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New York senza Wall Street non esisterebbe, e viceversa

da Italia Oggi

di Riccardo Ruggeri

da ITALIA OGGI

La maggioranza di noi è convinta di sapere tutto su quello che chiamiamo Finanza, in realtà, spesso non sappiamo nulla, non sappiamo neppure cosa sia. Per quello che conta, io penso di sapere non cosa è, ma ciò che non è: non una Bildenberg (degli eleganti poveracci che credono di dominare il mondo, senza rendersi conto che ormai sono una raffinata bocciofila), non esiste un Mister No planetario (solo Blankfien crede di essere Dio), esistono invece tanti nuclei di individui auto associatisi che rassomigliano, negli obiettivi e nei comportamenti, ai membri di Al Qaeda, dopo l’eliminazione di Osama. E vivono tutti nella città che hanno eletto a capitale dell’Occidente, meglio del globo.

L’amico Angelo Codevilla, già collaboratore di Reagan, docente universitario, grande scrittore e traduttore di Macchiavelli, mi dice che NY non solo non è la “capitale morale” dell’Occidente, ma neppure un luogo di investimenti strategici: molto più banalmente è un luogo dove i profitti derivano dalle mosse della FED e da canali di credito privilegiati. Insomma, traduco io, una cartiera semi clandestina che stampa e si scambia finta moneta, lucrando commissioni in moneta vera.

Quel poco che so di Finanza l’ho capito all’inizio della Grande Crisi (e ne ho scritto in tempi non sospetti): la strategia dei Governi è stata folle, non dovevano salvare banche fallite, ma mettere in galera i loro manager. Invece, che fecero? Abbassarono i tassi di interesse; iniettarono denaro a basso costo nell’economia; ricapitalizzarono il sistema finanziario, nella speranza del mitico “innesco” che imprese e consumatori avrebbero dovuto fare. Avevano pure convinto media e politici a scegliere leader coerenti con questo modello. E allora via a spingere sui vari troni gli Obama, gli Hollande, i Cameron, i Monti (e ora i Renzi), individui dalla leggerezza politica imbarazzante, ma dall’elevata capacità comunicativa nel confondere obiettivi e realtà: insomma, degli eleganti cacciaballe. In questo squallore, non si può non apprezzare, come diversi, solo i tedeschi: la Destra di Merkel che sta gestendo al meglio, nell’interesse della Germania, le scelte coraggiose della Sinistra di Schröder. Chapeau.

La teoria delle “dosi da cavallo” per creare l’innesco non ha funzionato, il cavallo che costoro credevano assimilabile a un povero idiota, astutamente non ha bevuto. Quando hanno capito che i loro bonus, forse addirittura il posto e gli stipendi, erano a rischio, sono tornati all’unica strategia in cui primeggiano: far crescere una gigantesca “bolla”, lucrare commissioni per miliardi, per poi gestirne al meglio le conseguenze del suo scoppio. Ora stanno dando il via a una nuova bolla, cominciano a sopravvalutare le aziende (Uber parte da 12 miliardi $, chissà quanto valuteranno la NCA di Marchionne dal fantasmagorico piano Fabbrica Mondo), cominciano a spostare la redditività dai dividendi (quattrini veri) alla crescita del valore del titolo (fuffa).

C’è una locuzione usata da costoro in momenti come questo, che conferma il disegno: “Search for yeald” (caccia al rendimento). E allora si dia il via alle danze, si convincano i media e il mercato che è “arrivato l’arrotino”: "dovete investire su beni molto rischiosi come unico modo per avere rendimenti più alti". Questa la locuzione. Per ora siamo nella fase di inizio del "gonfiaggio" della bolla, ne vedremo delle belle, al solito.

Vivere a lungo ha questa controindicazione, tutto, specie le furbate in economia e nel business, è deja vu. Eppure mi tocca ricominciare a fingere di analizzare fenomeni finti: obbligazioni spazzatura presentate come caviale Almas, paesi come la Nigeria o il Vietnam spacciati come fossero la Svizzera, una buffonesca app di nome Uber come fosse GE, i vecchi loschi “derivati” riciclati come bond tedeschi, l’Alfa meglio della BMW, e così via.

Curiosamente, proprio ora William D. Cohan del FT racconta di tre membri del mondo della Finanza (subito definiti whistleblowers), Ben-Artzi, Sivere, Budde, tutti ormai ex Deutsche, ex JP Morgan, ex Lehman che con ogni mezzo avevano dato l’allarme del gonfiaggio e scoppio dell’ultima bolla. Non li hanno ascoltati, anzi li hanno licenziati. New York e Wall Street in questi anni si sono messi progressivamente in un cul de sac. eppure, New York senza Wall Street non esisterebbe, ma vale anche il viceversa. L’aspetto più divertente è che come sindaco costoro abbiano scelto uno come De Blasio, una genialata comunicazionale di alto profilo.

Un amico americano, consulente di aziende prestigiose, mi dice di una frase che i leader ripetono spesso a conclusione dei loro interventi nelle convention destinate ai giovani futuri manager: “Fate la cosa giusta, non la più vantaggiosa”. Quelli furbi faranno l’opposto, e andranno al potere.

articolo pubblicato il: 19/06/2014 ultima modifica: 25/06/2014

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