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teatro
"Diritto all'amore"

all'Anfiteatro Romano di Urbisaglia


Sabato 2 agosto l’Anfiteatro Romano di Urbisaglia ospita l’intensa e pluripremiata attrice Galatea Ranzi (Premio Ubu - Premio Eleonora Duse 2012) in scena con Fedra. Diritto all’amore, penultimo spettacolo in cartellone del TAU/Teatri Antichi Uniti, rassegna regionale di teatro classico promossa da Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, Regione Marche, AMAT, Soprintendenza per i Beni Archeologici delle Marche e, tra gli altri, Comune di Urbisaglia.

Da una delle più grandi studiose contemporanee del mondo classico, Eva Cantarella, lo spettacolo propone una rivisitazione moderna del personaggio di Fedra che si avvale di diverse interpretazioni mutuate da Euripide, D’Annunzio, Seneca e Racine a testimonianza di come l’Antica Grecia sia la culla oltreché di teatro, democrazia e arte, anche della cosiddetta “differenza di genere”. Ispirata a un’eroina del cinema “noir” Fedra, bellissima e misteriosa, ci ricorda una diva forte e fragile allo stesso tempo come lo sono state Jacqueline Onassis, Grace Kelly, Maria Callas. Un terzo occhio, una immaginaria videocamera la spia anche nelle emozioni più intime mentre, in una sorta di confessione privata, Fedra - la luminosa, ribelle, tormentata e consapevolmente trasgressiva, icona delle rivendicazioni femminili in cima alle quali vi è la libertà di amare e di scegliere - rivive la sua storia.

Fedra è la moglie in seconde nozze di Teseo, reggente di Atene, che, in prime nozze, ha avuto un figlio, Ippolito. Il giovane, che vive lontano dalla famiglia, quando ritorna a casa richiamato dal padre, incontra per la prima volta la matrigna, scatenando in lei una violenta passione. L’amore per Ippolito, bellissimo, giovane e “selvaggio” nella sua caparbietà e passione per la vita, travolge Fedra fino al suicidio e porta il giovane alla morte.

Galatea Ranzi è l’interprete di Fedra “la luminosa” (questo è il significato del nome), la nuova Fedra, consapevole anche se tormentata, ribelle e determinata nella trasgressione, pronta a sfidare nella ricerca della libertà la condanna morale della famiglia e della società, capace di rompere gli schemi e l'ordine della cultura patriarcale antica. Non c'è predestinazione divina né maledizione genetica in questa nuova Fedra; passione e intelligenza la spingono a trasgredire; il cambiamento è l'esigenza a cui lei risponde con il proprio istinto: bellissima e misteriosa, amata e rispettata, Fedra muore suicidandosi con il veleno e in questo modo rivendica la libertà di amare e diventa paladina dei diritti e della libertà della donne. La scrittura qui si fonde con una messa in scena moderna e multimediale che fa riferimento visivo all’atmosfera “noir” del cinema di Hitchcock e che colloca l’eroina di Euripide, in una “altra” dimensione immaginaria che si ispira al glamour degli anni Sessanta.

Lo spettacolo è prodotto da Compagnia Schegge di Mediterraneo. La regia e le immagini sono di Consuelo Barilari, le musiche di Andrea Nicolini, le luci di Liliana Iadeluca.

Biglietti (posto unico 15 euro, ridotto 12 euro). Informazioni e prenotazioni: AMAT 071 2072439, Pro loco 0733 506566, prevendita in tutte le filiali Banca delle Marche. Biglietteria all’Anfiteatro da un’ora prima dell’inizio dello spettacolo, previsto alle ore 21.30.

articolo pubblicato il: 31/07/2014

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