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cronache
seminario internazionale

a Coimbra


La progettualità dell’AMAT guarda all’Europa e l’Europa risponde. Con la partnership tra AMAT e l’organizzazione portoghese O Teatrão (con sede a Coimbra) e l’avvio del progetto europeo Bando à Parte: Community Intervention in Urban areas, insieme ad altri tre partner provenienti da Austria, Belgio e Olanda, si conferma la capacità dell’ente marchigiano di realizzare nuovi progetti in un’ottica che non si limita ai confini nazionali e regionali.

Proprio per Bando à Parte da sabato 28 giugno e fino a giovedì 3 luglio Claudia Angeletti, Lorenzo Farinelli e Benedetta Pedica, delegazione di giovani di Fabriano accompagnati dalla referente dell’AMAT Carlotta Tringali, prenderanno parte al seminario internazionale a Coimbra raccontando la loro esperienza e confrontandosi con i coetanei portoghesi e provenienti dal Theatermijn di Amsterdam (NL), Dschungel Wien Theaterhaus für junges Publikum di Vienna (AT), Hetpaleis di Anversa (BE)

La fase preparatoria del progetto si è svolta a Fabriano con la complicità del Comune, nell’ambito delle attività di Gentile con noi, esperienze di comunità a teatro promosse dall’AMAT con la collaborazione del Liceo Scientifico Volterra che ha ospitato il lavoro affidato al regista Lorenzo Bastianelli. Da aprile a giugno scorsi un gruppo di studenti ha partecipato a un laboratorio teatrale per riflettere sui cambiamenti sociali ed economici della città, con lo scopo di indagare e ripensare il territorio in cui vivono come spazio di trasformazione e rinnovamento per il futuro. Durante ME/tamorfosi, questo il titolo del laboratorio, i ragazzi hanno cercato di definire il concetto di “rovina”, tema centrale del progetto europeo e oggetto d’indagine da parte di tutti i paesi partner, attraverso la scrittura creativa, associando immagini al termine stesso. Nel confronto tra i partecipanti è emerso che la “rovina” poteva essere riconoscibile nei tanti negozi del centro di Fabriano ora in vendita o in affitto a causa della chiusura di diverse attività commerciali. I ragazzi sono quindi andati a visitare quegli spazi vuoti e hanno intervistato molte persone chiedendo le ragioni di quell’incipiente desertificazione ma interrogandosi al contempo sulle possibili soluzioni.

Il laboratorio si è concluso con una performance aperta al pubblico proprio in uno di quegli spazi vuoti, il magazzino Latini di via Miliani in centro.

articolo pubblicato il: 26/06/2014

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