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nonostante gli errori di politica finanziaria

di Vittorio Sordini

Per imporre una moneta e darle “corso legale” è sufficiente un territorio, un popolo, un Ente che possa esercitare potere di sovranità, il quale conia la moneta ed impone che le tasse gli vengano pagate soltanto con quella stessa moneta. Non può esistere una moneta senza Stato, potrebbe esistere uno Stato senza una propria moneta.

Chi governa uno Stato che adotta una propria moneta ha di fatto la responsabilità del controllo del valore che si attribuisce alla moneta stessa, ne controlla la quantità in circolazione ed il valore riconosciutole dai mercati attraverso attività che si sostanziano nelle politiche monetarie. Un popolo, un territorio, una moneta ed una lingua comune danno vita ad uno Stato e ad una identità nazionale. Il popolo che non ha una lingua comune presenta degli elementi di criticità, specialmente nel caso in cui in uno Stato siano presenti etnie linguistiche appartenenti a Stati confinanti. In presenza di gravi crisi economiche lo spirito di appartenenza all’etnia potrebbe avere il sopravvento sullo spirito nazionalista. Un esempio eclatante lo abbiamo in questo preciso momento in Ucraina, dove le aree geografiche a maggioranza russofona hanno proclamato la loro indipendenza dallo Stato Ucraino ed hanno proclamato la volontà di annettersi alla Russia.

La crisi prima finanziaria, poi di fiducia, quindi degenerata in crisi economica ed in fine con effetti negativi nel sociale ha evidenziato le criticità dell’Europa. L’Europa è individuabile in un'unica area geografica, nella quale esistono diversi Stati con lingue diverse e monete diverse; alcuni di questi Stati hanno adottato una moneta unica derivante dalla media dei valori delle monete in corso legale ante unione monetaria. In pratica, in questa fase la moneta unica “euro” ha la sola peculiarità di mantenere il cambio fisso all’interno dell’area euro tra le diverse monete preesistenti. Un primo esperimento di adottare cambi fissi fu sostenuto con l’adozione di quell’operazione denominata SME, acronimo di Sistema Monetario Europeo, detto anche serpente monetario perché i cambi non erano propriamente fissi, ma potevano oscillare all’interno di una banda di oscillazione definita valuta per valuta. Ci fu anche l’esperimento di creare una moneta sintetica quotandola, l’ECU(con l’accento sulla u pronunciandola alla francese). Molti si ricorderanno di questa moneta utilizzata dal circuito bancario, perché ebbero la sfortuna di contrarre mutui denominati in ecu. Per la cronaca si ricorda che ad un certo punto il valore dell’ecu raddoppiò nei confronti della lira italiana e per rimborsare il mutuo si dovette spendere il doppio delle lire che si erano ottenute in prestito, oltre agli interessi pattuiti. Con l’ECU coesistevano le monete nazionali ed i Governi dovevano adottare misure di politica finanziaria per regolare la circolazione ed il tasso di cambio, sia nei confronti delle altre monete dell’area con trattati europei, sia nei confronti delle varia altre monete in circolazione; sarebbe utile non dimenticare che appena dopo la fine della seconda guerra mondiale fu stabilito con il trattato di “Bretton Wood” che la moneta di riferimento era il dollaro e che il valore del dollaro doveva essere legato all’oro. Molta acqua è passata sotto i ponti da “Bretton Woods” ed oggi il dollaro non solo non è più legato al valore dell’oro, e neanche la lira sterlina è più legata al prezzo dell’argento; in ogni caso rappresentano, in primis il dollaro, le monete più scambiate sul pianeta terra. Dopo l’adozione dell’euro la politica monetaria è in capo alla BCE ; ogni paragone con i compiti della FED è assolutamente impossibile, perché i due Enti non possono neanche assomigliarsi, in quanto i rispettivi statuti affidano loro compiti assolutamente non confrontabili.

Si potrebbe discutere sugli effetti di tale situazione, ma attualmente non si può modificare uno stato di fatto: la BCE non può fare quello che la FED compie quotidianamente. Riassumendo possiamo dire che una delle criticità dell’area euro è legata alla lingua che non è comune tra gli Stati Membri; altra criticità è rappresentata dal fatto che l’UE non è uno Stato e neanche una Confederazione di Stati come, ad esempio gli Stati Uniti D’America. L’Unione Europea rappresenta oggi un insieme di territori che di comune accordo hanno sottoscritto dei trattati di collaborazione in diversi campi; alcuni di questi territori hanno anche deciso di adottare una moneta unica fissando un tasso di cambio fisso rispetto alle proprie monete nazionali ed in parte hanno delegato ad un Ente la gestione della circolazione monetaria e per garantirsi reciprocamente la lealtà al progetto della moneta unica per quanto riguarda le politiche economiche nei singoli Stati, hanno fissato dei parametri tra PIL , spesa corrente e debito pubblico. Con l’incattivirsi della crisi, quando gli effetti sul sociale sono diventati dolorosi “sono volati gli stracci”. Questa è l’espressione che si usa quando all’interno di una famiglia si tocca il fondo e i freni inibitori smettono di impedire lo scontro ; proprio in quel momento ogni componente ricorda senza alcuna precauzione tutti gli errori che ha commesso nei rapporti familiari, comprese le omissioni.

In effetti il modo con cui è stata gestita la crisi finanziaria della Grecia farebbe pensare ad un grande maestro e ad una regia occulta: un obbiettivo che sfugge alla comprensione dei più. In effetti la “Crisi greca” è stata gestita esattamente come avrebbero gestito il possesso di un unico giocattolo un gruppetto di ragazzini viziati. Da matti. Quando gli speculatori provarono a far soldi con le criticità dell’area euro cominciarono con il Paese più debole, quello in cui i vari Governi avevano approfittato dell’Euro nascondendo la vera situazione finanziaria dello Stato. In ogni famiglia ben amministrata se capita che un componente commette qualche fesseria si cerca di metterci rimedio , mantenendo il riserbo, perché i panni sporchi si lavano in famiglia, e si deve conservare alta la reputazione. Naturalmente questo ha dei costi che devono essere sostenuti da tutti, perché è interesse di tutti conservare una buona reputazione. Se si espone al pubblico ludibrio il familiare reo di un comportamento non consono rispetto ai requisiti di onorabilità, l’intera famiglia ne subisce le conseguenze. Il risultato delle tensioni sui titoli di Stato greci è stato amplificato dal fatto che sono prevalsi gli egoismi rispetto alla saggezza ed una piccola onda si è trasformata in uno tsunami che ha devastato l’intera Area Euro. I risultati delle recentissime consultazioni elettorali ci restituiscono un quadro desolante di quanto residua del “sogno europeo”.

Probabilmente per costruire l’Europa non c’era bisogno di architetti , ma piuttosto di ingegneri: la solidità piuttosto che la bellezza. Forse si sarebbe dovuto cominciare dal costruire un popolo, dargli un territorio, creare uno Stato e coniare una moneta. Un popolo condivide tutto: il bene e il male, le risorse ed il welfare, si confronta per scegliere da chi essere guidato e difende il proprio territorio e la propria autodeterminazione. Una cosa è certa : l’Europa dell’euro deve esistere; oggi i problemi sono superiori ai vantaggi ed è necessario porre riparo: qualcuno potrebbe essere tentato di sostenere che è meglio sfasciare tutto e ricominciare da capo, ma a quale costo?!?

articolo pubblicato il: 28/05/2014 ultima modifica: 10/06/2014

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