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magia di Spoleto

57° edizione del Festival dei Due Mondi

di G. V. R. M.

Il Festival di Spoleto, conosciuto anche come Festival dei Due Mondi, è giunto alla sua cinquantesettesima edizione. Era il lontano 1958 quando a Spoleto arrivarono per la prima volta “gli americani”, come gli spoletini di allora chiamarono gli artisti del Festival.

I primi anni imposero il Festival a livello internazionale, con eventi che fecero epoca, come le regie teatrali di Luchino Visconti, la mostra di sculture curata da Carandente, Christo che impacchettò alcuni monumenti di Spoleto, per la prima volta in Italia, Grotowski con il suo “Principe costante”, Luca Ronconi con “L’Orlando Furioso”e tanti altri eventi epocali.

Furono anche anni di problemi, come quello di trovare sponsor. “Obsoleto festival di Spoleto”, scrisse un umorista un anno che la durata del festival dovette essere drasticamente ridotta da tre a due settimane per mancanza di fondi. Nel 1964 uno spettacolo di canzoni popolari di Michele Straniero suscitò una serie di proteste tali che il Festival continuò quasi in stato d’assedio. Ma il Festival era anche questo, come la volta che alcuni hippies inglesi volevano piantare una tenda in piazza del Duomo, aprendo un’animata discussione con i vigili urbani, terminata solo con alcuni colpi di scopettone dati da uno spazzino nervoso.

Dopo di allora i festival in Italia sono sorti come funghi, ma Spoleto resta sempre il Festival per antonomasia. Anche quest’anno il cartellone è ricco di spettacoli, quasi tutti espressione di una ricerca sperimentale e di riscoperta di perle dimenticate, a cominciare dalla tradizionale opera d’apertura al Teatro Nuovo Giancarlo Menotti che quest’anno vede tre atti unici straordinari, “La mort de Cléopatre”di Berlioz, “La dame de Montecarlo”di Poulenc e “Erwartung” di Schönberg.

Il cartellone è così ricco che resta difficile orientarsi tra eventi e spettacoli di ogni genere, musica, danza, prosa. Con “Danza macabra” di Strindberg Luca Ronconi torna a Spoleto per dirigere Adriana Asti, Giorgio Ferrara e Giovanni Crippa. Si tratta di uno di quegli spettacoli destinati a lasciare il segno, tanto che la prima è prevista la stessa sera di apertura, ma al Caio Melisso.

I due teatri storici saranno uniti per il “Concerto per un amico”, diretto da Riccardo Muti al Caio Melisso e trasmesso su maxischermo al Nuovo. Anche questo è un evento particolare, in quanto si tratta della prima volta che il Maestro Muti sarà presente al festival, in ricordo di Candido, il marito di Carla Fendi.

Anche tra gli avvenimenti di meno impatto mediatico si trovano delle autentiche perle, come “Viaggio in Persia” alla Sala Frau, un minifestival all’interno del festival, con cultura, prosa e danza, tutto rigorosamente incentrato sull’Iran, “Weather”, oratorio drammatico de La Mama al Teatro Romano, o “Il cambio dei cavalli” di e con Franca Valeri al Teatro San Nicolò, tanto per citarne solo alcuni.

Ci saranno le mostre, alla Rocca Albornoziana e a Palazzo Collicola quelle ufficiali, i convegni, le prediche a San Domenico, un concerto conferenza che farà riscoprire la filosofia musicale di Giuseppe Mazzini e poi tanta danza, il Galà internazionale, la Paul Taylor Dance Company, il San Francisco Ballet. Ma soprattutto ci sarà quell’atmosfera magica che aleggia a Spoleto nei giorni del Festival, come sempre si è verificato nel corso dei decenni.

articolo pubblicato il: 25/06/2014 ultima modifica: 14/07/2014

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