torna a "LaFolla.it" torna alla home page dell'archivio contattaci
cerca nell'archivio




ricerca avanzata


Google



contattaci

ingrandisci o rimpicciolisci il carattere del testo

elzevirino
Le Langhe no, lasciatele a noi partigiani (veri) del Nebbiolo

da Italia Oggi

di Riccardo Ruggeri

da ITALIA OGGI

Mancavano pochi mesi al crollo del regime fascista, la borghesia piemontese (fascista), mentre si contorceva nella metafora eroico-catastrofista, ebbe la genialità di mandare i figli maschi nelle Langhe, travestendoli da partigiani (maglioni, pantaloni di velluto, stivaletti scamosciati; trovarono operai e contadini che combattevano, e morivano, per la libertà; loro, nelle retrovie, grazie a quei mesi sabbatici, per 60 anni ci camperanno, costruendosi un’immagine epica, che narreranno in libri e interviste). Nel frattempo, a Torino, mia nonna, portinaia, si accorse che il lavoro era aumentato improvvisamente.

Allora, la portinaia aveva anche la responsabilità della raccolta rifiuti (era già differenziata, porta a porta, altro che de Magistris). Usando la terminologia di oggi, l’“umido” arrivava in un bidone nel cortile, attraverso una colonna di scarico posta su ogni balcone. Il “secco” lo raccoglieva lei, ogni giorno, direttamente nei singoli alloggi; all’alba consegnava l’”umido” a un mezzo del comune, il “secco” lo tratteneva per i feramiù (ogni tanto una mancia). La nonna si accorse che il “secco” degli inquilini del civico 9 stava aumentando: tutti si liberavano di libri, riviste, documenti, foto di Mussolini, trofei, scarti del regime. Io l’aiutavo. Trattenni un quadro con un diploma, una serie di distintivi per giacche, di latta, di ottone smaltato, col simbolo Fascio e PNF in rilievo. Seppi poi che i distintivi più pregiati erano quelli ovoidali (anni ’20), sostituiti dai quadrangolari (anni ’30), in casa li chiamavamo, spregiativamente, “cimici” (il Conte, padrone del palazzo, bersaglio dei nostri omaggi-sfottò, si vantava di non portarlo sul risvolto della giacca, ma tenerlo in tasca, autorizzato dal Podestà).

Purtroppo, le “cimici fasciste” (oggi preziose) le cedetti a un caporale americano, in cambio, mi diede delle Am-lire (banconote degli occupanti americani, nda): comprai album di Flash Gordon. Il quadro conteneva un diploma di frequenza a un corso dell’Istituto di Mistica Fascista (papà, irridente, diceva Mastica Fascista). Con la prossima uscita dal campo, e rientro in tribuna, di Berlusconi, chissà quanti trofei forzaitalioti finiranno nel “secco”.

Tranquilli, espugnati i fortini, arriveranno nuove “cimici” (dal doppio uso), una nuova “mistica” (pardon, “mastica”), ogni sera dovremo sorbirci una “narrazione”. Una preghiera: parlate quanto volete, sfilate dove volete, diteci cosa dobbiamo fare, ma le Langhe no, lasciatele ai vignaioli, e a noi, partigiani (veri) del Nebbiolo.
editore@grantorinolibri.it

articolo pubblicato il: 25/06/2014 ultima modifica: 07/07/2014

Commenta Manda quest'articolo ad un amico Versione
stampabile
Torna a LaFolla.it