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diritto
il lavoratore assente per malattia: tutto ciò che è necessario conoscere per evitare sanzioni (2° parte)
di Stefano Ratiglia
Avvocato civilista

Nel caso in cui nasca un contrasto tra referti medici, ossia qualora il medico che effettua la visita legale giudichi il lavoratore guarito, invitandolo a riprendere servizio, ma il dipendente non intenda ottemperare a tale obbligo ed invii un ulteriore certificato del medico curante diagnosticante la perduranza della malattia, il datore di lavoro deve richiedere una seconda visita fiscale.

Per l'assenza ingiustificata del lavoratore al domicilio comunicato, nelle fasce orarie previste, ai sensi dell'art. 5 D.L. n. 463/1983 (convertito con modificazioni in legge n. 638/1983) è stabilita la perdita del diritto a qualsiasi trattamento economico, per i primi dieci giorni di malattia, e nella misura del 50%, per i rimanenti giorni di malattia. Sono fatti salvi solamente i periodi di ricovero ospedaliero o quelli già accertati da precedente visita di controllo.

Detta sanzione non ha carattere disciplinare. Ai fini della sua operatività, è necessario comunque che il medico legale, verficata l'assenza del dipendente nel suo domicilio, gli faccia pervenire un invito a sottoporsi a visita ambulatoriale per il giorno successivo non festivo ed a giustificare il motivo dell'assenza.

Ovviamente la su citata sanzione non si applica laddove il dipendente provi il giustificato motivo della propria assenza.

Il concetto di giustificato motivo, nel corso degli anni, ha dato vita ad una ampia casistica, formatasi a seguito delle numerose sentenze emanate.

In generale si può affermare che si considera giustificato motivo un ragionevole impedimento, cioè un motivo serio ed apprezzabile che induca a compiere adempimenti non rinviabili oltre le fasce orarie previste, mentre la prova del giustificato motivo rimane sempre a carico del dipendente, che dovrà dimostrare il valore delle ragioni poste a base dell'impossibilità di essere sottoposto a visita medica.

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