibille, Soprani e Volumerie sono strutture e calcolate composizioni lamellari basate sulla ripetitività dei singoli moduli ottenuti con tagli manuali. A questo stesso periodo risale l’incontro con l’editore Vanni Scheiwiller che gli affida la produzione straordinaria di fogli realizzati a mano per i supporti grafici del libro d’arte in 300 esemplari Trittico tre poesie di Wislawa Szymborska tre collage di Alina Kalczynska. Nel ’98 l’editore scrive di lui: “… le sue sono composizioni astratte, che entrano nello spazio per dialogare con esso alla pari. Non un ‘oggetto’, ma una aperta costruzione spaziale…”. La sua ricerca entra nelle gallerie d’arte con una serie di mostre collettive e personali. La continua indagine intorno alla materia e la sperimentazione di nuovi materiali, affini alla carta, proposti per le loro potenzialità strutturali e tattili, lo portano a continue interconnessioni dalla scultura, al design, all’installazione, agli impianti scenografici per noti marchi moda. fiere, mostre internazionali. “Più che da designer procedo come un esploratore, trasferendo e amplificando passaggi e suggestioni di un percorso progettuale intrapreso con la materia cartacea”. Gli oggetti proposti, per lo più edizioni numerate e pezzi unici, dialogano con le molteplici esperienze del design contemporaneo. Dal 2002 espone da Dilmos, a Milano. Nel 2009 per la Triennale di Milano progetta e realizza l’allestimento per la mostra internazionale Gioielli di carta e disegna uno dei sei gioielli pop-up in carta a mano allegati al catalogo. Nel 2010, su invito dello scultore Kengiro Azuma, espone alla Fondazione Calderara di Vacciago di Ameno. Per Flux Laboratory di Ginevra, fondazione di arte, danza e discipline sperimentali, mette in scena, nella mostra personale del 2011 Le Gèant de Papier, projections de la matière, quattro installazioni che dialogano con le performance di danza costruite ad hoc. I suoi lavori sono presenti in collezioni private e pubbliche in Italia e all’estero, ed in pubblicazioni specifiche anche nell’ambito della Paper Art.

articolo pubblicato il: 20/08/2014

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