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editoriale
la palude
di Teddy Martinazzi

Il ventinove ottobre del 1268 Corrado Hohenstaufen, conosciuto anche come Corradino di Svevia, biondo sedicenne di gentile aspetto, gettava il suo guanto tra la folla prima di offrire la testa all’ascia del boia. Corradino era stato vittima della sua grande quanto vana illusione di riconquistare le terre italiane, scontrandosi con il Papato, i Guelfi e la potenza militare di Carlo d’Angiò.

Molti secoli dopo un altro Corradino, peraltro molto più avanti con gli anni e decisamente canuto, ha avuto l’illusione di poter dire la sua in Commissione, al Senato, scontrandosi con la potenza del quaranta per cento dei voti alle Europee di Matteo Renzi.

Mal gliene incolse all’Hohenstaufen a sottovalutare i poteri forti del tempo e male gli è andata a Corradino Mineo a mettersi di traverso alla volontà del Premier, nonché segretario del PD, primo partito italiano, di imporre la propria visione della riforma del Senato; è stato sbattuto fuori dalla porta della Commissione Affari Costituzionali senza nemmeno la cortesia che ci si dovrebbe aspettare nei confronti di un sessantaquattrenne, ma non per niente Renzi ha cominciato la sua scalata al partito proponendosi come il Rottamatore. Non solo, il senatore si è anche dovuto scusare con le donne e con gli autistici e le loro famiglie, avendo affermato che il Ministro Maria Elena Boschi “è la conseguenza della parità di genere” e che Renzi “è come un ragazzino autistico”.

Non è che le riforme di Renzi debbano piacere a tutti; milioni di italiani si chiedono se dopo l’abolizione dei consiglieri elettivi si arriverà gradualmente alla cancellazione delle Province, così sono tantissimi coloro che si domandano se non sia più logico abolire direttamente il Senato, oppure lasciarlo così com’è. Comunque la si pensi, è un dato di fatto che l’Italia abbia un gran bisogno di riforme incisive, perché altrimenti si rischia di precipitare ancora più profondamente nel baratro. Gli investitori esteri scelgono altri lidi in cui portare i loro soldi e tanti imprenditori nostrani si dirigono verso altre nazioni dove la burocrazia è minima e la corruzione quasi inesistente.

A mettersi di traverso, come fa qualcuno, si guadagna indubbiamente in visibilità, si appare al telegiornale di prima serata e si è invitati ai talk show, ma Renzi rappresenta comunque l’unica speranza per milioni di famiglie che non sanno come arrivare a fine mese e quali speranze avranno i giovani di casa; ha avuto una percentuale di voti da vecchia DC, anche se a quei tempi votava il 90%degli aventi diritto e quindi la percentuale del PD andrebbe sicuramente dimezzata. Vero è che, con questo ragionamento, le percentuali di tutti i partiti andrebbero dimezzate, dato il ridotto numero dei votanti, con valori in certi casi inconcepibili solo qualche tempo fa e in certi casi addirittura ridicoli.

Un vecchio vizio della sinistra è quello di dividersi su quasi tutto e porre l’ideologia sopra alla prassi. Non dimentichiamo che un Governo Prodi cadde per l’opposizione di una trentina di trokzisti presenti nella direzione di Rifondazione comunista. Renzi è malvisto perché viene da una storia diversa e soprattutto per la sua volontà di fare e fare subito, senza stare a sentire i distinguo dei malpancisti. Se il Premier potrà andare avanti per la sua strada senza cadere nelle imboscate dei suoi, forse qualche riforma potrà farla. Se si tratterà di buone riforme è un altro discorso.

articolo pubblicato il: 15/06/2014

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