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teatro
"Scende giù per Toledo"

al Festival Napoli Teatro Italia


Arturo Cirillo debutta in prima mondiale con lo spettacolo Scende giù per Toledo di Giuseppe Patroni Griffi il 15 e 16 giugno al prestigioso Festival Napoli Teatro Italia. L’artista, in questi giorni in prova al Teatro delle Muse di Ancona, è protagonista e regista di questo testo cult della letteratura napoletana. Lo spettacolo, molto atteso al Festival è una co-produzione MARCHE TEATRO-Teatro Stabile Pubblico, Fondazione Campania dei Festival, Napoli Teatro Festival Italia. Con Arturo Cirillo hanno lavorato: alle scene Dario Gessati, per i costumi Gianluca Falaschi, le musiche originali sono di Francesco De Melis, le luci di Mauro Marasà, regista assistente è Roberto Capasso.

Scende giù per Toledo è una travolgente invenzione letterarie, scritta da Giuseppe Patroni Griffi nel 1975, la storia di un travestito napoletano, emblema della stravaganza e fragilità di una città e dei suoi mutanti abitanti. In una scrittura che Natalia Ginzburg ha definito dello stile della "natura dell'acqua, uno stile nuotato che consente di spendersi nei confronti di un personaggio, ora con ironia e ora con pietà, spostandosi a nuoto e leggermente tra l'uno e l'altro". Tra straniamento ed immedesimazione si disegna la figura di Rosalinda Sprint, "una figura maldestramente ritagliata nella carta, le forbici si sono mangiate parte del bordo intorno, n'è scappata fuori una silhouette in scala ridotta" come dice l'autore. Una scrittura quella di Patroni Griffi tutta musicale, fisica, continuamente mobile tra la prima e la terza persona. Un flusso di parole che diventano carne, e spesso danza. Un tango disperato, un folleggiare sul baratro, un urlare per non morire. Sorella immaginaria, e precorritrice della Jennifer di Ruccello e di molti personaggi di Moscato, la Sprint attraversa gli umori, i suoni della città di Napoli, qui più che mai diventata luogo metafisico, invenzione di un posto che non c'è.

Dalle note di regia di Arturo Cirillo - "Scende giù per Toledo" è un romanzo breve, lo lessi per la prima volta molti anni fa, come un piccolo cult della letteratura napoletana, e da allora è rimasto nella mia memoria. Rosalinda Sprint è in fondo una pura, Patroni Griffi usa per lei parole come tenerezza, gracilità, assenza di volgarità, senso di smarrimento, oltre che a farla continuamente avvicinare alla morte, fino all'onirico finale dove forse muore realmente. Ora dovrei dire cosa mi ha spinto a forzare la natura di un testo nato per essere letto, così da poterlo portare sulla scena. O meglio cosa mi ha spinto a farlo senza riscrivere nulla. Direi che la scrittura che usa Patroni Griffi in questo libro sia di tipo sperimentale, tutta musicale, in cui si usa pochissimo il napoletano come terminologia ma molto come sonorità. L'autore decide di rompere continuamente le regole, descrivendo in terza persona e poi spostandosi sulla prima, immettendo di colpo un parlato diretto, a volte anche senza l'uso del virgolettato. Eliminando totalmente in alcuni passaggi la punteggiatura, come se fosse un unico flusso di parole. È questo flusso che mi ha fatto pensare ad un lingua teatrale, oltre che a darmi la suggestione di un monologo interiore. Io la metto in una stanza fatta di isole, il letto non a caso tondo, il tappeto ovale, lo specchio tondo anch'esso, qualche paravento, dei vestiti sparsi. La stanza in cui alla fine l'autore ci fa ritrovare la sua fragile eroina, dandoci l'impressione che lì ci starà per sempre, perché è un’invenzione e come tale fuori dal tempo del nascere e del morire. Un’invenzione tra l'altro per cui ci sono voluti molti anni per scriverla, come ricorda nella dedica iniziale ai suoi molteplici cani avuti in gioventù. La forma del monologo nasce quindi dal non voler drammatizzare il testo, essendo costretti ad inventare delle vere scene teatrali con altri personaggi, ma al contrario facendo in modo che gli altri nascano da dentro, tra sé e sé, nel tempo sospeso del sogno e del rimembrare -.

Marche Teatro ha in questo periodo un’attività di produzione molto intensa. Cinque sono gli spettacoli in prova nel mese di giugno che debutteranno nell’estate 2014. A seguire di prove e debutto di Arturo Cirillo con Scende giù per Toledo (che ha già date fissate al Festival di Andria il 26 e 27 agosto e nella prossima Stagione dell’Elfo Puccini di Milano dal 16 al 21 dicembre), sarà in prova ad Ancona da fine giugno La dodicesima notte di William Shakespeare con e regia di Carlo Cecchi, che debutta in prima nazionale al Teatro Romano di Verona all’interno dell’Estate Teatrale Veronese il 16/ 17 /18 luglio e a seguire il 26 luglio sarà in scena al Festival La Versiliana (da febbraio 2015 in tournée). Partono a breve anche le prove a Polverigi di altre tre produzioni targate Marche Teatro che avranno il loro debutto a INTEATROFestival 2014 giunto alla sua 36° edizione che avrà luogo il 3 4 5 luglio a Polverigi: The Last Supper scritto e diretto da Mole Wetherell/Reckless Sleepers per il quale Marche Teatro ha lanciato un bando per la ricerca di 2 attori e 1 attrice (il bando scade il 16 giugno), la performance Hospice di Glen Çaçi e Job la nuova creazione di Davide Calvaresi. www.marcheteatro.it

articolo pubblicato il: 06/06/2014 ultima modifica: 10/06/2014

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