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teatro
"Solo le montagne non si incontrano mai"

al Teatro Villa Torlonia di Roma


Teatro Villa Torlonia | 20-21-22 giugno 2014 Progetto migranti

Solo le montagne non si incontrano mai

Ingresso libero fino ad esaurimento posti Un progetto a cura di Carla Romana Antolini con il patrocinio dell’Ambasciata dell’Uruguay in collaborazione con Black Reality Per un'officina delle culture a Roma

Dal 20 al 22 giugno il Teatro Villa Torlonia si animerà grazie all’incontro di diverse culture. La Casa dei Teatri e della Drammaturgia Contemporanea - struttura promossa dall’Assessorato alla Cultura, Creatività e Promozione Artistica di Roma Capitale, gestita da Zètema Progetto Cultura con la direzione di Emanuela Giordano – presenta il progetto “Solo le montagne non si incontrano mai” a cura di Carla Romana Antolini, in collaborazione con Black Reality e con il Comitato promotore per un’Officina delle culture a Roma. In programma incontri di culture tra Asia, Africa e Sud America: concerti, spettacoli, film, documentari, letture, autobiografie e favole, tutto a ingresso gratuito.

Una tre giorni densa di appuntamenti per affrontare il tema della convivenza tra giovani di diverse nazionalità, centrando l’attenzione sullo spostamento e la contaminazione delle culture e indagando simbolicamente sull’adolescenza come momento di trasformazione in cui è difficile identificarsi perché non si è né bambini né adulti, né in partenza né in arrivo.

Proprio sulla vita di due giovani romani di seconda generazione si focalizza il film Il futuro è troppo grande di Giusy Buccheri e Michele Citoni. L’attore Shi Yang Shi, per la prima volta a Roma, ci propone Tong Men-g uno spettacolo di Shi Yang Shi e Cristina Pezzoli che mette in scena l’esperienza del protagonista, abitato, come molti ragazzi di seconda generazione, da brandelli di identità e culture: un prato disseminato dei resti di un crash aereo. Il Rifka di Anita Luksenburg, intrepretato da Veronica Cassiols, racconta la storia di una ragazza ebrea polacca che va a sposarsi in Uruguay per sfuggire le persecuzioni naziste. Dolorosi incontri tra identità e razzismi nell’Amatissima di Toni Morrison raccontato da Daniela Giordano. Incontri di culture nelle musiche e danze di Re-spirale con le musiche di Oscar Bonelli. Ne Gli Occhi nell’ombra una bambina uruguaiana, ormai grande, racconta la resistenza messa in atto insieme a suo padre, tenuto in carcere per 13 anni da un regime autoritario, contro il terrore e la segregazione, subita da entrambi durante la feroce dittatura militare uruguaiana. Gioiosa energia e incontro di molte afriche nel concerto di Badara Seck con il Coro Afrique di bambini afroitaliani. Contro gli stereotipi e le generalizzazioni, verso la reinvenzione e l’identità in movimento, va il Neri si Nasce, bianchi si muore di Valerio Gatto Bonanni e Gianluca Riggi, interpretato anche da attori migranti.

All’aperto un incontro di Sekou Diabate con il giornalista Marco Boccitto per parlare del ruolo della musica in Africa e tante fiabe tradizionali per bambini domenica mattina: Sekou Diabate con le fiabe africane, Parisa Nazari con le persiane ed Edilson Araujo con le brasiliane. Il venerdì la rassegna prevede un incontro pubblico La cultura per palesare i cambiamenti in atto per parlare del diritto di cittadinanza e del progetto di un’officina delle culture a Roma.

articolo pubblicato il: 17/06/2014

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