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teatro
"Ovidio amori e sabbia"

a Rocca Costanza di Pesaro


Mercoledì 16 luglio a Rocca Costanza di Pesaro David Riondino, accompagnato dalla maestria di Massimo Ottoni nel dar forma con la sabbia a infinite figure, accompagna il pubblico con l’originale Ovidio amori e sabbia a conoscere Le metamorfosi di Publio Ovidio Nasone attraverso i racconti più popolari in un’ora e mezza di grande spessore letterario.

Lo spettacolo è proposto nel cartellone di Rocca Costanza Scena Aperta su iniziativa del Comune di Pesaro in collaborazione con AMAT ed è parte della rassegna regionale TAU/Teatri Antichi Uniti sostenuta da Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, Regione Marche, AMAT, Soprintendenza per i Beni Archeologici delle Marche e Comune di Pesaro.

Prima dello spettacolo al pubblico è offerto un curioso AperiTAU. Sorsi e passeggiate di storia che prevede alle ore 19.30 una visita all’Area Archeologica di Colombarone a cura di Ante Quem accompagnata da un “calice di vino”. Sarà a disposizione del pubblico una navetta gratuita a/r con partenza da Rocca Costanza alle ore 19 (prenotazione consigliata al n. 349 1941092).

Massimo Ottoni è un maestro a dar forma con la sabbia a figure che si divorano (l'una con l'altra), componendosi e ricomponendosi infinitamente: la stessa quantità di sabbia crea infinite immagini e assistere a questo moltiplicarsi della stessa materia sollecita senza dubbio la meraviglia. “Dopo esserci cimentati in un Pinocchio di Sabbia, continuiamo il lavoro con queste Metamorfosi che raccontano con la sabbia il testo del poeta latino. E il titolo sembra perfetto per le trasformazioni degli dei che ci racconta Ovidio, integrate ai consigli d'amore dell'antico maestro contenuti ne L’arte di amare. Per non dire della sabbia, che sicuramente è tra le poche cose che sono rimaste le stesse dai tempi di Augusto e che da quei tempi continua ad essere il materiale di infinite figure che si formano e si sciolgono e si riformano, come succede nei sogni”, afferma David Riondino.

Costruita da Costanzo Sforza fra il 1474 e il 1483, Rocca Costanza costituisce la più importante opera di fortificazione di Pesaro. Il progetto è iniziato dall’ingegnere Giorgio Marchesi da Settignano e affidato dopo pochi mesi ad altri, forse a Luciano Laurana. Dopo la sua morte i lavori proseguono sotto la guida di Cherubino da Milano, anche se rallentati per la peste che imperversa a Pesaro. Il 28 ottobre 1500 Cesare Borgia occupa la città, destituisce Giovanni, figlio naturale di Costanzo e fa confluire nel fossato della rocca l’acqua dell’Adriatico, forse su consiglio di Leonardo da Vinci, suo ingegnere militare. Ristabilito il dominio sforzesco, nel 1503 Giovanni completa l’opera del fossato iniziata dal Borgia. Morto Giovanni nel 1510, la rocca viene ceduta nel 1513 dal fratello Galeazzo a Francesco Maria I Della Rovere, già duca di Urbino e nuovo signore di Pesaro. L’edificio subisce un ulteriore restauro nel 1657 dopo la devoluzione del ducato alla Stato Pontificio. Trasformata in carcere nel 1864, la rocca è stata ‘liberata’ da questa funzione nel 1989.

Informazioni e biglietti (15 euro, ridotto 12 euro) AMAT 071 2072439, In.pu.t 0721 1836768. Biglietteria presso Rocca Costanza (366 6305500) da un’ora prima dell’inizio dello spettacolo previsto alle ore 21.30.

articolo pubblicato il: 14/07/2014

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